Le preoccupazioni legate alle vendite sui metalli preziosi e i dubbi crescenti sull’euforia dell’intelligenza artificiale hanno contribuito a destabilizzare l’intero panorama dei mercati internazionali.
Nonostante un lieve miglioramento dell’indice Pmi manifatturiero cinese, salito a 50,3 a gennaio rispetto ai 50,1 di dicembre, il sentiment degli investitori è rimasto fragile. I titoli tecnologici e delle materie prime sono stati i più colpiti, portando l’indice Hang Seng a una perdita del 2,23%, chiudendo a 26.775,57 punti.
La situazione non è stata migliore per le altre borse cinesi continentali. L’indice Shanghai Composite ha subito un calo del 2,48%, chiudendo a 4.015,75 punti, mentre lo Shenzhen Composite ha registrato una diminuzione del 2,54%, attestandosi a 2.615,43 punti. Anche la Corea del Sud ha vissuto un giorno difficile, con l’indice Kospi in flessione del 5,26%.