Il flusso di passeggeri del polo aeroportuale veneto, gestito da Save, nei primi nove mesi dell’anno è cresciuto sensibilmente.
Il polo è cresciuto del 3,5% a 14,8 milioni e, per la quarta frazione del 2025, si attende un’ulteriore progressione, fino a varcare la linea dei 19 milioni. Ne ha parlato ieri il direttore per lo sviluppo del traffico aereo di Save, Camillo Bozzolo, in occasione dell’incontro semestrale con le compagnie aeree e gli operatori turistici, per tirare una riga sul periodo appena trascorso e presentare la stagione invernale 2025–26.
All’incremento complessivo hanno fin qui contribuito con segni positivi tutti gli aeroporti del sistema, a cominciare dal «Marco Polo» di Venezia, che segna un +2%, arrivando nei 9 mesi a 9,1 milioni di passeggeri, seguito dal «Catullo» di Verona, con un’accelerazione prevista dell’8% a 3,2 milioni e, infine, dal +6% del «Canova» di Treviso, per il quale sono transitati 2,5 milioni di viaggiatori. A fine anno lo scalo lagunare sarà arrivato a sfiorare i 12 milioni di passeggeri, mentre Verona e Treviso metteranno a registro, nell’ordine, i loro 4 e 3,2 milioni.
«Siamo reduci da un periodo estivo in cui la capacità di traffico è stata limitata dai problemi della Boeing (gli incidenti occorsi al 737 Max, ndr) e quelli ai motori Pratt & Whitney degli Airbus, ma adesso per i mesi invernali notiamo una capacità che ritorna e si mette in linea con quella estiva, nonostante nella stagione fredda si voli generalmente meno». Rispetto alle diverse tipologie di clienti delle compagnie, il manager di Save sottolinea come sia in atto una progressiva diminuzione di chi si sposta solo per lavoro ma questo non è necessariamente un dato negativo, perché «l’abitudine allo smart working ha fatto sì che molte persone abbiano trovato il modo di combinare viaggi di piacere con impegni professionali. Se si può lavorare trovandosi fisicamente in posti più gradevoli, insomma, perché non farlo?».
Per quanto riguarda i prossimi mesi, Bozzolo declina l’effetto Olimpiadi invernali di Milano-Cortina in un modo non diretto. «I Giochi porteranno certamente maggiori volumi, ci sarà anche qualche charter in più – analizza – ma il vero lascito dell’evento sarà quello di far comprendere a chi non conosce così bene la nostra regione che le Dolomiti sono a un’ora e mezza al massimo dai nostri aeroporti». Le principali novità di stagione, relativamente al «Marco Polo», riguardano l’estensione di Delta Air Lines su New York JKF a tutto il periodo invernale, il che porta il volo a un’operatività annuale. A questo si aggiunge la prosecuzione fino al 18 dicembre del Venezia–New York Newark di United Airlines.
Da dicembre, poi, Wizz Air aggiunge alla sua base lagunare un terzo aeromobile, introducendo 7 nuove destinazioni (Londra Luton, Bordeaux, Tel Aviv, Valencia, Larnaca, Kutaisi in Georgia e Tallinn), arricchendo così l’offerta di voli punto-a-punto del «Marco Polo». Nel contempo, la scandinava Sas prosegue il collegamento con Copenaghen, mentre Finnair anticipa al 4 febbraio la ripresa del volo estivo su Helsinki. Da marzo 2026, infine, la compagnia islandese Icelandair introdurrà il nuovo volo diretto trisettimanale per Reykjavik, capitale che peraltro offre ottime prosecuzioni verso gli Stati Uniti.