Hai un Indicatore della Situazione Economica Equivalente sotto i 35.000 euro e vuoi sapere a quali bonus hai diritto nel 2026? 
Disponibili diverse agevolazioni al momento per chi ha un reddito medio basso.

Disponibili diverse agevolazioni al momento per chi ha un reddito medio basso.

Dal Bonus Ristrutturazioni al 50% per la prima casa, all’Ecobonus per chi migliora l’efficienza energetica, fino al Fondo di Garanzia che ti permette di acquistare la prima abitazione con poco o nessun anticipo. E, se vivi in affitto, puoi recuperare fino a 495 euro direttamente in dichiarazione dei redditi.
La cosa importante da sapere è che non esiste un pacchetto unico valido per tutti: ogni misura ha soglie e requisiti specifici, e alcune agevolazioni non richiedono nemmeno un limite ISEE. Vediamo quali sono, come funzionano e soprattutto cosa conviene fare.

Che bonus ci sono per chi ristruttura casa nel 2026

Il Bonus ristrutturazione e l’Ecobonus non prevedono un tetto ISEE per accedervi, ma sono particolarmente vantaggiosi per chi ha redditi medi e bassi, perché la detrazione fiscale si traduce in un risparmio concreto sulle tasse pagate ogni anno.

Nel 2026 entrambi i bonus sono confermati con le stesse aliquote del 2025. Per chi interviene sulla prima casa, la detrazione è del 50% delle spese sostenute. Per le seconde case scende al 36%. Il limite massimo di spesa agevolabile con il Bonus ristrutturazione è di 96.000 euro per unità immobiliare, da recuperare in dieci rate annuali di pari importo.

Rientrano tra gli interventi agevolati una vasta gamma di lavori: dal rifacimento del bagno alla sostituzione degli infissi, dall’installazione di un impianto fotovoltaico alla messa in sicurezza antisismica. L’Ecobonus segue le stesse aliquote e si applica in modo specifico ai lavori di riqualificazione energetica, come la sostituzione della caldaia, l’installazione di pompe di calore o il miglioramento dell’isolamento termico. Dal 2027 entrambe le detrazioni scenderanno: 36% per la prima casa e 30% per le altre. Chi ha lavori in programma, quindi, conviene non rimandare.

Vale la pena ricordare anche il Sismabonus, che segue lo stesso schema: 50% per la prima casa, 36% per gli altri immobili, con un limite di spesa di 96.000 euro. È pensato per interventi di messa in sicurezza nelle zone a rischio sismico.

Come ottenere il Fondo Garanzia Prima Casa per i redditi bassi

Per chi ha un ISEE fino a 35.000 euro e vuole comprare la prima casa con un mutuo, il Fondo di Garanzia Prima Casa è una delle misure più utili disponibili nel 2026. Non si tratta di un contributo diretto, ma di una garanzia statale che copre una quota rilevante del finanziamento, permettendo di ottenere un mutuo anche senza un grande anticipo.

In alcuni casi, soprattutto per le fasce di reddito più basse, è possibile arrivare a coprire fino al 100% del valore dell’immobile. Questo vuol dire che chi ha pochi risparmi ma un reddito stabile può comunque accedere al credito con condizioni migliori rispetto a quelle standard di mercato. La misura è particolarmente indicata per giovani coppie e famiglie che vogliono acquistare la prima abitazione senza disporre di un capitale iniziale significativo.

Quali sono gli incentivi 3.0 per il Conto Termico

Dal 25 dicembre 2025 è attivo il Conto Termico 3.0, la nuova versione dell’incentivo per l’efficienza energetica e la produzione di calore da fonti rinnovabili. A differenza dei bonus fiscali, il Conto Termico funziona come un contributo diretto: i soldi arrivano sul conto corrente in tempi relativamente brevi, senza dover aspettare la dichiarazione dei redditi. Non richiede un limite ISEE specifico, ma è accessibile anche ai privati che realizzano interventi di efficientamento nelle proprie abitazioni.

Chi paga l’affitto per la propria abitazione principale può recuperare una parte di quanto versato direttamente in dichiarazione dei redditi, grazie alle detrazioni IRPEF previste dall’art. 16 del TUIR. Non si tratta di un rimborso diretto, ma di uno sconto sulle tasse da pagare che, in alcuni casi, può trasformarsi in un credito rimborsabile.

L’importo varia in base al tipo di contratto e al reddito. Con un contratto a canone libero si ottengono 300 euro di detrazione per redditi fino a 15.493 euro, e 150 euro per chi si colloca nella fascia tra 15.493 e 30.987 euro. Se invece il contratto è a canone concordato (il cosiddetto 3+2, con affitto calmierato rispetto al mercato), le cifre salgono: 495,80 euro per i redditi più bassi e 247,90 euro per la fascia intermedia. Oltre i 30.987 euro la detrazione non spetta.

Per i giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti con reddito fino a 15.493 euro, esiste poi un’agevolazione ancora più vantaggiosa: una detrazione pari al 20% del canone annuo pagato, con un minimo garantito di 991,60 euro e un tetto massimo di 2.000 euro. Spetta per i primi quattro anni di contratto.

La detrazione si inserisce nel modello 730 o nel modello Redditi PF, nel quadro E, ed è cumulabile con eventuali contributi comunali o regionali a fondo perduto per il sostegno all’affitto.

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