T

LETTERA T

T.A.E.G

Sigla di tasso annuo effettivo globale. Si tratta del parametro di riferimento principale per colui che ricorre a un finanziamento di breve-medio periodo. Indice, espresso in termini percentuali, con due cifre decimali e su base annua, del costo complessivo del finanziamento. Comprende gli oneri accessori quali spese di istruttoria, spese di apertura pratica, spese di incasso delle rate e spese assicurative (l’inclusione di queste ultime due voci può essere opzionale).

TAKE OVER

Operazione con cui una società mira ad ottenere il controllo di un’altra tramite il rastrellamento di azioni sul mercato

TAKE PROFIT

Livello di prezzo che definisce il profitto minimo che si desidera avere nel momento in cui si assume una posizione nel mercato.

T.A.N

Il T.A.N. è il tasso di interesse, espresso in percentuale e su base annua, applicato dagli istituti finanziari all’importo lordo del finanziamento. Viene utilizzato per calcolare, a partire dall’ammontare finanziato e dalla durata del prestito, la quota interesse che il debitore dovrà corrispondere al finanziatore e che, sommata alla quota capitale, andrà a determinare la rata di rimborso. Nel computo del T.A.N. non entrano oneri accessori quali provvigioni, spese e imposte.

TARGET

Indica il prezzo che ci si è posti come obiettivo per la vendita di un titolo.

TARGET PRICE

Obiettivo prefissato relativo al prezzo di vendita di un titolo formulato da analisti finanziari

TARGET PRICE (O PREZZO OBIETTIVO)

Il Target Price, prezzo obiettivo in italiano, è il prezzo che secondo gli analisti sarà raggiunto da un’attività finanziaria.

TARP

TARP, acronimo di Troubled Asset Relief Program, è il programma lanciato il 3 ottobre del 2008 dal governo USA per fronteggiare la crisi finanziaria americana legata all’esplosione della bolla dei mutui subprime. Entrato in vigore con l’approvazione da parte del Congresso dell’Emergency Economic Stabilization Act (EESA), il piano ideato dal governatore della Fed di allora, Ben Bernanke, e dall’ultimo Segretario del Tesoro del Presidente George W. Bush, Henry Paulson, prevedeva di assicurare fino a 700 miliardi di dollari di acquisti di asset problematici di proprietà dei grandi istituti di credito e delle banche americane sul punto di ricorrere alle procedure fallimentari. A causare i pesanti squilibri patrimoniali e le difficoltà di accesso al credito da parte delle istituzioni finanziare americane furono le pesanti svalutazioni degli asset tossici legati ai mutui subprime. Tra le vittime più illustri di questa crisi vi fu Lehman Brothers, banca d’affari fallita il 15 settembre 2008. L’autorizzazione al piano aveva una durata di due anni dalla data di entrata in vigore ed è scaduta il 3 ottobre 2010. Tra le banche d’affari e gli istituti finanziari salvati dal piano TARP figurano: Bear Sterns, Freddie Mac e Fannie Mae, Morgan Stanley, Merrill Lynch, AIG, Citigroup, State Street e Wells Fargo.

TASSO DI CAMBIO

Il prezzo di una valuta rispetto ad un’altra. Con un tasso EUR/USD di 1,2850 per acquistare un euro è necessario sborsare 1,2850 dollari.

TASSO DI CAMBIO EFFETTIVO

Il Tasso di cambio Effettivo è l’indice che misura la competitività di prezzo di un’area economica rispetto ad altre. Mira a rappresentare l’evoluzione dei prezzi nell’area domestica in relazione a quelli esteri.

TASSO DI DIVIDENDO

Rapporto tra il dividendo e il prezzo corrente. Indica il rendimento percentuale dell’azione in termini di dividendo. Il calcolo viene eseguito sul dividendo atteso se è già stato reso noto oppure sull’ultimo dividendo che è stato distribuito.

TASSO DI INFLAZIONE

Il Tasso di Inflazione è l’indicatore che misura l’incremento dei prezzi di beni e servizi.

