Lunedì nero per BFF Bank a Piazza Affari
BFF Bank ha aperto la seduta a Piazza Affari travolto da un’ondata di vendite massicce, venendo immediatamente sospeso in asta di volatilità per eccesso di ribasso.

BFF Bank ha aperto la seduta a Piazza Affari travolto da un’ondata di vendite massicce, venendo immediatamente sospeso in asta di volatilità per eccesso di ribasso. Al momento della rilevazione, le azioni segnano un drammatico -42,49%, crollando a quota 4,64 euro. Si tratta di una vera e propria “Caporetto” finanziaria che ha polverizzato la capitalizzazione dell’istituto in poche ore, portando il minimo a 52 settimane a 4,11 euro.

Le cause del sell-off: de-risking e oneri straordinari

A scatenare il panico tra gli investitori è stata una comunicazione del management che ha di fatto riscritto la traiettoria di crescita della banca. Il piano di de-risking del portafoglio factoring, accelerato in vista di possibili cartolarizzazioni, comporterà oneri straordinari pre-tasse per circa 95 milioni di euro nel 2025.

Questi accantonamenti pesano enormemente sulla redditività immediata: l’utile netto contabile per il 2025 è ora stimato a soli 70 milioni di euro, un valore ben lontano dai 150 milioni previsti su base rettificata. A peggiorare il sentiment contribuisce l’annuncio di un restatement del bilancio 2024, mossa che ha alimentato dubbi sulla qualità degli utili passati e sulla comparabilità dei risultati storici.

Addio alla narrativa di crescita: il taglio dell’utile per azione

Il vero catalizzatore delle vendite, tuttavia, risiede nella drastica revisione delle stime per il 2026. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato un budget estremamente prudente, che vede l’utile netto rettificato per il 2026 scendere a 160 milioni di euro, contro i 240 milioni ipotizzati in precedenza.

Questo ridimensionamento si riflette pesantemente sull’utile per azione (EPS), rivisto al ribasso da 1,3 euro a 0,8 euro. Nonostante un CET1 ratio atteso al 13,2%, la rottura della fiducia degli investitori è evidente. Il mercato sta scontando un percorso di normalizzazione molto più lungo del previsto, trasformando un titolo un tempo difensivo in un asset ad alta volatilità.

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1 commento

  • Giorgio ha detto:

    Buongiorno
    secondo me il Ceo, Massimo Belinghieri e il Cda dovrebbero essere chiamati in giudizio per malversazione
    Non e’ possibile che per la terza volta i bilanci debbano essere rivisti e si sia comunque dato corso al piano di incentivazione interno

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