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Per dare continuità al credito d’imposta servizi digitali – introdotto dal decreto Rilancio – la Manovra 2021 incrementa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.

Come richiedere il tax credit per servizi digitali

Come stabilito dal decreto Rilancio, il credito d’imposta per l’acquisto di servizi digitali spetta alle imprese editrici di quotidiani e periodici.

Sono requisiti di ammissione al credito d’imposta:

  • la sede legale nello spazio economico europeo;
  • la residenza fiscale ai fini della tassabilità in Italia ovvero la presenza di una stabile organizzazione sul territorio nazionale, cui sia riconducibile l’attività commerciale cui sono correlati i benefici;
  • l’attribuzione del codice di classificazione ATECO “58 ATTIVITA’ EDITORIALI”: 58.13 (edizione di quotidiani); 58.14 (edizione di riviste e periodici); 
  • l’iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC), istituito presso l’Autorità per le Garanzie nella Comunicazione;
  • l’impiego di almeno un dipendente a tempo indeterminato. 

L’incentivo è riconosciuto in misura pari al 30% della spesa effettiva sostenuta per una serie di servizi digitali:

  • acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale;
  • information technology di gestione della connettività.

Il credito di imposta è utilizzabile unicamente in compensazione presentando il modello di pagamento F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

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