TASSO DI INTERESSE

Gli interessi rappresentano il compenso che le banche richiedono a fronte del prestito concesso. Sono determinati sulla base di un tasso percentuale da applicare al capitale erogato in ragione della durata del mutuo. Il tasso di interesse deve essere previsto espressamente nel contratto.
Il tasso può essere fisso o variabile. Il parametro di riferimento per il tasso fisso è l’Eurirs (Euro Interest Rate Swap), mentre per il tasso variabile è l’Euribor (Euro Interbank Offered Rate).
Il tasso di interesse è detto fisso in quanto, una volta concordato, rimane uguale per tutta la durata del contratto.
Il tasso variabile segue l’andamento del parametro finanziario di riferimento; ciò significa che la misura degli interessi da calcolare sul capitale da rimborsare potrà modificarsi, in rialzo o in ribasso per tutta la durata del mutuo.

TASSO DI INTERESSE NOMINALE

Il tasso di Interesse Nominale è il tasso applicato in un contratto di finanziamento.

TASSO DI INTERESSE REALE

Il Tasso di Interesse Reale è la differenza tra tasso di interesse nominale e tasso di inflazione.

TASSO DI MORA

Maggiorazione del tasso di interesse applicata in caso di ritardo nel pagamento delle rate di un finanziamento.

T

Tasso di Usura

TASSO DI USURA

Tasso di interesse superato il quale subentra il reato di usura.

TASSO DI REDDITIVITÀ DELLE VENDITE

Vedi ROS.

TASSO DI RENDIMENTO EFFETTIVO A SCADENZA (TRES)

E’ l’indicatore più completo per la valutazione di un titolo obbligazionario. Rappresenta una valutazione del rendimento atteso di un’obbligazione che viene fatta in un dato momento. Con il TRES è possibile confrontare anche investimenti obbligazionari con caratteristiche e scadenze diverse. Il TRES prende in considerazione tutte le variabili rilevanti (cedole, reinvestimento delle cedole, variazione in conto capitale), ma il suo calcolo è molto più complesso rispetto al TRI. Per trovare il valore del TRES è infatti necessario utilizzare un procedimento iterativo il cui obiettivo è quello di eguagliare il valore attuale di tutti i flussi di pagamento del titolo al prezzo del titolo stesso. Per quanto più completo e corretto del TRI, anche il TRES ha un limite. Tale misura del rendimento è corretta solo se si verificano le seguenti condizioni: 1) L’emittente (debitore) effettua puntualmente tutti i pagamenti alla scadenza. 2) Il titolo viene tenuto in portafoglio fino alla scadenza. 3) I proventi delle cedole riscossi durante la vita del titolo sono automaticamente reinvestiti ad un tasso di interesse uguale al TRES. Sebbene abbia dei limiti, il TRES rimane comunque una misura attendibile del rendimento di un titolo obbligazionario. Il grande vantaggio di questo indicatore è che permette di confrontare titoli con caratteristiche diverse diventando per l’investitore un supporto per le scelte finanziarie.

TASSO DI RENDIMENTO IMMEDIATO (TRI)

E’ un indicatore di rendimento che per un’obbligazione si calcola come rapporto tra la Cedola ed il Corso Secco del titolo . Questa misura ha il pregio di essere molto semplice da calcolare, ma trascura una delle componenti più importanti: la variazione di prezzo dell’obbligazione stessa. In altre parole il TRI non è un indicatore adeguato a valutare in modo completo il rendimento del titolo.

TASSO DI ROTAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO

Indica il numero di volte in cui le risorse investite sono “girate” nel corso dell’esercizio per effetto dell’attività di vendita. Questo indicatore misura quindi le dimensioni del capitale utilizzato per ottenere il livello di vendite e informa circa il grado di efficienza nella gestione delle risorse: a parità di altre condizioni, infatti, un’elevata rotazione dell’attivo segnala la capacità dell’azienda di sfruttare al massimo le risorse patrimoniali disponibili, traendone vantaggio in termini di redditività complessivamente generata. L’incapacità di accelerare la rotazione dell’attivo indica invece una tendenziale inefficienza nell’utilizzo del patrimonio disponibile.

TASSO DI SCONTO

Il Tasso di Sconto è il tasso d’interesse applicato alle operazioni di finanziamento al sistema bancario da parte della Banca centrale.

TASSO D’INFLAZIONE

Indice di aumento/diminuzione generalizzato dei prezzi ossia conseguente diminuzione/aumento del potere d’acquisto dell’unità monetaria.

