Bonus colonnine elettriche 2025, fino a 8.000 euro di rimborso: ecco per chi

Le colonnine elettriche riducono l’inquinamento, contribuiscono alla mobilità sostenibile e a un futuro più green e – quindi – favoriscono il percorso di transizione ecologica tanto gradito a Bruxelles. Presenti nei parcheggi pubblici, nelle autostrade e strade principali, come pure presso hotel, ristoranti o aziende e presso le abitazioni private, sono strumenti utili a ricaricare le batterie dei veicoli elettrici (auto, moto, scooter, biciclette) tramite un collegamento alla rete elettrica e possono considerarsi l’equivalente dei distributori di carburante per i mezzi a combustione.

Ebbene, tornano gli incentivi green del MIMIT perché c’è tempo fino alle ore 12 di martedì 27 maggio per fare domanda d’accesso al contributo – a copertura per le spese 2024 – per l’installazione delle colonnine domestiche di ricarica dei mezzi a motore. Vediamo insieme come funziona questo bonus, cosa copre e qual è lo stanziamento complessivo.

Tetto bonus e spese coperte

Sono pari a 20 milioni di euro gli stanziamenti previsti dalle istituzioni e l’agevolazione è effettivamente interessante perché copre ben l’80% delle spese di acquisto e posa in opera, progettazione, direzione lavori, sicurezza, collaudi e connessione alla rete elettrica (tramite attivazione di un nuovo Pod – point of delivery).

Il bonus è concesso come rimborso in un’unica soluzione, per un ammontare massimo pari a 1.500 euro per quanto attiene ai privati, che sale fino a 8.000 euro in caso di installazione delle colonnine elettriche su parti comuni condominiali. Anche il condominio, infatti, può accedere al beneficio tramite l’amministratore pro tempore o un condomino delegato. Il meccanismo non prevede requisiti di reddito né di immobile.

Per accedere al bonus infrastrutture elettriche, le spese debbono essere quelle sostenute nel periodo tra il primo gennaio e il 31 dicembre dello scorso anno. A scanso di equivoci, il bonus non si rivolge – quindi – a chi quest’anno intende acquistare o installare colonnine o wall box perché magari ha da poco acquistato una e-car.

Esclusioni dall’agevolazione

Non è prevista cumulabilità con altre agevolazioni, perché il bonus colonnine domestiche non è erogabile se le spese sostenute hanno già goduto di distinte tipologie di aiuti pubblici. Sono inoltre esclusi i titolari di ditte individuali e società, per cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica fa sapere che ci saranno ulteriori e distinte misure di transizione green, in conformità agli obiettivi del PNRR.

Un altro limite è dato dal fatto che non si possono presentare più domande, perché ciascun soggetto beneficiario del rimborso potrà inviare una sola richiesta.

Come fare domanda e quali sono i documenti necessari

I privati e condomini che intendono fare domanda per il bonus colonnine elettriche, debbono accedere – con Spid, Cie o Cns – alla piattaforma messa a disposizione sul sito di Invitalia, gestita per conto del MIMIT. Dopo il login, sarà possibile compilare il modulo online seguendo la procedura guidata.

In particolare, al momento della presentazione della domanda l’utente dovrà inserire:

  • il codice fiscale e il documento di identità del richiedente;
  • la copia delle fatture elettroniche per acquisto e installazione dell’infrastruttura di ricarica;
  • gli estratti conto da cui risultino i pagamenti tracciati delle fatture;
  • la relazione finale sull’investimento compiuto e le spese effettuate;
  • la certificazione di conformità rilasciata dall’installatore;
  • gli estremi del conto corrente in cui accreditare il bonus colonnine.

Per quanto riguarda le tempistiche, entro 90 giorni dalla data di chiusura dello sportello, il MIMIT dovrà emanare il decreto di concessione ed erogazione dei rimborsi, rispettando l’ordine cronologico di ricezione delle richieste. Seguiranno poi gli effettivi accrediti su c/c, che saranno tuttavia condizionati all’esaurimento della dotazione economica stanziata dalle istituzioni.

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