Giornata difficile per i produttori di semiconduttori. Samsung perde oltre il 7% e SK Hynix circa il 10%, mentre gli investitori temono che la concorrenza cinese possa mettere sotto pressione i margini del settore legato all’intelligenza artificiale.
Samsung e SK Hynix trascinano al ribasso la Borsa coreana
Le preoccupazioni sul futuro del mercato dei semiconduttori tornano a scuotere le Borse internazionali.
Nella seduta del 13 ottobre 2026, le azioni di Samsung Electronics hanno perso circa il 7,4%, mentre SK Hynix è arretrata del 10%.
Le vendite hanno colpito duramente il mercato sudcoreano, particolarmente esposto alle società tecnologiche e ai produttori di memorie utilizzate nei sistemi di intelligenza artificiale.
Secondo quanto riportato da Reuters, l’indice Kospi ha registrato un calo superiore al 5%, mentre la debolezza del settore si è estesa ad altri mercati asiatici.
In Giappone sono scese anche le quotazioni di società collegate alla filiera dei semiconduttori, mentre a Taiwan le vendite hanno interessato TSMC.
Il movimento arriva dopo mesi nei quali l’intelligenza artificiale aveva sostenuto forti rialzi dei titoli tecnologici.
Gli investitori iniziano però a interrogarsi sulla capacità delle aziende di mantenere nel tempo gli elevati ritmi di crescita e i margini raggiunti durante il boom degli investimenti.
La Cina accelera sulle memorie: il ruolo di CXMT
Uno dei principali fattori che hanno alimentato le vendite riguarda le notizie sui progressi tecnologici della cinese ChangXin Memory Technologies (CXMT).
La società sta cercando di rafforzare la propria presenza nel mercato delle memorie, un settore nel quale i gruppi sudcoreani occupano posizioni di primo piano.
Le indiscrezioni sui nuovi sviluppi tecnologici hanno riacceso il timore che la concorrenza cinese possa aumentare l’offerta e ridurre il potere delle aziende leader nella determinazione dei prezzi.
Le memorie DRAM e le soluzioni ad alte prestazioni sono componenti fondamentali per server, centri dati e infrastrutture destinate all’intelligenza artificiale.
La forte domanda di questi prodotti ha contribuito negli ultimi trimestri a sostenere i ricavi dei produttori.
Una maggiore pressione competitiva potrebbe però rendere più difficile conservare margini particolarmente elevati.
È importante distinguere le prospettive industriali dai risultati già acquisiti: i progressi annunciati da CXMT non dimostrano automaticamente che l’azienda sia in grado di sostituire, nel breve periodo, i principali fornitori internazionali.
Intelligenza artificiale, cresce il timore di investimenti eccessivi
La flessione del settore non dipende soltanto dalla Cina.
A pesare sul sentiment sono state anche le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Broadcom, Hock Tan, che ha paragonato alcune dinamiche degli investimenti nell’intelligenza artificiale a quelle del gioco d’azzardo.
Le parole hanno alimentato il dibattito sulla sostenibilità delle valutazioni raggiunte da molte aziende tecnologiche.
Negli ultimi anni, grandi gruppi internazionali hanno destinato capitali ingenti alla costruzione di centri dati e all’acquisto di processori avanzati.
Il mercato si domanda ora quanto rapidamente questi investimenti riusciranno a tradursi in ricavi e profitti.
La situazione presenta un apparente contrasto: la domanda di tecnologie AI rimane elevata, ma le Borse reagiscono negativamente al rischio di un rallentamento futuro.
Per gli investitori, i prossimi risultati trimestrali saranno decisivi per valutare l’andamento degli ordini, la redditività e le prospettive dei produttori.
Il crollo di Samsung e SK Hynix dimostra che anche i settori protagonisti dei maggiori rialzi possono subire correzioni improvvise quando cambiano le aspettative sulla crescita.