TASSO INTERBANCARIO (INTERBANK RATE)

Tasso d’interesse applicato alle operazioni di credito tra le banche. Sull’euromercato monetario viene fissato giornalmente il cosiddetto “London interbank offered rate” (LIBOR), che serve come tasso di riferimento per numerosi crediti internazionali in eurovalute. Anche altre piazze finanziarie pubblicano correntemente il loro tasso interbancario (New York, Francoforte, Hong Kong, ecc.).

TASSO LOMBARD (LOMBARD RATE)

(1) Tasso d’interesse applicato ai crediti lombard concessi dalla banca centrale tedesca alle banche di credito ordinario su titoli costituibili in pegno (tasso lombard ufficiale). (2) Tasso d’interesse che le banche di credito ordinario applicano ai crediti lombard accordati alla clientela (è più elevato del tasso lombard ufficiale).

TASSO MEDIO DI DIVID.

Il tasso medio di dividendo è dato dal rapporto tra il dividendo medio per azione e il prezzo corrente dell’azione.

TASSO NOMINALE

E’ il tasso d’interesse comprensivo del tasso d’inflazione.

TASSO PENSIONS

Tasso d’interesse sui prestiti a 510 giorni concessi dalla Banca centrale alle aziende di credito in Francia.

TASSO PRIVATO DI SCONTO (PRIME RATE USA)

Tasso al quale le banche scontano accettazioni bancarie ed effetti commerciali di prim’ordine. Anche denominato «tasso privato».

TASSO SUI FEDERAL FUNDS (FED FUNDS)

Il Tasso sui Federal Funds è il tasso overnight utilizzato per bilanciare eventuali insufficienze nei fondi di riserva, i Fed Funds appunto, imposti dalla Banca Centrale statunitense (la Federal Reserve) a tutte le banche commerciali e agli operatori. Rappresenta un importante indicatore dell’orientamento della politica monetaria statunitense.

TAX RATE

E’ dato dal rapporto fra le tasse ed il reddito ante imposte. Confrontato con quello di altre banche permette di valutare l’efficacia della politica di ottimizzazione fiscale seguita dalla società.

TEGM

Tasso effettivamente applicato dalle banche e finanziarie per i mutui, i prestiti e i leasing. Viene pubblicato trimestralmente in Gazzetta Ufficiale.

TENDENZA

Direzione in cui si sta muovendo il mercato.

TENDENZA DI STILE

La tendenza di stile misura la tendenza di un fondo a deviare, nel tempo, dal suo stile d’investimento specifico.

TERZO MERCATO

Mercato finanziario privato che affianca il mercato di borsa e quello ristretto, i cui prodotti non ancora quotati nel mercato ufficiale vengono scambiati senza offrire garanzie

TESTA E SPALLE

Figura tecnica di inversione caratterizzata dalla presenza, sul grafico, di tre picchi successivi di cui il secondo più esteso degli altri due. Può rappresentare la fine di una fase di tendenza rialzista/ribassista se confermata dalla rottura della Neckline.

TESTA SPALLA

Figura tecnica di inversione caratterizzata dalla presenza, sul grafico, di tre picchi successivi di cui il secondo più esteso degli altri due. Può rappresentare la fine di una fase di tendenza rialzista/ribassista se confermata dalla rottura della neckline

TETHA

Anche detto time decay , misura proprio la “velocità” con cui un warrant perde valore al passare del tempo, ferme restando tutte le altre variabili

TIER 1 RATIO

E’ dato dal rapporto tra il patrimonio di base e il valore delle attività ponderate per il rischio. Il capitale versato, le riserve e il fondo per rischi bancari generali costituiscono i principali elementi patrimoniali di qualità primaria. Il totale di questi elementi, previa deduzione delle azioni proprie possedute, dell’avviamento, delle immobilizzazioni immateriali, delle perdite registrate in esercizi precedenti e in quello in corso, costituisce il patrimonio di base o tier 1. Le attività ponderate per il rischio ad oggi tengono conto del solo rischio di credito e dei rischi di mercato. Dal 2007 con l’introduzione di Basilea 2, le attività ponderate per il rischio dovranno tener conto anche dei rischi operativi e inoltre il rischio di credito dovrà essere correlato al rating della controparte.

