WHIRLPOOL

Nuove assunzioni in Whirlpool a Fabriano, esattamente nel Customer Service: 18 nuove posizioni di cui 2 full time e 16 part time. Un altro segnale importante che segue i continui incrementi di volumi produttivi nello stabilimento di Melano che, da giugno, hanno portato a un cospicuo utilizzo di contratti interinali nell’ordine delle 40 unità di media.

Nella giornata odierna, 21 ottobre, è stato comunicato alle RSU delle sedi impiegatizie della Whirlpool, un progetto da parte della multinazionale americana che riguarda un incremento importante dell’occupazione nel Customer Service della sede di Fabriano.

Nello specifico, entro fine anno, saranno incrementate le assunzioni. Vale a dire, 18 nuove posizioni di cui 2 full time e 16 part time. Da quanto si apprende, si tratta di lavoro aggiuntivo che viene portato nel territorio e non di pura operazione di insourcing, senza quindi penalizzare fornitori locali. Saranno coinvolte le persone attualmente in ammortizzatore sociale al massimo utilizzo, cercando di individuare condizioni che non siano sfavorevoli per le persone, e per le eventuali posizioni in eccesso si andrà ad assumere dal territorio creando quindi nuova occupazione.

«La Fiom di Ancona accoglie positivamente questa inversione di tendenza che consolida quanto sta avvenendo negli stabilimenti produttivi, tra cui quello di Melano dove si è tornati alla piena occupazione. La Fiom ritiene importante aprire un confronto su come si possa coinvolgere tutto il personale di Whirlpool nella redistribuzione del lavoro chefinalmente, dopo tanti anni di sacrifici, sta tornando nel territorio, con la richiesta alla multinazionale americana di rendere questa condizione strutturale», evidenzia e commenta Pierpaolo Pullini, responsabile del sindacato di categoria per Fabriano e il suo distretto industriale.

Altra notizia che riguarda sempre il Customer Service è quella relativa alla concessione della possibilità di ricorrere alla smart working per tutto il prossimo mese di novembre. Una decisione che è dettata, ovviamente, dall’emergenza pandemica da Coronavirus in atto.

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