Elon Musk fissa un termine per una nuova indimenticabile tappa nella sua storia costellata di progetti ambiziosissimi
Neuralink sta sviluppando un chip da impiantare nel cervello che permetta al soggetto di interfacciarsi con un dispositivo esterno.
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Neuralink sta sviluppando un chip da impiantare nel cervello che permetta al soggetto di interfacciarsi con un dispositivo esterno. Obiettivo finale dell’impresa, dare alle persone colpite da disabilità la capacità di muoversi e di comunicare.

Lanciata nel 2016, la compagnia Neuralink ha sin qui condotto test su animali, l’ultimo presentato in pubblico oltre un anno fa: una scimmia in grado, grazie all’impianto cerebrale, di giocare a un videogame in modo totalmente autonomo. Ora Neuralink vuole compiere l’ultimo passo. “Vogliamo essere molto attenti e soprattutto certi che funzionerà – le parole di Musk nel corso di un evento organizzato per aggiornare il pubblico sul progetto – prima di impiantare il chip nel cervello di un essere umano. Ma intanto abbiamo sottoposto alla Fda (l’authority americana sui farmaci e la ricerca medica) tutta la nostra documentazione. Probabilmente – l’auspicio di Musk – in circa sei mesi potremo sperimentare Neuralink su un essere umano”.

L’evento era inizialmente stato programmato per lo scorso 31 ottobre, poi era stato rinviato senza una spiegazione. Neuralink, con base nella Bay Area di San Francisco e a Austin, Texas, si è posta sin dal suo apparire la missione di arrivare a un chip in grado di controllare dispositivi elettronici complessi per consentire a persone affette da paralisi di riacquistare le loro capacità motorie, ma anche di sfidare le malattie cerebrali degenerative come il Parkinson e l’Alzheimer. Senza tralasciare lo studio delle possibilità offerte dalla simbiosi tra cervello umano e intelligenza artificiale.

A frenare gli entusiasmi è l’incapacità sin qui dimostrata da Neuralink di rispettare le tempistiche prefissate. Secondo il programma, la sperimentazione sull’uomo sarebbe dovuta partire entro la fine del 2022. E il disappunto di Musk era arrivato al punto di pensare a un investimento nella concorrente Synchron, che ottenne il via libera della Fda nel 2021 e lo scorso luglio ha effettivamente impiantato il suo dispositivo in un paziente negli Stati Uniti dopo aver completato i test su quattro persone in Australia. Ora Musk dice al mondo di credere ancora in Neuralink. La corsa riparte, Fda permettendo.

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