TIME FRAME

Unità temporale presa in considerazione. Nell’operatività intraday il time frame utilizzato varia dal minuto ai 60 minuti.

TIME VALUE

Differenza tra il premio dell’opzione ed il suo valore intrinseco, tenuto conto del periodo di tempo che intercorre prima della scdenza del contratto. Il valore di un contratto a premio é dato dalla somma del valore intrinsico e del valore tempo.

TIPO DI AMMORTAMENTO

Con ammortamento si definisce il rimborso di un prestito obbligazionario da parte dell’emittente, nel rispetto dei tempi e delle condizioni previste dal regolamento di emissione del prestito. Solitamente l’estinzione del prestito avviene in un’unica soluzione alla scadenza. Tuttavia il rimborso può avvenire anche tramite un piano di ammortamento che prevede l’estinzione graduale del debito. I tipi di ammortamento possono essere di diverso tipo: Ammortamento italiano: modalità di ammortamento di un debito caratterizzata da quote capitali costanti mentre il debito residuo, il debito estinto, le quote interesse e le rate costituiscono una progressione aritmetica. Ammortamento francese: con questa metodologia la rata di ammortamento è costante. Nei periodi di applicazione dello stesso tasso la componente capitale aumenta e la componente interessi diminuisce. Ammortamento americano (o a due tassi): modalità di ammortamento che prevede il pagamento periodico dei soli interessi ed il rimborso globale del capitale a scadenza, con l’impegno da parte del debitore di costituire ratealmente il capitale stesso. In generale si hanno due tassi: il primo è il tasso del finanziamento, ovvero quello che genera gli interessi debitori da versare a favore del creditore; il secondo è il tasso di rendimento delle quote capitale versate a reintegro del finanziamento stesso, tale tasso è normalmente inferiore al primo. Ammortamento tedesco: con questo metodo il debitore paga subito gli interessi relativi alla prima rata del piano di ammortamento calcolati sull’intero ammontare del debito per il tempo relativo all’intervallo delle rate. Alla fine del primo periodo versa la prima quota di capitale e paga anticipatamente gli interessi sul capitale per il secondo periodo, conteggiato sul debito residuo dopo il rimborso della prima quota di capitale.

TITOLI A TASSO FISSO

Obbligazioni per le quali la remunerazione è pari al rendimento nominale e cioè al rapporto tra cedola e valore nominale. La remunerazione di un titolo a tasso fisso è definita al momento dell’emissione e resta invariata per tutta la durata del titolo.

TITOLI A TASSO VARIABILE

Titoli per i quali il tasso di interesse corrisposto cambia nel tempo e viene determinato secondo le procedure di indicizzazione stabilite nel regolamento del prestito. Ad esempio, nel caso dei CCT il tasso nominale della cedola è indicizzato al tasso di rendimento dei BOT a 6 mesi.

TITOLI BARRIER

Titoli il cui rendimento risulta legato, in tutto o in parte, alla permanenza temporale di un parametro predefinito al di sotto o al di sopra di una soglia prefissata.

TITOLI CALLABLE

I titoli callable sono obbligazioni in relazione alle quali l’emittente si riserva il diritto di procedere in futuro al rimborso anticipato a condizioni predefinite. In questo senso i callable non costituiscono una vera e propria categoria di obbligazioni a sé stante. Infatti molte emissioni obbligazionarie prevedono questa clausola (emissioni a tasso variabile, emissioni equity linked…).

TITOLI CONSEGNABILI

Nei contratti future sui titoli di Stato, sono le specie di titoli, appartenenti a un paniere predeterminato, con i quali il venditore può assolvere l’obbligo della consegna a termine.

TITOLI DI MERCATO MONETARIO

Sono obbligazioni con durata uguale o inferiore a 12 mesi (ad es. BOT). I titoli di Mercato Monetario non pagano cedole. Per questo appartengono alla categoria degli Zero Coupon Bond e il loro rendimento si misura come differenza tra il prezzo di acquisto e il valore nominale (o di rimborso).

TITOLI DI STATO

Titoli obbligazionari del Tesoro italiano. Comprendono i Prestiti della Repubblica, emessi sui mercati esteri, e le seguenti tipologie di titoli emessi sul mercato interno: BOT, BTE, BTP e Certificati del Tesoro.

