La Nasa ha attivato un protocollo di difesa planetaria
C'è un insolito visitatore che dalle regioni più remote dello spazio è venuto a farci visita nel Sistema Solare?

C’è un insolito visitatore che dalle regioni più remote dello spazio è venuto a farci visita nel Sistema Solare?

Questa domanda punzecchia la mente di astronomi e astrofisici che lo tengono sotto osservazione ormai da mesi. Per molti ricercatori 3I/Atlas non è altro che una cometa interstellare, il terzo oggetto di questo tipo mai rilevato, dopo Oumuamua e 2I/Borisov. 

La coda e le altre anomalie

Eppure, una remota possibilità che 3I/Atlas possa essere «qualcos’altro» non è del tutto esclusa. La cometa è composta da grandi quantità di nichel, ma nessuna traccia di ferro, anomalia che non trova precedenti tra le comete del nostro sistema solare. Inoltre la chioma della cometa è insolitamente ricca di anidride carbonica e contiene grandi quantità d’acqua, monossido di carbonio, polveri e molecole azotate come cianuro e acido cianidrico, sostanze chiave per la chimica prebiotica, processi chimici che precedono l’origine della vita.

Ma a insinuare dubbi è soprattutto il comportamento insolito della sua coda cometaria, che non sembra rispondere pienamente alle leggi della fisica gravitazionale: mentre a luglio risultava essere una anti-coda rivolta verso il Sole, ora nuove osservazioni hanno mostrato che ha cambiato direzione ed è rivolta in direzione opposta al Sole. Il controverso astronomo israeliano Abraham Avi Loeb, professore di Harvard, ha colto il cambio di direzione della cometa come un nuovo segnale che l’oggetto interstellare sia in realtà un’astronave aliena. E addirittura, riporta il Daily Mail, 3I/Atlas sarebbe il primo oggetto interstellare ad essere incluso nell’elenco delle minacce monitorate, focalizzato sulla difesa planetaria contro gli oggetti vicini alla Terra. Mercoledì, il quotidiano britannico ha contattato la Nasa, ma l’agenzia ha spiegato che l’intero programma spaziale è «attualmente chiuso» a causa dello shutdown e non ha rilasciato ulteriori commenti.

«Meglio prendersi ferie entro il 29 ottobre»

In questo momento 31/Atlas si trova dietro il Sole e non è visibile dalla Terra e il 29 ottobre l’oggetto interstellare raggiungerà il perielio, cioé il punto di massimo avvicinamento al Sole. Avi Loeb sostiene che la cometa potrebbe comportarsi in modo anomalo mentre si trova fuori dal nostro campo visivo e suggerisce a tutti di andare in vacanza entro quella data: «Chissà poi che cosa succederà dopo» dice. Secondo l’astronomo, se 3I/Atlas fosse un’astronave aliena  potrebbe compiere manovre controllate sfruttando una manovra di Oberth al perielio. In pratica, un veicolo che accelera quando si muove già molto velocemente, come vicino a un pianeta o al Sole, ottiene molto più energia e velocità, aumentando drasticamente la portata e l’efficacia delle eventuali azioni. 

Lo scetticismo degli altri scienziati

Avie Loeb non si ferma qui: «Al momento, attribuisco una probabilità del 30-40% che 3I/Atlas non abbia un’origine completamente naturale. Questo scenario a bassa probabilità include la possibilità di un evento cigno nero simile a un cavallo di Troia, in cui un oggetto tecnologico si maschera da cometa naturale». 

Ma la maggior parte degli scienziati è sicura che 3I/Atlas sia senz’altro una cometaTom Statler, responsabile scientifico della Nasa per i corpi celesti di piccole dimensioni del Sistema Solare ha smontato le teorie aliene: «Sembra una cometa. Fa cose da cometa. Assomiglia moltissimo, in quasi tutti i sensi, alle comete che conosciamo». La comunità scientifica è scettica e sottolinea come tutte le osservazioni fatte finora indicano un’attività cometaria classica: le anomalie rilevate sono la prova che i processi chimici nei dischi planetari non sono universali, e che la formazione delle comete può seguire percorsi molto diversi da sistema a sistema.

La campagna di osservazione

Ad ogni modo astronomi e osservatori della International asteroid warning network (Iawn), un’organizzazione che monitora asteroidi potenzialmente pericolosi,  hanno lanciato una campagna osservativa straordinaria che partirà il 29 novembre fino al 26 gennaio 2026 mobilitando telescopi e centri di ricerca in tutto il mondo per monitorare da vicino questo enigmatico e potenzialmente imprevedibile oggetto che il 19 dicembre raggiungerà il punto minimo di avvicinamento alla Terra, a 270 milioni di chilometri. 

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