La Germania rivede al rialzo le previsioni economiche per il 2026 e il 2027. Nonostante inflazione, tensioni geopolitiche e dazi statunitensi, la principale economia europea mostra segnali di ripresa superiori alle aspettative.
Germania, PIL previsto in crescita dell’1,3% nel 2026
Arrivano segnali incoraggianti dall’economia tedesca. Il governo di Berlino ha aggiornato le proprie previsioni di crescita, stimando un aumento del PIL dell’1,3% nel 2026 e dell’1,1% nel 2027.
Si tratta di una revisione significativa rispetto alle valutazioni pubblicate ad aprile, quando l’esecutivo prevedeva una crescita dello 0,5% per quest’anno e dello 0,9% per il prossimo.
Il miglioramento riflette una maggiore capacità di tenuta dell’economia di fronte alle tensioni internazionali.
Nonostante l’aumento dei prezzi energetici legato al conflitto con l’Iran e l’incertezza provocata dai dazi commerciali statunitensi, la Germania ha registrato una crescita dello 0,3% nel secondo trimestre.
Il ministro dell’Economia Katherina Reiche ha accolto positivamente i nuovi dati, sottolineando però che la ripresa deve trasformarsi in una crescita duratura.
Per il 2028, il governo prevede invece un’espansione più contenuta, pari allo 0,6%.
Investimenti pubblici ed esportazioni sostengono la ripresa
Tra i principali fattori alla base delle nuove previsioni figurano gli investimenti pubblici nelle infrastrutture e nella difesa.
Il governo guidato dal cancelliere Friedrich Merz ha avviato un programma di spesa finanziato attraverso maggiore indebitamento, con l’obiettivo di modernizzare il Paese e rafforzare la capacità produttiva.
Un altro contributo importante dovrebbe arrivare dalle esportazioni.
Secondo le nuove stime, le vendite tedesche all’estero cresceranno del 3,7% nel 2026, prima di rallentare al 2,1% nel 2027.
Si tratta di un elemento particolarmente rilevante per un’economia fortemente orientata all’industria e al commercio internazionale.
La ripresa tedesca potrebbe inoltre avere effetti positivi sugli altri Paesi europei, Italia compresa. Numerose imprese italiane forniscono infatti componenti, macchinari e prodotti intermedi alle aziende manifatturiere tedesche.
Una maggiore attività industriale in Germania potrebbe quindi tradursi in nuove opportunità per le esportazioni italiane.
Inflazione ancora elevata: i rischi per l’economia tedesca
Il miglioramento delle prospettive di crescita non significa però che tutte le difficoltà siano superate.
Il governo prevede un’inflazione del 2,7% nel 2026 e del 3% nel 2027, prima di una possibile moderazione al 2,2% nel 2028.
A settembre, l’inflazione tedesca ha raggiunto il 3,3%, il livello più alto da quasi tre anni.
Per limitare l’impatto dei rincari energetici sui consumatori, Berlino ha previsto una riduzione temporanea delle imposte su benzina e diesel di 17 centesimi al litro, da ottobre fino alla fine di dicembre.
Rimangono inoltre le incognite legate ai conflitti in Medio Oriente e Ucraina, oltre alle prospettive del commercio internazionale.
La revisione al rialzo delle stime rappresenta comunque un segnale importante per l’Eurozona: dopo una lunga fase di debolezza, la principale economia europea mostra una capacità di recupero superiore alle attese.
La sfida sarà ora trasformare questa ripresa, sostenuta in parte dalla spesa pubblica, in una crescita stabile anche nel lungo periodo.