TITOLI DI VALORE

Titoli ritenuti dotati di valore intrinseco corrente, con meno riguardo al loro potenziale futuro. Questi titoli hanno spesso un rapporto utile/prezzo (PER) basso, con rendimento da dividendo sopra la media. Possono anche avere alti livelli relativi di copertura di consistenza attiva a supporto del prezzo dell’azione.

TITOLI FIXED REVERSEFLOATER

Strumenti di tipo obbligazionario caratterizzati da durate generalmente lunghe e da cedole fisse ed elevate nei primi anni di vita dei titoli e successivamente correlate in maniera inversa all’andamento dei tassi di interesse.

TITOLI STANZIABILI

Sino alla fine del 1998, titoli che per legge potevano essere depositati a garanzia delle operazioni di anticipazione presso la Banca d’Italia. Nell’ambito della previsione legislativa, la Banca d’Italia stabiliva discrezionalmente le specie di titoli effettivamente depositabili a garanzia delle operazioni di anticipazione. Essi erano: i titoli emessi o garantiti dallo Stato, quelli in lire italiane emessi in Italia da organismi internazionali ai quali la Repubblica italiana partecipava in qualità di Stato membro e le obbligazioni emesse dagli enti creditizi prive di warrant o di vincoli di subordinazione. Tali titoli, con l’eccezione di quelli emessi dallo Stato, dovevano essere quotati in mercati regolamentati. Dal 1 gennaio 1999, i titoli accettati dalla Banca d’Italia e dalle altre banche centrali del SEBC a fronte di operazioni di politica monetaria (pronti contro termine e anticipazioni) e di credito infragiornaliero sono stabiliti dalla BCE (“attività idonee”). Essi comprendono titoli di emittenti pubblici e privati con elevato standard creditizio, denominati in euro e rispondenti a specifici criteri di idoneità; la lista di tali titoli è pubblica.

TITOLO A REDDITO PREDETERMINATO

Titoli le cui modalità di remunerazione sono fissate in sede di emissione e non variano nel corso della durata del titolo. Sono titoli a reddito predeterminato le obbligazioni,i BOT, i BTP, i CCT, i CTO.

TITOLO AL PORTATORE

Titolo privo di intestazione. Il semplice possesso ne da la proprietà. Sono titoli al portatore le azioni di risparmio e i Titoli di Stato.

TITOLO NOMINATIVO

Titolo la cui prova della proprietà è costituita da un’annotazione sul titolo stesso e sui registri dell’emittente.

TOP RATE

Tasso di interesse massimo praticato dalle banche ai clienti

TOTAL CAPITAL

Vedi patrimonio di vigilanza.

TOTAL CAPITAL RATIO

E’ dato dal rapporto tra il patrimonio di vigilanza (patrimonio di base + patrimonio supplementare, dedotte, con specifiche e dettagliate modalità, le partecipazioni e le altre interessenze possedute in enti creditizi e/o finanziari) e il valore delle attività ponderate per il rischio. Le attività ponderate per il rischio ad oggi tengono conto del solo rischio di credito e dei rischi di mercato. Dal 2007 con l’introduzione di Basilea 2, le attività ponderate per il rischio dovranno tener conto anche dei rischi operativi e inoltre il rischio di credito dovrà essere correlato al rating della controparte. Tale rapporto non deve essere inferiore all’8%.

TOTAL EXPENSE RATIO

Il rapporto fra le spese totali e le dimensioni medie di un fondo in un periodo di contabilità annualizzato. Le spese vengono considerate comprensive di tutte le spese descritte nel conto delle entrate, incluse commissioni di gestione, d’amministrazione, di custodia, di audit, legali e professionali.

TOTAL RETURN

La redditività dell’investimento inclusiva sia della rivalutazione del capitale sia del reddito da reinvestimento.

TOTALE ATTIVO

Rappresenta il valore delle attività dell’impresa bancaria.

TOTALE DELL’ATTIVO

Il totale dell’attivo è la somma di tutte le attività dell’impresa, ovvero è il capitale investito dall’impresa.

TOTALE DELLE PARTECIPAZIONI

Il totale delle partecipazioni è la somma delle partecipazioni a patrimonio netto e di quelle a costo storico.

