Edilizia italiana, permessi per nuove abitazioni in aumento dell’8%: i dati ISTAT
Permessi di costruire 2026 in aumento: +8% per le abitazioni nel secondo trimestre. I dati ISTAT su edilizia residenziale e non residenziale.

Segnali di recupero per il settore delle costruzioni. Nel secondo trimestre 2026 i permessi relativi alle nuove abitazioni aumentano dell’8% su base annua. La ripresa, tuttavia, non basta ancora a compensare la debolezza registrata nei mesi precedenti.

Edilizia italiana: crescono i permessi di costruire

Il mercato delle costruzioni residenziali mostra nuovi segnali di miglioramento.

Secondo i dati diffusi dall’ISTAT il 9 ottobre 2026, nel secondo trimestre dell’anno il numero di abitazioni previste dai permessi di costruire è aumentato dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025.

L’incremento riguarda anche la superficie utile abitabile, cresciuta del 7,3% su base annua.

Il risultato rappresenta un segnale positivo per un comparto che negli ultimi anni ha dovuto confrontarsi con l’aumento dei costi di costruzione, le difficoltà di accesso al credito e l’incertezza sulle prospettive economiche.

I permessi edilizi costituiscono un indicatore anticipatore dell’attività del settore, perché misurano i progetti autorizzati prima della loro effettiva realizzazione.

Non corrispondono quindi al numero di case già costruite o consegnate agli acquirenti.

Il dato aiuta comunque a comprendere l’orientamento degli investimenti immobiliari e le aspettative delle imprese di costruzione.

Nuove abitazioni: 13.246 unità nel secondo trimestre

Nel periodo aprile-giugno 2026, la stima destagionalizzata delle abitazioni previste nei nuovi fabbricati residenziali è pari a 13.246 unità.

La superficie utile abitabile autorizzata si colloca poco sotto 1,15 milioni di metri quadrati.

Rispetto al trimestre precedente, il numero di abitazioni aumenta del 3,8%, mentre la superficie utile abitabile registra un incremento dell’1,4%.

Sono variazioni positive, ma l‘ISTAT invita a interpretarle con cautela.

Il recupero del secondo trimestre, infatti, non risulta sufficiente a compensare la flessione osservata nei primi tre mesi dell’anno.

Questo significa che il miglioramento non può essere ancora considerato la prova di una ripresa strutturale e consolidata.

Per valutare la solidità della tendenza sarà necessario osservare anche i prossimi trimestri e verificare se l’aumento delle autorizzazioni si tradurrà in nuovi cantieri.

Costruzioni non residenziali: segnali positivi anche per le imprese

Il miglioramento non riguarda esclusivamente il mercato delle abitazioni.

Anche il comparto non residenziale mostra un andamento favorevole.

Nel secondo trimestre 2026, la superficie autorizzata per i fabbricati non residenziali supera i 2,59 milioni di metri quadrati.

La crescita è del 2% rispetto al trimestre precedente e del 5,1% su base annua.

Questo segmento comprende edifici destinati ad attività produttive, commerciali e ad altri utilizzi non abitativi.

La sua evoluzione è particolarmente importante perché può riflettere le decisioni di investimento delle imprese.

Nuovi stabilimenti, magazzini e immobili destinati ai servizi possono contribuire alla domanda di materiali, lavoro e attività collegate alle costruzioni.

Resta però una distinzione fondamentale: un’autorizzazione edilizia non garantisce che l’investimento venga effettivamente realizzato nei tempi previsti.

L’andamento dei tassi, il costo dei materiali e le prospettive della domanda continueranno a influenzare le scelte degli operatori.

Nel complesso, i dati ISTAT sui permessi di costruire delineano un secondo trimestre migliore del precedente e dello stesso periodo del 2025.

Per il mercato immobiliare italiano è un segnale incoraggiante, anche se ancora insufficiente per parlare di ripresa definitiva.

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