Il CdA di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato i risultati del 2013, che evidenziano una perdita di circa 1.439 milioni di euro. Il dato si confronta con i -3.168,2 milioni di euro di fine dicembre 2012, che tuttavia includevano anche impairment di avviamenti e intangibili per circa 1.654 milioni.
Al 31 dicembre 2013 il margine della gestione finanziaria e assicurativa del Gruppo si è attestato a circa 3.957 milioni di euro (-20,8% a/a), con un contributo del quarto trimestre di 728,6 milioni di euro (-29,9% trim/trim). Sul risultato negativo ha inciso la netta flessione del margine di interesse a 2.153 milioni di euro (-23,9% a/a, -15% su basi omogenee), influenzato dal deleveraging posto in essere dalla banca e dall’andamento dei tassi, nonché dal costo dei Nuovi Strumenti Finanziari; va comunque segnalata la dinamica positiva nel quarto trimestre (563 milioni, +11,2% trim/trim). Benino invece le commissioni nette a 1.658 milioni di euro (+1,5% a/a, con un quarto trimestre da 405 milioni in linea con il risultato del terzo trimestre) grazie alla crescita delle commissioni di collocamento dei prodotti di risparmio gestito. I dividendi, proventi simili e utili (perdite) delle partecipazioni evidenziano un saldo positivo per circa 130 milioni di euro (75,1 milioni di euro al 31/12/2012), mentre il risultato netto da negoziazione-valutazione-riacquisto di attività/passività finanziarie si è attestato a 9,3 milioni di euro, contro i circa 454 milioni dello scorso esercizio. Su questa voce di bilancio ha pesato l’impatto nel quarto trimestre della rivalutazione delle passività valutate a fair value e da componenti non ricorrenti (chiusura dell’operazione Santorini, aggiornamento del valore delle quote di capitale della Banca d’Italia – con un beneficio pari a 187,5 milioni ante imposte – e vendita del portafoglio di “cessione del quinto” di Consum.it).
Resta pesante il carico delle rettifiche nette di valore per deterioramento di crediti (2.750 milioni di euro, +2,9% a/a), con un’incidenza del quarto trimestre pari a circa 1.210 milioni. Il tasso di provisioning risulta di 210 pb (+22 pb a/a). Inoltre le rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie risultano negative per 73,5 milioni di euro (-222,6 milioni di euro circa al 31/12/2012; -43,1 milioni di euro nel quarto trimestre 2013).
Operating Costs (1/2)
Il risultato della gestione finanziaria e assicurativa si è attestato pertanto a 1.134,1 milioni di euro (-46% a/a), con un contributo negativo del quarto trimestre per 524,2 milioni di euro.
Gli oneri operativi sono risultati pari a circa 2.812 milioni di euro (-12,7% a/a e -1,5% trim/trim), con le spese del personale a 1.719 milioni (-10,4% a/a, -3,4% trim/trim), grazie alla riduzione degli organici e le altre spese amministrative al netto dei recuperi spese da clientela pari a circa 938 milioni (-14,9% a/a e -1,4% trim/trim), mentre le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali si attestano a circa 155 milioni (-22% a/a). Infine l’indice di cost/income si attesta al 71% (64,4% al 31/12/2012).
Impieghi e raccolta in netto calo sul 2012
Quanto agli aggregati patrimoniali, al 31 dicembre 2013 i volumi di raccolta complessiva del Gruppo si sono attestati a circa 233 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il saldo di fine settembre 2013, ma registrando un -6,6% sul dato del 2012. “La flessione, afferma una nota dell’istituto, è ricondurre sia alla dinamica della raccolta diretta (penalizzata soprattutto dal calo delle obbligazioni) sia al risparmio amministrato, sul quale hanno inciso principalmente i movimenti delle custodie azionarie dei grandi gruppi e di altri rapporti con clientela istituzionale”. Più n dettaglio, la raccolta diretta ha totalizzato 130 miliardi di euro (-1,8% trim/trim e -4,2% a/a), mentre i volumi diraccolta indiretta sono risultati pari a 103 miliardi (+2% trim/trim ma -9,4% a/a), effettivamente penalizzati dall’andamento del risparmio amministrato (58 miliardi di euro, +1,7% trim/trim ma -16,3% a/a).
Quanto agli impieghi, al 31 dicembre 2013 i crediti verso la clientela si sono attestati a quota 131 miliardi di euro (-3,2% trim/trim e -7,6% a/a). “La dinamica dell’aggregato, spiega la banca, è da mettere in relazione alla ridotta domanda di credito connessa al ciclo congiunturale recessivo e a una attenta politica di selezione nell’erogazione del credito”.
2013- 10% Core Tier 1 & 9% CET1 BIS 3 fully phased
A fine 2013 il Gruppo ha registrato un’esposizione netta in termini di crediti deteriorati pari a circa 21 miliardi di euro, in crescita di circa 3,6 miliardi di euro rispetto a fine anno precedente. In tale ambito le sofferenze aumentano del+21,7% e gli incagli del +26%; salgono anche i crediti ristrutturati (+20,4% a/a) e, in misura inferiore, le esposizioni scadute (+6,6% a/a). Il tasso di copertura dei crediti deteriorati si è attestato al 41,8%, in crescita rispetto al fine anno precedente (+80 pb a/a), con il coverage delle sofferenze pari al 58,8% (+90 pb a/a). Inclusi gli ammortamenti la copertura del totale crediti deteriorati si porta al 45,7% e quella delle sofferenze al 63,2 per cento
Infine, per quanto riguarda i ratios patrimoniali, il total capital ratio è risultato pari al 15,2% (era il 13,7% al 31 dicembre 2012), il tier 1 al 10,7% (dal 9,5%) e il core tier 1 al 10% (8,9% al 31 dicembre 2012).