TOTALE INVESTIMENTI

Terreni e fabbricati, Investimenti in imprese del gruppo e in altre partecipate, Altri investimenti finanziari, Deposito presso imprese cedenti.

TOTALE PATRIMONIO NETTO

E’ dato dalla somma algebrica tra il patrimonio del Gruppo e il patrimonio di Terzi.

TOTALE PROVENTI

Il totale proventi indica la somma dei proventi derivanti dalla gestione operativa o caratteristica di una holding. Totale proventi = dividendi + interessi attivi + commissioni attive + profitti da operazioni finanziarie + riprese di valore su immobilizzazioni finanziarie + utile delle partecipazioni valutate al patrimonio netto + altri proventi di gestione.

TRACKER FUND

Vedi “Fondi indicizzati”.

TRACKING ERROR

Rappresenta la differenza, l’errore di prezzo dell’ETF rispetto a quello del sottostante che viene replicato.

TRADER

Operatore che effettua investimenti per conto proprio o come intermediario con un alto movimento di portafoglio

TRADING

Attività di compravendita di strumenti finanziari. In genere quando si parla di trading si presuppone un’operatività piuttosto frequente, contrapposta ad una logica di investimento più a lungo termine.

TRADING CODE

Trading Code: sinonimo del termine “codice di negoziazione”. È una sigla univoca che identifica un particolare strumento finanziario quotato su Borsa Italiana

TRADING ONLINE

Sistema di compravendita di attività finanziarie in borsa, attuato in via telematica

TRADING RANGE

Fase di mercato caratterizzata da un movimento laterale (assenza di tendenza).

TRADING SYSTEM

Un Trading System è una strategia di trading tradotta in un linguaggio di programmazione.

TRAILING

Livello operativo che si adattare all’evolversi del mercato. Il livello di stop profit viene mano a mano innalzato all’aumentare dei prezzi, durante una fase di rialzo grafico successiva all’apertura di una posizione lunga. Invece durante una fase di ribasso grafico successiva all’apertura di una posizione corta, è il livello di stop profit che viene mano a mano abbassato al diminuire dei prezzi

TRAPPOLA DEL TORO

Segnale, che successivamente si rivela errato, che indica un’inversione di tendenza del mercato da orso a toro.

TRAPPOLA DELL’ORSO

Segnale che indica un’inversione di tendenza del mercato da toro a orso, ma che si manifesta poi inesatta.

TREASURY BILL (T-BILL)

Titoli di Stato a breve termine emessi dal Tesoro statunitense con scadenze a 4, 13, 26 e 52 settimane. Sono acquistati a sconto rispetto al valore nominale.

TREASURY BOND (T-BOND)

Titoli di Stato a lungo termine emessi dal Tesoro statunitense con scadenze comprese tra 10 e 30 anni. Erogano una cedola a tasso di interesse fisso, pagata ogni sei mesi fino alla scadenza.

TREASURY NOTE (T-NOTE)

Titoli di Stato a medio/lungo termine emessi dal Tesoro statunitense con scadenze a 2, 3, 5, 7 e 10 anni. Riconoscono una cedola semestrale a tasso di interesse fisso.

TREND CHANNEL

Canale di tendenza. Nei canali al rialzo la trendline principale è quella inferiore, l’altra è detta return line; in quelli al ribasso la principale è la superiore, l’altra è la return line.

TRIANGOLO

Figura tecnica di continuazione del trend. A seconda della pendenza possono manifestarsi triangoli isosceli e triangoli rettangoli.

TRIPLO MASSIMO

Figura tecnica di inversione caratterizzata dalla presenza, sul grafico, di tre massimi all’incirca sullo stesso livello. Può rappresentare la fine di una fase di tendenza rialzista, se confermata dalla rottura della neckline.

TUB (TESTO UNICO BANCARIO)

 

Testo in vigore dal 1993 che contiene le leggi in materia bancaria e creditizia. Regolamenta l’attività delle banche e disciplina i soggetti che operano nel settore finanziario.

TUS (TASSO UFFICIALE DI SCONTO)

E’ il tasso di riferimento per tutti i tassi del mercato, è il tasso ufficiale al quale la Banca d’Italia finanzia le altre banche.

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T ultima modifica: 2016-10-05T17:58:38+00:00 da Deborah