In attesa della sentenza al processo a Salvini
Oggi è il giorno della sentenza di primo grado del processo a Matteo Salvini.

Oggi è il giorno della sentenza di primo grado del processo a Matteo Salvini. I pm hanno portato Matteo Salvini alla sbarra accusandolo di sequestro di persona. Un’accusa che come ha sottolineato più volte il leader della Lega ha dato vita a un “processo politico” che mette in discussione le scelte fatte dall’allora ministro degli Interni nel pieno delle sue funzioni e nell’interesse esclusivo della Nazione, come del resto recita la formula del giuramento da ministro della Repubblica. Qui di seguito la diretta di questa giornata dal tribunale di Palermo.

Ore 12.10 – Salvini lascia l’aula bunker, sentenza intorno alle 18.00
Il vicepremier Matteo Salvini ha appena lasciato l’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo in compagnia della fidanzata, Francesca Verdini. Il ministro tornerà per le 18, l’orario di massima indicato dal Presidente del collegio Roberto Murgia.

Ore 11.34 – I giudici sono entrati in camera di consiglio

Ore 11.22 – Bongiorno: “Il pm ha omesso evidenze chiare”
“Ascoltando il pm a me è venuta in mente la nuova illuminazione del duomo di monreale. Una illuminazione sui mosaici meravigliosa. Ma se si illuminano i particolari si perde il concetto generale. Il pm ha omesso di evidenziare i punti sottolineati nella mia arringa e mi stupisce il silenzio delle parti civili. In queste mie repliche flash sostengo che per quanto riguarda i minori c’era una lista che stabiliva chi poteva o non poteva scendere, una lista che risale al 6 agosto. Inoltre nella lettera di Moavero si contesta tutto ciò che accade fino al 14 agosto perchè Open Arms non era in acque territoriali”. Così l’avvocato Giulia Bongiorno, legale di Matteo Salvini, sta rispondendo alle repliche dei pm al processo a carico di Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per il caso Open Arms.

Ore 11.13 – Durante la pausa il saluto tra Salvini e Valditara
Breve saluto tra il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, e il leader della Lega Matteo Salvini nel corso di una pausa del processo Open Arms di Palermo. Valditara, che si trovava tra il pubblico, ha raggiunto Salvini dopo che il presidente della Corte, Roberto Murgia, ha dato il suo ok alla richiesta di sospensione per 15 minuti avanzata dalla legale di Salvini Giulia Bongiorno

Ore 11.11 – La difesa chiede una sospensione di quindici minuti
L’avvocata Giulia Bongiorno ha annunciato di volere replicare all’ultimo intervento della procura e ha chiesto una sospensione di quindici minuti per preparare il suo intervento. Il tribunale si è ritirato, Matteo Salvini è stato raggiunto dal ministro Valditara, i due hanno scambiato qualche battuta.

Ore 10.40 – Le repliche della pm: “Uomini liberi”
“I migranti soccorsi dalla Open Arms non avevano diritto di scendere perché malati, ma perché uomini liberi. Infatti a Salvini si contesta il reato di sequestro di persona, non di lesioni. Il problema è la libertà non la salute”. Così di brevi repliche la procuratrice aggiunta Marzia Sabella, pubblica accusa al processo che vede imputato per rifiuto di atti d’ufficio e sequestro di persona il leader della Lega Matteo Salvini.  “Se una nave da crociera ben può costituire un comodo e pur divertente Pos temporaneo – ha aggiunto – i crocieristi a bordo che si trovano a non poter sbarcare in assenza di valide ragioni sono indubbiamente vittime di sequestro di persona”. “Lo sbarco dei minori competeva al ministro dell’Interno, non alla Prefettura come sostiene la difesa. E i minori avevano diritto a sbarcare secondo la normativa Sar”, ha aggiunto pm. “E’ scorretto inoltre, come fa la difesa, attribuire la giurisdizione alla Spagna, Stato di bandiera della Open Arms. La legge prevede, infatti, che la giurisdizione è del Paese nelle cui acque si trova l’imbarcazione: in questo caso l’Italia”, ha concluso Sabella.

Ore 10.36 – Tra il pubblico Durigon, Morelli e Valdiatara
Ci sono anche il minsitro Giuseppe Valditara, il vicesegretario della Lega Claudio Durigon e il parlamentare leghista Alessandro Morelli tra il pubblico che sta seguendo, nell’aula bunker del Pagliarelli di Palermo, l’udienza del processo Open Arms

Ore 10.28 – Entra la corte, divieto di fare foto e video in aula
Entra il collegio della seconda sezione del tribunale di Palermo: presidente Roberto Murgia, giudici a latere Andrea Innocenti ed Elisabetta Villa. Loro hanno condotto 24 udienze in tre anni di processo. Ventisette le parti civili costituite, 45 i testimoni ascoltati. Il presidente Murgia ha disposto che in aula non vengano fatte fotografie né video.

Ore 9.48 – In aula anche i pm
I rappresentanti dell’accusa sono arrivati nell’aula bunker di Pagliarelli. All’udienza del 14 settembre hanno chiesto 6 anni di carcere per il ministro Salvini. “Nell’agosto 2019 – hanno detto nel corso della requisitoria – Salvini aveva l’obbligo di rilasciare senza indugio alla nave Open Arms il place of safety, il porto sicuro, per 147 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. Invece, lasciandoli a bordo agì intenzionalmente e consapevolmente in spregio delle regole”. I pubblici ministeri hanno consegnato ai giudici una memoria di 237 pagine per ribadire le loro accuse.

Ore 9.45 – Salvini: “Per me oggi è una bella giornata”
“Sono assolutamente orgoglioso di quello che ho fatto”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini poco prima di entrare nell’aula bunker. “Ho mantenuto le promesse fatte, ho contrastato le immigrazioni di massa e qualunque sia la sentenza, per me oggi è una bella giornata perché sono fiero di aver difeso il mio Paese. Rifarei tutto quello che ho fatto e entro in questa aula orgoglioso del mio lavoro”.

Ore 9.30 – Matteo Salvini arrivato nell’aula bunker del Pagliarelli di Palermo
Il vicepremier Matteo Salvini è appena arrivato all’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo per l’ultima udienza del processo Open Arms, in attesa della sentenza prevista per oggi. Salvini è assieme all’avvocata Giulia Bongiorno.

Ore 9.15 – Arrivato in aula Oscar Camps
In aula è arrivato Oscar Camps, il fondatore di Open Arms, la Ong spagnola che nell’estate 2019 salvò i 147 migranti poi bloccati a bordo. “Sulla Open Arms c’era un carico di umanità dolente, la nave si trovava in condizioni meteorologiche difficili – ha detto l’avvocato Arturo Salerni, in rappresentanza della Ong Open Arms – Di fronte a queste persone sguarnite di ogni difesa e ammassate nel caldo agostano, la pubblica autorità con il suo vertice, al di fuori di ogni previsione normativa, decise di privare della libertà le persone che si trovavano in quella condizione”.

Facebook
X
LinkedIn
Pinterest
Reddit
Telegram
WhatsApp
Print
Email
Threads

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ALTRI ARTICOLI