Borse europee in calo spinte al ribasso soprattutto dai titoli bancari e delle materie prime.
Mentre prosegue la stagione delle trimestrali, i riflettori sono puntati sul fronte macro: in Europa il Pil dell’Eurozona nel IV trimestre del 2025 ha segnato un aumento dell’1,3% su base tendenziale e negli Stati Uniti l’inflazione è scesa al 2,4%, appena sotto le attese che erano per il 2,5%. Prezzi al consumo sotto controllo potrebbero rilanciare la prospettiva di un prossimo taglio dei tassi della Federal Reserve. Intanto, osservati speciali continuano a essere i titoli tecnologici, con gli investitori preoccupati che le spese sostenute dalle Big Tech per l’intelligenza artificiale siano eccessivi e non in grado di generare i ritorni attesi.
Future Wall Street virano in positivo, inflazione giù al 2,4%
I future a Wall Street virano in territorio positivo con il dato dell’inflazione in calo e sotto le attese. I prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2% a gennaio rispetto al mese precedente, secondo quanto comunicato dal dipartimento del Lavoro, contro attese per un dato in rialzo dello 0,3%. Il dato annuale è sceso dal 2,7% del mese precedente al 2,4%, contro attese per un calo al 2,5%. Il dato ‘core’, ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,3%, in linea con le attese.
Passando all’azionario, il gigante dei semiconduttori Applied Materials balza del 10% nelle contrattazioni premercato, grazie ai solidi risultati finanziari e a un outlook incoraggiante. Le azioni di Airbnb salgono del 5%, dato che gli investitori hanno accolto con favore le previsioni ottimistiche della piattaforma per gli affitti brevi. Le azioni di Pinterest, al contrario, crollano del 22% dopo che la società ha pubblicato risultati del quarto trimestre deludenti, presentando poi previsioni deboli.
A Piazza Affari rimbalza Buzzi, giù Prysmian
Sull’azionario, rimbalza Buzzi +0,43% dopo i cali della vigilia in scia ai titoli del cemento. Acquisti anche su Generali +0,69% sostenuta anche dal fatto che Citi è tornata a coprire il titolo con valutazione “buy” e target price di 43,40 euro per azione, e Inwit +4,56% . Ancora deboli le utility con A2a -0,88% ed Hera +0,14% tra i peggiori, soffre il lusso con Moncler -0,66% e Brunello Cucinelli -0,90% . In coda Prysmian -4,98% sulle voci secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe un piano per ridurre alcuni dazi sui prodotti in acciaio e alluminio. Indiscrezione che, al contrario, spinge gli acquisti su Tenaris +2,95% .
Bitcoin ancora debole, poco mosso il petrolio
Sul valutario, euro/dollaro poco mosso resta a quota 1,18, debole il Bitcoin che si mantiene sotto i 70.000 dollari. Dopo i cali della vigilia, innescati dal fatto che secondo l’Aie nel 2026 la domanda globale di petrolio crescerà più lentamente del previsto provocando un surplus significativo, stabile il petrolio, con il Brent sui 67 dollari al barile e il Wti in area 63 dollari. In calo il gas naturale scambiato ad Amsterdam sui 32 euro al megawattora. Torna a salire l’oro che rimette nel mirino quota 5.000 dollari l’oncia.
Spread stabile a 61 punti base, fermo rendimento decennale
Stabile lo spread tra BTp e Bund: il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 61 punti base, invariato dal closing della vigilia. Senza variazioni anche il rendimento del BTp decennale benchmark al 3,38%, stabile sulla chiusura precedente.