Il CNEL ha presentato un disegno di legge che mira a migliorare la trasparenza e la tracciabilità dei contratti collettivi di lavoro
Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro propone che il codice alfanumerico identificativo di ciascun contratto collettivo nazionale sia reso disponibile direttamente nel Registro delle Imprese.

Il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro propone che il codice alfanumerico identificativo di ciascun contratto collettivo nazionale sia reso disponibile direttamente nel Registro delle Imprese.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di contrastare il fenomeno dei cosiddetti “contratti pirata” e di garantire maggiore certezza giuridica a lavoratori, imprese e pubbliche amministrazioni. L’accessibilità del codice alfanumerico consentirà infatti di identificare rapidamente il contratto applicato da ciascuna impresa, agevolando i controlli e contribuendo alla tutela dei diritti dei lavoratori.

Il DDL si inserisce nell’ambito delle attività di modernizzazione e digitalizzazione del mercato del lavoro, puntando a una maggiore efficienza e trasparenza nelle relazioni industriali. Il CNEL auspica una rapida approvazione del provvedimento, che rappresenterebbe un importante passo avanti nella lotta alla contrattazione irregolare e nella promozione di una sana concorrenza tra le imprese.

Le parole del consigliere CNEL Tiraboschi

“L’inserimento in visura camerale del codice alfanumerico, che identifica in maniera univoca il CCNL applicato dall’impresa – ha dichiarato il consigliere CNEL Michele Tiraboschi, presidente delegato della Commissione speciale Informazione, in riferimento al Ddl sul codice alfanumerico approvato oggi dall’Assemblea –, potenzia la funzione che l’Archivio CNEL dei CCNL svolge in direzione di una maggiore trasparenza e conoscenza delle dinamiche che caratterizzano il mercato del lavoro. Il Disegno di legge varato oggi dall’Assemblea rientra in una strategia organica del CNEL che punta a valorizzare l’applicazione del codice alfanumerico dei CCNL in un’ottica di interoperabilità sistematica delle diverse banche dati pubbliche, volta ad assicurare trasparenza nella gestione dei rapporti di lavoro. L’iniziativa intende altresì facilitare le iniziative di contrasto rispetto alle forme di criminalità economica che rischiano di inquinare il tessuto produttivo anche mediante lo sfruttamento della forza lavoro”.

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