La situazione sul fronte internazionale rimane tutt’altro che rosea, anche se il presidente americano nei giorni scorsi ha sospeso per 90 giorni i dazi annunciati lo scorso 2 aprile.
Nel frattempo, però, le tariffe sui beni cinesi importati negli States sono state alzate al 145%. Quanto all’Europa, Trump ha preannunciato: «Tratteremo con l’Unione europea, non con i singoli stati». Gli occhi saranno puntati anche sui titoli di stato visto che in tarda serata S&P si pronuncerà sul rating sovrano di Italia e Gran Bretagna, Moody’s esprimerà il rating su Belgio e Francia e Fitch su quello della Spagna.
Gli investitori si riposizioneranno sui titoli che avevano venduto a piene mani a inizio settimana, riconsiderando il nuovo scenario di dazi americani ammorbiditi al 10% su 75 Paesi, almeno per 90 giorni. Sotto osservazione le banche, non solamente per le operazioni in corso che puntano al consolidamento del settore, ma perché Oltreoceano big finanziari del calibro di BlackRock, JP Morgan, Morgan Stanley, Wells Fargo apriranno la danza delle trimestrali.
In rialzo le banche, focus sul lusso
A Milano salgono le banche, con Intesa Sanpaolo +0,75% in luce. Sono ben impostati i titoli della moda e del lusso, dopo l’acquisizione annunciata giovedì di Versace da parte di Prada, con una base di enterprise value di 1,25 miliardi di euro. In particolare bene Moncler +0,98% e Brunello Cucinelli +0% . Rimbalza Stmicroelectronics +2,63% , dopo i cali precedenti e mentre i riflettori restano puntati sulle tensioni con il Governo italiano sulla governance, mentre batte la fiacca Stellantis -1,20% , dopo la pubblicazione delle stime sulle consegne del primo trimestre a livello mondiale, calate del 9%. Tra le migliori anche Campari +2,62% e Diasorin +1,96% .
Dollaro in calo, euro a top da 2022
Il dollaro è in caduta libera sulle principale valute, schiacciato dalle decisioni della Casa Bianca sui dazi e l’incertezza sull’andamento della crescita economica. L’euro sale a 1,1282 sul biglietto verde, in aumento dello 0,8% e portandosi ai massimi da inizio 2022, dopo aver toccato anche 1,1376 nella notte. Sul dollaro si rafforzano anche la sterlina a 1,3015, in aumento dello 0,3%, e il franco svizzero a 1,2202, in crescita dello 0,6% ai massimi storici. La moneta unica vale 162,22 yen (161,42), mentre il dollaro-yen si attesta a 144 (144,39).
Petrolio in rialzo, oro ancora da record
Sale il prezzo del petrolio: il future maggio sul Wti guadagna l’1,1% attestandosi a 60,73 dollari al barile. E’ in rialzo anche il gas, guadagnando lo 0,6% a 33,5 euro al megawattora. Continua la marcia al rialzo dell’oro su livelli da record: il future guadagna l’1,3% attestandosi a 3.221 dollari all’oncia. Infine va giù il Bitcoin, cedendo l’1,4% e portandosi a 80.996,7 dollari.
Spread in aumento a 123 punti
Andamento in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 123 punti, in lieve crescita rispetto ai 122 punti della chiusura precedente. In aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark che viaggia al 3,82%, in rialzo rispetto al 3,80% della chiusura della vigilia.
Tokyo chiude in calo, su le piazze cinesi
Ultima seduta della settimana di nuovo negativa per la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei ha chiuso in negativo perdendo il 2,95% a 33.585 punti, dopo essere arrivata a perdere fino al 5% durante la seduta, sulla scia della sessione precedente di Wall Street e della grande incertezza sui dazi Usa nonostante la sospensione annunciata da Trump di 90 giorni. Stesso andamento per il più ampio indice Topix (-2,85%). Sentimento di incertezza anche sugli altri mercati asiatici; la Borsa di Seoul è scesa dello 0,50% e quella di Sydney dello 0,82% meglio i mercati cinesi sostenuti dalle speranze di nuove misure di Pechino a sostegno dell’economia.
Per quanto riguarda le altre piazze asiatiche, l’indice Hang Seng di Hong Kong resta in rialzo dell’1,44% a 20.980 punti. L’indice composito di Shanghai dello 0,45%, mentre quello di Shenzhen dello 0,63%. Il mercato azionario di Taipei è balzato del 2,78%, spinto dal settore dei semiconduttori, in particolare dal gigante TSMC (+3,1%), che ha pubblicato un aumento del 42% delle vendite trimestrali – suggerendo un’impennata degli ordini prima dei dazi doganali. +3,35% anche per l’indice vietnamita.