Le imprese italiane superano quota 4,5 milioni, con un aumento dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Secondo i nuovi dati ISTAT, il settore dei servizi sostiene la crescita dell’occupazione e del valore aggiunto, mentre emergono differenze tra piccole e grandi aziende.
Imprese italiane: oltre 4,5 milioni di attività nel 2024
Il sistema produttivo italiano continua a crescere, anche se a ritmi contenuti.
Secondo il rapporto Conti economici delle imprese e dei gruppi d’impresa – Anno 2024, pubblicato dall’ISTAT il 15 ottobre 2026, le imprese attive nell’industria e nei servizi di mercato sono poco più di 4,5 milioni.
L’incremento rispetto al 2023 è dello 0,5%, una variazione moderata che nasconde però andamenti differenti tra i settori.
Il numero complessivo degli addetti supera i 18,3 milioni, in crescita dell’1,1% su base annua.
I lavoratori dipendenti sono oltre 13,7 milioni, con un aumento del 2,5%.
L’indagine riguarda i risultati economici del 2024, non l’andamento delle imprese nei primi mesi del 2026.
La distinzione è importante perché i dati strutturali vengono pubblicati dopo la raccolta e l’elaborazione delle informazioni relative all’esercizio di riferimento.
Servizi protagonisti: cresce il valore aggiunto
A sostenere l’espansione del tessuto imprenditoriale sono soprattutto i servizi.
In questo comparto, il numero di imprese aumenta dello 0,8%, mentre l’occupazione cresce dell’1,3%.
Il valore aggiunto complessivo prodotto dalle imprese industriali e dei servizi supera 1.100 miliardi di euro, con un incremento nominale del 2,5% rispetto al 2023.
Il contributo più significativo arriva proprio dai servizi, che registrano una crescita del valore aggiunto del 4,2%.
Tra le attività che sostengono maggiormente questa dinamica figurano i servizi professionali, scientifici e tecnici, insieme ad alloggio e ristorazione, informazione e comunicazione, trasporto e magazzinaggio.
L’industria in senso stretto mostra invece un andamento più debole, con un aumento del valore aggiunto dello 0,6%.
Nelle costruzioni si registra una flessione dello 0,5%.
Queste differenze evidenziano come la crescita economica non proceda alla stessa velocità in tutti i comparti produttivi.
Occupazione e grandi gruppi: un’economia a due velocità
Il rapporto ISTAT mette in luce anche il peso delle imprese di dimensioni maggiori.
L’occupazione cresce del 3,8% nelle grandi aziende e del 2,5% in quelle medie, percentuali superiori alla media generale.
Un ruolo particolarmente rilevante è svolto dalle imprese organizzate in gruppi.
Si tratta di poco più di 200.000 imprese, il cui numero aumenta del 4,8% rispetto all’anno precedente.
Nonostante rappresentino una quota relativamente contenuta del totale, questi soggetti generano il 66,4% del fatturato e il 58,7% del valore aggiunto dell’industria e dei servizi.
La concentrazione economica conferma la distanza tra il peso numerico delle piccole attività e quello produttivo delle organizzazioni più strutturate.
Per le imprese di minori dimensioni, la capacità di investire, innovare e aumentare la produttività resta una sfida centrale.
Nel complesso, i dati descrivono un sistema imprenditoriale in espansione, ma caratterizzato da differenze significative.
Il rafforzamento dei servizi sostiene occupazione e ricchezza prodotta, mentre industria e costruzioni mostrano segnali più contrastanti.
La sfida per i prossimi anni sarà trasformare questa crescita moderata in un miglioramento più diffuso della competitività e delle opportunità di lavoro.