Convenzione

Intervista all’avv. Santo Alfonso Martorano, presidente della Federazione nazionale delle società finanziarie

 

Presidente, cos’è la Fenafi?

La Federazione nazionale delle società finanziarie è tra i soci fondatori dell’Oam, Organismo nazionale per la tenuta degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e delle società di mediazione creditizia.

L’associazione ha come finalità istituzionali, tra l’altro, quelle di assistere le società finanziarie nell’applicazione, nell’analisi e nell’interpretazione delle norme di diritto bancario, fiscale e societario ed ha lo scopo di tutelare gli interessi generali degli associati assumendone la rappresentanza, di favorire la coesione ed il coordinamento degli associati e di facilitare nei loro riguardi i rapporti con i Ministeri, con gli enti locali, con gli organi di vigilanza, collaborando alla soluzione dei problemi che interessano il settore finanziario.

Quando nasce? Nasce nel 2006 e da oltre dieci anni costituisce un punto di riferimento nel settore.

 

Quanti iscritti avete? Sono quasi quaranta, tra società iscritte ex art. 106 T.U.B., società di mediazione creditizia e società di agenzia in attività finanziaria, presenti su tutto il territorio nazionale.

 

Consiglierebbe ad un imprenditore estero di avviare una società finanziaria in Italia? Per un imprenditore estero avviare un’attività in Italia può essere conveniente, a condizione di stipulare preliminarmente accordi e partenariati con imprese già presenti in Italia, soprattutto a causa della legislazione particolarmente complessa relativa al settore finanziario.

 

Siete alla ricerca di nuovi iscritti? La Federazione nazionale delle società finanziarie è sempre pronta a valutare nuove richieste di adesione, purché provengano da soggetti in regola con i requisiti previsti da Banca d’Italia e dall’OAM.

 

Perche’ scegliere Fenafi invece che altre associazioni? Il primo motivo è che la Federazione nazionale delle società finanziarie è socia fondatrice dell’OAM ed in quanto tale può facilmente farsi portavoce di istanze dei propri iscritti presso l’Autorità di vigilanza e fornire aggiornamenti e novità in tempo reale; in secondo luogo la Federazione nazionale delle società finanziarie offre ai propri iscritti un esclusivo servizio di rassegna stampa periodica, consentendo di accedere gratuitamente agli articoli più interessanti che appaiono sui principali quotidiani economici e finanziari. Infine la Federazione organizza sistematicamente convegni e attività di aggiornamento che per gli associati sono totalmente gratuiti.

 

Nell’ultimo convegno promosso dall’Abi, si è molto parlato di cessione che potrebbe passare da 1/5 a 1/3 quindi aumentando la quota per il cedente ma eliminando la delega, voi siete favorevoli o contrari?

Riteniamo che questa possibilità possa facilitare l’accesso al credito soprattutto per i pensionati, che non possono accedere al prestito-delega. L’ideale sarebbe mantenere entrambe le opzioni: il doppio quinto per i dipendenti e la nuova “cessione del terzo” per i pensionati.

 

Di Deborah

Un pensiero su “L’aumento della quota cedibile potrebbe facilitare l’accesso al credito soprattutto per i pensionati”
  1. Potrebbe essere una soluzione come quota cedibile il terzo o al minimo il quarto per i pensionati che non godono della delega.Ora vorrei dirvi se sia onesto che per un rinnovo di una cessione la finanziaria tra commissione gestione pratica commissione intermediario e soggetto finanziatore si siano trattenuti un importo di euro 4.276 più euro 650 inps giusto spettante piu’ interessi piu’ assicurazione e al pensionato viene solo riconosciuto un netto di euro 4.086,54 con quota cedibile di euro 318 per 120 mesi.E’ normale e onesto???Scusatemi e Grazie.

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