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Tra i punti salienti del nuovo piano di Enel c’è la strategia sull’indebitamento, quella sui dividendi e quella sulle emissioni.

La chiusura degli impianti a carbone, infatti, verrà anticipata dal 2030 al 2027. Il gruppo prevede che la generazione a zero emissioni raggiunga circa l’85% nel 2030, dal 66% circa stimato nel 2020, con un calo delle emissioni dirette di CO2 a 82 gCO2eq/kWh nel 2030 dai 218 gCO2eq/kWh stimati nel 2020, come certificato dalla Science-Based Targets initiative (‘SBTi’) in linea con lo scenario di 1,5°C.

“L’anno scorso abbiamo presentato il piano strategico a Milano, eravamo in presenza e non sapevamo assolutamente cosa sarebbe accaduto l’anno successivo”, ha detto Starace commentando il piano con gli analisti. “Grazie all’impegno di tutti siamo riusciti a raggiungere i nostri obiettivi in un anno assolutamente unico per più motivi. Il nostro impegno di fronte a questa emergenza non fa che rafforzarsi, con la pandemia tuttora in corso”, sottolinea Starace. Un impegno che, oltre ad essere aperto in merito alle acquisizioni (“vedremo le opportunità che si presenteranno”), passa dal digitale, diventato ancora più importante con l’emergenza (“i nostri clienti avranno la possibilità di aumentare la quota di domanda di elettricità e avere una riduzione nella bolletta”), ma anche dall’innovazione, dalla sostenibilità e, naturalmente, dalle rinnovabili, la cui capacità totale verrà triplicata.

Per la crescita nell’energia pulita Starace guarda agli Stati Uniti e all’Asia. “Guardiamo agli Usa come uno degli elementi significativi. Il cambiamento dell’amministrazione Usa non cambierà molto le cose. Non abbiamo sofferto nei 4 anni dell’amministrazione Trump”. Usa ma non solo. “Negli Usa potremo continuare la nostra crescita come in Ue dove le rinnovabili restano importanti. L’Asia e in particolare l’India saranno importanti protagonisti della crescita”, aggiunge Starace. “Intendiamo diventare veramente protagonisti nelle rinnovabili con una presenza mondiale. Vogliamo rafforzare ulteriormente la nostra leadership triplicando la capacità totale da rinnovabili che attualmente si attesta a 49 gw di capacità totale a livello globale”. Con gli investimenti presentati oggi, aggiunge, “puntiamo ad aumentare la quota di mercato dal 2,5% della base installata annua per arrivare a superare il 4% nel 2030. Si tratta di una crescita imponente ma lo spazio per crescere è molto”.

Oltre a vento e sole, tra le tecnologie fondamentali della transizione energetica c’è l’idrogeno: “Ci attendiamo di accrescere la nostra capacità di idrogeno verde a oltre 2 gw nel 2030”, dice Starace. Nella vision si sottolinea appunto che “opportunità significative arriveranno anche dal segmento dell’idrogeno verde, in cui il gruppo prevede di integrare gli elettrolizzatori negli impianti rinnovabili che producono elettricità per la vendita diretta o per servizi di dispacciamento, vendendo idrogeno verde anche a clienti industriali”.

Ecco gli obiettivi economici di Enel per i prossimi anni, sintetizzati: dopo circa 18 mld nel 2020, il nuovo piano di Enel punta a un ebitda compreso tra 18,7 e 19,3 miliardi nel 2021, tra 19,7 e 20,3 mld nel 2022 e tra 20,7 e 21,3 mld nel 2023. Per quanto riguarda l’utile netto ordinario (dopo circa 5-5,2 mld di euro registrati nel 2020) Enel punta a 5,4-5,6 mld nel 2021, 5,9-6,1 mld nel 2022, 6,5-6,7 mld nel 2023. Nel nuovo piano 2021-23 si cercherà di registrare un Cagr tra l’8% e il 10%, anche grazie alla continua ottimizzazione della gestione finanziaria di Gruppo, in particolare con l’aumento delle fonti di finanziamento sostenibili che rappresenteranno circa il 50% del debito lordo totale nel 2023: essendo ‘sostenibili’, negli obiettivi di Enel comporteranno un minore costo dell’indebitamento. Enel prevede che l’indebitamento netto del gruppo raggiunga i 57-58 miliardi di euro alla fine del 2023, guidato dall’accelerazione degli investimenti. In termini di metriche creditizie. Il rapporto Ffo/Net debt è previsto al 26% nel 2023, +400 punti base rispetto al 2020, guidato dal miglioramento della cash conversion; il rapporto Net debt/ebitda del gruppo si attende nel 2023 a 2,7 volte, un livello ben inferiore alla media dei principali concorrenti europei. Grazie alla strategia di finanziamento sostenibile, si prevede che il costo dell’indebitamento lordo di Gruppo raggiunga il 3,3% alla fine dell’arco di Piano, rispetto al 3,7% stimato a fine 2020, che è già 30 punti base inferiore alle attese.

Estendendo l’orizzonte al 2030, la crescita attesa dell’ebitda ordinario di gruppo si attesta al 5%-6% in termini di tasso di crescita annuo composto (‘Cagr’), a fronte di un previsto incremento dell’utile netto ordinario del 6%-7% (sempre in termini Cagr) tra il 2020 e il 2030.

