Baku e Singapore rappresentano due crocevia decisivi per la McLaren nella corsa al titolo
Su circuiti cittadini dove il margine d’errore è minimo, la scuderia McLaren ha l’occasione concreta di capitalizzare il proprio momento di forma.

Su circuiti cittadini dove il margine d’errore è minimo, la scuderia McLaren ha l’occasione concreta di capitalizzare il proprio momento di forma.

Tuttavia, con la posta in palio sempre più alta, le “papaya rules”potrebbero iniziare a scricchiolare. Il rischio di contatto è elevato e tra i muri stretti non c’è spazio per errori o gerarchie ambigue. Chi ne uscirà vincitore e chi, invece, rischia di sacrificare tutto?

La McLaren si gioca il titolo costruttori a Baku

Con la stagione 2025 che entra nella sua fase decisiva, la McLaren si trova in una posizione di forza raramente vista negli ultimi anni. Dopo il GP d’Italia, la scuderia di Woking domina nettamente il campionato costruttori, ma ha anche un duello int erno che potrebbe decidere il titolo piloti. Le prossime due gare si svolgeranno a Baku e a Singapore e rappresentano due delle sfide più difficili del calendario: muri vicini, margine d’errore nullo e condizioni sempre al limite.

Nella tappa in Azerbaijan, i lunghissimi rettilinei della città esaltano la velocità pura, ma le curve ravvicinate mettono sotto pressione stabilità e frenata. Singapore, invece, è il regno della strategia, con un degrado gomme elevato, dove una safety car può cambiare le carte in tavola. In entrambi i casi, il team papaya dovrà essere impeccabile. Un errore di Norris oppure di Piastri, in pista o ai box, può compromettere il lavoro svolto durante il weekend.

Con 617 punti in classifica costruttori, la squadra britannica ha costruito un margine enorme sulle altre scuderie. Per laurearsi matematicamente campione del mondo costruttori già a Baku, la squadra di Woking dovrà chiudere il weekend con almeno 346 punti di vantaggio sulla seconda forza in classifica, la Ferrari.

La prima opzione riguarda una doppietta firmato da Piastri e Norris, risultato che consegnerebbe senza discussioni il titolo al team britannico. Ma ci sono anche possibilità meno nette. Infatti, basterebbe guadagnare 9 punti sul Cavallino Rampante, non perdere più di 11 punti da Mercedes e non cederne oltre 32 a Red Bull. In caso contrario, la chiusura dei conti sarà rimandata alla tappa a Singapore.

Le “papaya rules” funzionano ancora?

Il titolo Costruttori è praticamente in cassaforte, ma la questione piloti è tutt’altro che risolta. Oscar Piastri guida il Mondiale con trentuno punti di vantaggio su Lando Norris e la lotta interna in casa McLaren si fa sempre più serrata. A rendere il clima ancora più teso è stato l’episodio del GP d’Italia, che ha incrinato, forse per la prima volta, l’equilibrio costruito dalla squadra sulla filosofia delle papaya rules. Sul tracciato di Monza, dopo un pit-stop lento, all’australiano è stato chiesto di restituire la posizione al britannico.

Guardando avanti, McLaren ha davanti a sé due strade. La prima è quella dell’intervento diretto, ossia gestione rigida delle gare, con regole chiare per evitare rischi inutili. Potrebbero arrivare ordini precisi, come il divieto di lottare dopo un certo punto della gara o il congelamento delle posizioni. Strategicamente parlando, è una scelta sensata per massimizzare i punti e blindare entrambi i titoli. Ma una gestione di questo tipo potrebbe creare tensioni, soprattutto con un pilota come Piastri, in piena corsa per il campionato e con la convinzione di avere il ritmo per giocarsela alla pari.

La seconda opzione è free to race. Lasciare che Norris e Piastri si sfidino in pista, a viso aperto, ogni volta che le circostanze lo permettono. Un approccio più rischioso, ma anche più trasparente e meritocratico. Inoltre, con una monoposto dominante come la MCL39, non si è ancora vista una vera lotta interna tra i due e, forse, è arrivato il momento.

McLaren si trova a un crocevia cruciale della sua stagione. Il titolo Costruttori potrebbe arrivare già a Baku, ma il titolo Piloti è tutt’altro che chiuso. Le prossime due gare, entrambe su circuiti cittadini, offriranno risposte tecniche, strategiche ma anche morali. La vera domanda è se la McLaren resterà fedele alle sue papaya rules o se, di fronte alla possibilità di una doppietta storica, prevarrà la logica del controllo.

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