Mercati mondiali in rialzo: petrolio sotto 100 dollari e rendimenti in calo

Torna l’ottimismo sui mercati finanziari. Le Borse mondiali hanno raggiunto i livelli più alti delle ultime due settimane, sostenute dal calo del prezzo del petrolio e dalla discesa dei rendimenti obbligazionari. Wall Street guarda intanto a nuovi record.

Le Borse mondiali tornano a salire

La seduta del 6 ottobre si apre con un clima decisamente più favorevole sui principali mercati internazionali. L’indice MSCI dedicato alle azioni globali è salito dello 0,2%, raggiungendo i massimi delle ultime due settimane.

In Europa lo STOXX 600 ha guadagnato circa lo 0,6%, mentre negli Stati Uniti l’S&P 500 si prepara a riavvicinarsi ai suoi massimi storici. Il Nasdaq, sostenuto soprattutto dai titoli tecnologici e dall’entusiasmo legato all’intelligenza artificiale, punta invece al terzo record consecutivo.

A favorire il ritorno degli acquisti è soprattutto il miglioramento di due fattori che nelle scorse settimane avevano preoccupato gli investitori: petrolio e rendimenti obbligazionari.

Il petrolio torna sotto i 100 dollari

Il prezzo del greggio è sceso di circa il 2%, con il Brent tornato sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile.

A ridurre le pressioni sono stati i segnali di miglioramento sul fronte dell’offerta. I flussi di petrolio provenienti dal Golfo, escluso l’Iran, sono risaliti a oltre l’81% dei livelli precedenti al conflitto. Anche la decisione del G7 di liberare 100 milioni di barili di petrolio e diesel dalle riserve strategiche ha contribuito ad attenuare i timori di carenze immediate.

Un petrolio meno costoso rappresenta una notizia positiva anche per i mercati finanziari. La diminuzione dei prezzi energetici può infatti ridurre le pressioni sull’inflazione e, di conseguenza, diminuire la necessità di ulteriori aumenti dei tassi.

Rendimenti in calo e attenzione alle trimestrali

Anche il mercato obbligazionario ha mostrato segnali di maggiore stabilità. I rendimenti dei Treasury statunitensi sono scesi dopo che alcuni dati sul mercato del lavoro hanno ridimensionato le aspettative di un nuovo rialzo immediato dei tassi da parte della Federal Reserve.

L’attenzione degli investitori comincia ora a spostarsi sulla stagione delle trimestrali negli Stati Uniti. Le aspettative restano elevate, soprattutto per le società maggiormente esposte al boom dell’intelligenza artificiale.

Lo scenario rimane comunque fragile. Le tensioni geopolitiche non sono scomparse e i mercati obbligazionari continuano a risentire delle preoccupazioni sul debito pubblico di diverse economie.

Per il momento, però, la combinazione tra petrolio in calo, rendimenti più contenuti e forza del settore tecnologico sta restituendo fiducia agli investitori.

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