Borse europee in rialzo, ma sotto i livelli dell’apertura, con gli investitori che festeggiano l’accordo raggiunto nella notte tra Stati Uniti e Iran e al tempo stesso mantengono un atteggiamento di cautela, considerando che la firma di ieri rappresenta soltanto un primo passo verso una possibile intesa di pace.
Venerdi’ prossimo e’ prevista la firma formale a Ginevra, che aprira’ pero’ un periodo di confronto serrato di 60 giorni prima di un eventuale accordo definitivo. La strada, insomma, potrebbe rivelarsi ancora impervia, anche alla luce del fatto che l’intesa preliminare ha rischiato di saltare a causa dei bombardamenti israeliani in Libano.
A meta’ seduta, Parigi sale dell’1,15%, Francoforte dell’1,28%, Amsterdam dello 0,11% e Madrid del 2,37%. Milano rallenta allo 0,8%, mentre lo spread si porta a 71 punti base. Sono in rialzo anche i future americani, soprattutto il Nasdaq, in attesa di SpaceX al suo secondo giorno di quotazione.
In deciso calo il petrolio: il Wti perde il 5,17% a 80,5 dollari al barile, mentre il Brent arretra del 4,87% a 83 dollari.
A Piazza Affari la frenata del petrolio pesa su Eni, che arretra di oltre il 4%. In controtendenza i titoli industriali, tra i principali beneficiari del calo del costo dell’energia: corrono Buzzi (+3,5%) e Stellantis (+5,4%).
Tra i titoli della galassia Agnelli, in evidenza Ferrari (+4,7%), sull’entusiasmo per la vittoria di Lewis Hamilton nel Gran Premio di Catalogna. L’attenzione resta inoltre concentrata sul comparto bancario, con Banco Bpm in progresso del 2,5% in attesa del consiglio di amministrazione di domani.
Sul mercato valutario, l’euro si rafforza a 1,1611 dollari, rispetto agli 1,1592 della chiusura di venerdi’. La moneta unica vale inoltre 185,92 yen (da 185,5), mentre il cambio dollaro/yen si attesta a quota 160,11 (da 160,2). Il gas naturale perde oltre il 6,4%, scendendo a 43,76 euro per megawattora. Infine il bitcoin guadagna il 3,3%, attestandosi a 65.864 dollari.