Dalla Banca Centrale Europea arriva un parere negativo all’applicazione del Danish Compromise da parte di Banco Bpm sull’Opa Anima
Il parere della Banca Centrale Europea con cui Banco Bpm ha interlocuzioni continue, sarà oggetto di un consiglio d'amministrazione di Banco Bpm.

Il parere della Banca Centrale Europea con cui Banco Bpm ha interlocuzioni continue, sarà oggetto di un consiglio d’amministrazione di Banco Bpm.

Secondo quanto ricostruito, il riferimento normativo oggetto della questione è la Crr – ovvero il regolamento Ue sui requisiti patrimoniali nell’ambito di Basilea 3 – che secondo Banco Bpm andrebbe applicato in un modo e secondo Francoforte in un altro: ciò di fatto ha portato all’interpretazione negativa da parte di Francoforte sull’applicabilità del Danish Compromise. La palla ora passa all’Eba, che se confermasse l’interpretazione renderebbe l’Opa Anima più onerosa dal punto di vista del consumo di capitale.

L’impatto

Se l’Eba si allineasse al giudizio dell’istituto centrale, l’opa Anima diventerebbe più onerosa dal punto di vista del consumo di capitale. Per altro Unicredit potrebbe tornare sui propri passi e ritirare l’offerta pubblica di scambio lanciata nei mesi scorsi su Banco Bpm. In effetti il concambio di Borsa tra Banco Bpm e Unicredit si è già portato a 0,179 contro quello di 0,175 proposto dalla banca guidata da Andrea Orcel per l’aggregazione. In pratica i valori di Borsa sono quasi allineati al concambio dell’Ops, mentre nelle scorse settimane presentavano un consistente divario. Il titolo di BancoBpm segna un forte ribasso a Piazza Affari.

La replica

In una nota BancoBpm conferma di aver ricevuto il parere Bce ma afferma che la posizione di Francoforte «non costituisce una “decision”» e «lascia impregiudicate le valutazioni dell’Eba, coinvolta dalla stessa Bce, quale autorità competente al fine di esprimersi definitivamente sulla questione».

A questo proposito la banca «rammenta di aver presentato apposito quesito all’Eba volto a confermare l’applicabilità, alla fattispecie specifica dell’acquisto di Anima, della posizione favorevole precedentemente espressa dalla medesima autorità in risposta a una precedente richiesta di parere, formulata con riferimento ad altra operazione». «In attesa del pronunciamento ufficiale da parte dell’Eba – conclude l’istituto -, proseguono le interlocuzioni con la Bce al riguardo».

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