Il programma di Alberto Nagel per sbarrare la strada a Mps è pronto
Si terrà il 21 agosto l’assemblea  di Mediobanca per approvare l’offerta pubblica di scambio su Banca Generali.

Si terrà il 21 agosto l’assemblea  di Mediobanca per approvare l’offerta pubblica di scambio su Banca Generali.

Molto del suo piano è legato all’atteggiamento che avrà Generali. Lo snodo perché tutto parta sarà infatti il cda del Leone convocato per il 6 agosto, quando la compagnia deciderà se procedere con gli accordi distributivi nell’insurebanking con Mediobanca e Banca Generali. Se l’opinione del Leone sarà favorevole, lo stesso giorno Piazzetta Cuccia convocherà appunto l’assemblea il 21. Il 18 agosto è atteso anche  il via libera dalla Bce all’operazione su Banca Generali. 
L’istituto guidato da Alberto Nagel depositerà il documento informativo in Consob che avrà cinque giorni per dare il suo ok. «In considerazione della tempistica dei processi autorizzativi relativi all’acquisizione di Banca Generali, la cui conclusione è prevista il prossimo 18 agosto e dei conseguenti termini previsti per l’approvazione del documento dell’ offerta su Banca Generali, – ha spiegato Mediobanca – il consiglio di amministrazione di Mediobanca ha individuato come nuova possibile data dell’assemblea chiamata a pronunciarsi sull’ops il prossimo 21 agosto, riservandosi di assumere comunque ogni determinazione in merito entro il prossimo 6 agosto, in funzione delle interlocuzioni con Generali».  

Il via libera di Generali sarà cruciale

Il percorso nelle prossime settimane è stato tracciato da Nagel. «A valle dell’annuncio dell’offerta e poi del rinvio della nostra assemblea abbiamo scambiato della documentazione con Generali per comprendere il set di accordi attualmente esistente. Dopo averlo esaminato e valutato siamo arrivati alla conclusione che la stabilizzazione nel lungo termine di tutti gli accordi è per noi un framework accettabile, positivo che può prevedere anche l’esclusiva al network del gruppo Mediobanca», ha detto il ceo.
«Non ci aspettiamo la firma di un documento – ha aggiunto -Ci attendiamo che Generali attraverso i suoi organi si esprima sulla ragionevolezza, sulla possibilità di continuare le interlocuzioni e addivenire a una vera e propria negoziazione. Non è nella nostra aspettativa la settimana prossima firmare dei documenti ma di non aver un disco rosso sull’impostazione che a noi sembra ragionevole, che è quella poi esistente». 

Le barricate contro il Monte

In quelle settimane entrerà nel vivo l’Ops del Monte – che si concluderà l’8 settembre –  sulla stessa Piazzetta Cuccia e l’obiettivo di Nagel è di fornire a tutti gli azionisti della banca che guida (Delfin con il 20% ma anche gli enti previdenziali) gli elementi che chiedevano, cioè il valore degli accordi. 

Conti in salute 

La comunicazione è arrivata giovedì mattina, dopo il cda di Mediobanca di mercoledì che ha anche approvato i conti annuali, tra i più brillanti chiusi dall’istituto. Mediobanca ha infatti terminato l’esercizio al 30 giugno 2025 con ricavi in aumento del 3 per cento a 3,7 miliardi di euro e un utile netto in crescita del 4 per cento a 1,3 miliardi. Si tratta, riferisce una nota, dei «risultati migliori di sempre nei 12 mesi» con un «pieno raggiungimento dei target annuali». In autunno Mediobanca verserà un dividendo di 0,59 euro per azione, dopo l’anticipo di 0,56 a maggio. Un totale di 1,15 euro, in aumento del 7,5%.

L’uscita dei professionisti spinta dall’Ops del Monte

Mediobanca ha comunque scontato il fatto di essere sotto lo scacco del Monte dei Paschi di Siena che ha prodotto incertezza tra i banker che lavorano a Piazzetta Cuccia. «La capacità di crescita si è confermata elevata anche negli ultimi 6 mesi, malgrado l’incertezza derivante dall’offerta Mps abbia contribuito all’uscita di banchieri nel segmento Private (con la perdita di circa 1,5 miliardi di masse)». Un deflusso che l’istituto ha cercato di contenere attraverso «misure di retention della clientela; nel segmento Premier le entrate di professionisti sono rimaste elevate per la robusta pipeline costruita in precedenza».  La banca sottolinea che l’offerta di Mps «non contiene alcun piano di valorizzazione e retention delle risorse chiave del Gruppo Mediobanca», aspetto sottolineato anche dalla Bce in fase di autorizzazione del’Ops del Monte dei Paschi. Le masse totali in gestione sono salite a 112,1 miliardi (+12,8%, trainati dalla raccolta netta di 11 miliardi, superiore al target annuale di 9-10 miliardi (di cui 3,8 nell’ultimo trimestre). Di questi, circa 1,2 miliardi arrivano dalle sinergie con corporate e investment banking. «Tuttavia – dice la banca – gli ultimi sei mesi, caratterizzati dall’incertezza strategica derivante dall’offerta di Mps, vedono l’uscita di bankers di Mediobanca Private con deflussi di quasi 1,5 miliardi».
Mediobanca resta comunque  concentrata «sull’esecuzione della propria strategia e rigetta l’offerta di Mps in quanto priva di razionale industriale, – ha scritto Nagel -non conveniente finanziariamente per gli azionisti Mediobanca ed ostativa all’ulteriore trasformazione del gruppo Mediobanca, insieme a Banca Generali, in un leader del Wealth Management, punto di riferimento nel panorama finanziario italiano ed europeo». 

Tiene il margine di interesse, balzo delle commissioni

I ricavi di gruppo hanno toccato il nuovo picco di 3,7 miliardi con una tenuta del margine di interesse (1.971,5 milioni; -0,7% ) ed una forte crescita delle commissioni (+14,2%). Il risultato operativo chiude a 1.875,7 milioni (+3,5%) con un rapporto Cost/Income stabile al 43% e un costo del rischio in calo a 44bps. Il ritorno sul capitale si mantiene al 14,2% mentre salgono RoRWA (dal 2,7% al 2,9%) e l’utile per azione (da 1,53 a 1,64 per azione; +7%). «I risultati poggiano su un solido quarto trimestre che chiude con utile netto di 336,9 milioni (+1% t/t, +2,9% a/a) e ricavi di 950,9 milioni», scrive la banca.

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1 commento

  • Giuseppe l ha detto:

    Vorrei sapere il compenso del dottor nagel che sicuramente sarà di miliardi e la povera gente fa la fame saluti. Giuseppe Biella
    ⁹

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