Molti pazienti avevano attivato prestiti da migliaia di euro con Compass e Sella per far fronte al costo delle cure odontoiatriche prescritte da società riconducibili al gruppo Visodent, senza mai ottenere i servizi pagati e ritrovandosi a dover versare le rate dei mutui nonostante la chiusura delle cliniche.
Il giudice della terza sezione del tribunale civile, Maura Cannella, uniformandosi a precedenti ordinanze già emesse in altri casi simili, adesso ha però dato ragione a due pazienti, disponendo l’immediata sospensione dei versamenti verso Compass e condannando la finanziaria a pagare le spese di liti
Sono stati quindi accolti i ricorsi d’urgenza presentati per conto di una coppia e di un uomo dagli avvocati Audenzio Cavallino e Giuseppe Meglio. Se altri istituti di credito, come Banca Sella, dopo le istanze dei pazienti hanno non solo deciso di sospendere i mutui, ma pure di restituire le somme già versate, Compass per ora sta provvedendo a sospendere i mutui solo dopo il pronunciamento dei giudici.
Le ordinanze emesse in questi giorni riguardano in un caso una coppia che il 26 aprile del 2024 aveva attivato un prestito di 5.002 euro con Compass per prestazioni sanitarie ed odontoiatriche da fare alla Visodent. Il 10 febbraio dell’anno scorso la clinica aveva poi elaborato altri due piani di cura con un’ulteriore spesa di 4.700 euro e di 3.800 euro, per cui era stato stipulato un altro finanziamento con Compass per l’equivalente delle somme. I soldi erano stati versati alla società che gestisce le cliniche, ma le prestazioni sanitarie non erano mai arrivate e la coppia, a fronte di un reddito complessivo di circa 2 mila euro al mese, si è ritrovata non solo ancora esposta al pagamento di 12.734,42 euro a Compass, ma pure nell’impossibilità chiedere altri prestiti. Visodent era stata diffidata formalmente il 30 maggio scorso, ma senza alcun esito. Da qui l’avvio dell’azione legale che ora si è conclusa positivamente per la coppia.
L’altra ordinanza è stata invece emessa per un uomo che aveva allo stesso modo stipulato due prestiti nel 2024, uno da 8.600 euro e l’altro da 3.600 euro, sempre per le cure dentistiche alla Visodent. Anche lui, però, non aveva mai ottenuto il servizio e, con un reddito di appena 780,96 euro, si era ritrovato a dover pagare le rate e a non poter stipulare altri finanziamenti. Pure per lui ora il pagamento alla Compass è stato bloccato dal giudice.
“È opportuno evidenziare che, in assenza di un riconoscimento giudiziario – dicono gli avvocati Cavallino e Meglio – un’eventuale sospensione unilaterale dei pagamenti da parte del consumatore esporrebbe quest’ultimo al concreto rischio di segnalazioni pregiudizievoli da parte dell’istituto finanziatore, circostanza che rende di fatto necessaria la tutela giudiziaria. Confidiamo ora che, alla luce delle pronunce ottenute, Compass voglia procedere anche alla restituzione delle rate già versate dai nostri assistiti, i quali versano in condizioni di particolare difficoltà economica e si trovano costretti, proprio a causa della chiusura delle cliniche Visodent, ad affrontare ulteriori esborsi per nuove cure odontoiatriche”.