L’ultima provocazione della compagnia aerea Ryanair ha scatenato la polemica.
Soprattutto sui social, la compagnia irlandese ha sempre fatto dello sfottò e l’ironia la sua cifra distintiva. Ma passi per post come «Più facile prendere un volo e trasferirsi, che fare lo Spid». Oppure: «Il venerdì è per viaggiare, non per far finta di lavorare». Battute che finora avevano fatto sorridere e raccolto un po’ di like. Stavolta però l’accusa che si legge in diversi commenti è di essere di fatto razzisti con quel «tuta da maranza». Da parte di Rayanair però nessun passo indietro: anche a distanza ormai di diversi giorni, quel post è rimasto lì. E certamente la polemica non pare dispiacere per la visibilità che continua a portare alla compagnia.
I commenti al post di Ryanair
La polemica nasce dall’uso del termine maranza, usato per identificare in modo dispregiativo ragazzi di origine nordafricana o italiani di seconda generazione figli di famiglie del Nord Africa. Secondo alcuni utenti il riferimento sarebbe quindi discriminatorio e la scelta linguistica nasconderebbe nient’altro che un pregiudizio razzista. Di sicuro qualcuno lo ha inteso così e i commenti lo provano: «Fuori i maranza dall’Italia», scrive uno. «Se fosse vero sarebbe uno spettacolo», commenta un altro. «Si prospetta una radicale impennata di prenotazioni sul sito Ryanair», profetizza un terzo. Non manca però chi ha criticato l’espediente scelto dalla compagnia. Uno ricorda che i maranza «pagano come gli altri», un altro attacca: «Preparatevi al fallimento». Infine, c’è chi rimane sul terreno dell’ironia, facendo presente a Ryanair che i maranza potrebbero costituire «l’80% dei vostri clienti» e che la compagnia è «la regina delle lowcost dove notoriamente salgono quelli con le giacche di tweed».
Ryanair non è nuova a uscite che puntano sul sarcasmo. Nel tempo il vettore irlandese ha diffuso messaggi dall’impronta spiccatamente provocatoria come “Il tuo bagaglio non è piccolo, è ottimista”, “Buongiorno a chi è arrivato in aeroporto e si è accorto che il passaporto è scaduto”, “Più facile prendere un volo e trasferirsi che fare lo Spid”. Battute che molti utenti trovano divertenti e altrettanti considerano eccessive: una modalità comunicativa, comunque, ormai riconoscibile e parte integrante della loro immagine digitale.
Questa volta, però, l’ironia si è trasformata in un boomerang. L’affermazione apparsa sulla pagina di Ryanair Italia — “Ci riserviamo il diritto di non servire chi indossa tute da maranza” — ha acceso un dibattito immediato. Il termine “maranza”, in passato usato per descrivere ragazzi con look appariscenti o atteggiamenti sopra le righe, negli ultimi anni a Milano è stato sempre più associato a giovani di origine nordafricana. Una sovrapposizione linguistica che ha reso il messaggio della compagnia particolarmente controverso.