Capitolo dividendi: arriva la strategia del dividendo fisso. Enel definisce le sue scelte in merito come “una politica dei dividendi semplice, prevedibile ed interessante”. Gli azionisti riceveranno un dividendo fisso per azione (Dps) garantito nel prossimo triennio, con un Cagr del 7% circa. La “solidità della strategia e la fiducia nella capacità di conseguire gli obiettivi consentono ad Enel di fissare un Dps garantito crescente da 0,35 euro/azione nel 2020 a 0,43 euro/azione nel 2023”.

GLI INVESTIMENTI: +36% RISPETTO AL PIANO PRECEDENTE

Enel dice che i suoi progressi verso una completa digitalizzazione consentono l’adozione di due modelli di business: quello tradizionale, detto di ‘Ownership’, in cui le piattaforme digitali sono promotrici del business a sostegno della redditività degli investimenti, e il modello di ‘Stewardship’, che catalizza investimenti di terzi in collaborazione con Enel, o nell’ambito di piattaforme generatrici di business.

Il gruppo prevede di investire direttamente circa 160 miliardi di euro, di cui oltre 150 miliardi di euro mediante il modello di business di Ownership e circa 10 miliardi di euro attraverso il modello di business di Stewardship, mobilitando al contempo ulteriori 30 miliardi di euro circa provenienti da terzi.

Andando oltre il 2023, Enel prevede di mobilitare investimenti per 190 miliardi di euro nel periodo 2021-2030, promuovendo la decarbonizzazione, l’elettrificazione dei consumi e le piattaforme per creare valore condiviso e sostenibile per tutti gli stakeholder e redditività di medio e lungo periodo. Il gruppo guidato da Francesco Starace che in un decennio di profonda trasformazione “mette al centro della propria strategia l’accelerazione della transizione energetica assieme a una crescita sostenibile e remunerativa per creare un significativo valore condiviso per tutti gli stakeholder, oltre che un interessante rendimento per gli azionisti nel tempo”.

Nel periodo 2021-2023 il gruppo Enel “prevede di investire direttamente circa 40 miliardi di euro, di cui circa 38 miliardi di euro nel quadro del modello di business di Ownership e 2 miliardi di euro circa in quello di Stewardship, mobilitando al contempo 8 miliardi di euro provenienti da terzi”, dice Enel, che prevede che quasi il 90% dei 38 miliardi di euro di investimenti nel modello di business di Ownership venga destinato a reti e rinnovabili, pari a un totale di 33 miliardi di euro nei tre anni, mentre si prevede che i 2 miliardi di euro di investimenti riconducibili al modello di business di Stewardship siano diretti allo sviluppo delle rinnovabili, alla fibra, all’e-transport e ai sistemi di flessibilità. Il tasso di crescita degli investimenti rispetto al piano precedente si attesta al 36% circa.

Oltre il 90% degli investimenti di Enel su base consolidata saranno in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (‘Sdg’). Inoltre, in linea con le stime iniziali di Enel, tra l’80% e il 90% degli investimenti su base consolidata sarà allineato ai criteri di Tassonomia Ue grazie al suo sostanziale contributo alla mitigazione del cambiamento climatico.

Nel business delle rinnovabili, nel quadro del modello di business di Ownership, il gruppo prevede di investire un totale di 16,8 miliardi di euro, di cui 15,7 miliardi di euro per lo sviluppo di oltre 15,4 Gw di nuova capacità, principalmente in Paesi in cui ha una presenza integrata; nel quadro del modello di business di Stewardship, Enel prevede di mobilitare un totale di 3,8 miliardi di euro, di cui 500 milioni di euro in investimenti diretti e 3,3 mld di euro di investimenti di terzi. Tale investimento porterà a 4,1 Gw di nuova capacità, principalmente nell’area Asia-Pacifico e in Africa.

Tramite i due modelli, la capacità di nuova realizzazione, suddivisa in modo bilanciato tra fonti eolica e solare, sottolinea Enel, dovrebbe raggiungere circa 19,5 GW, in aumento di circa il 40% rispetto al piano precedente. Si prevede che la capacità costruita in media ogni anno aumenti a circa 6,5 GW, con un incremento del 40% circa rispetto al piano precedente, progredendo verso la media di 9,6 GW annui prevista per il decennio. Nel periodo, il gruppo decarbonizzerà in maniera significativa il proprio mix di generazione, con un aumento della capacità da fonti rinnovabili che più che compenserà la dismissione di impianti a carbone. La produzione seguirà un processo analogo, con una crescita complessiva prevista a circa 50 TWh, trainata dalle rinnovabili, che rappresenteranno circa il 67% della produzione totale nel 2023. Di conseguenza, le emissioni Scope 1 di CO2 del gruppo diminuiranno di oltre il 30% tra il 2020 e il 2023, ben posizionando Enel verso il raggiungimento del suo obiettivo di decarbonizzazione science-based di riduzione dell’80% delle emissioni di gas serra nel 2030 rispetto ai livelli del 2017, oltre all’obiettivo di piena decarbonizzazione al 2050.

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