Sciopero dei camionisti per protestare contro il caro carburante
A un mese dallo scoppio della guerra in Iran la categoria dei camionisti appare stremata dall’impennata dei costi dei carburanti, nonostante l’intervento del Governo qualche giorno prima della consultazione referendaria che, però, non sta producendo gli esiti sperati. 

A un mese dallo scoppio della guerra in Iran la categoria dei camionisti appare stremata dall’impennata dei costi dei carburanti, nonostante l’intervento del Governo qualche giorno prima della consultazione referendaria che, però, non sta producendo gli esiti sperati. 

La committenza chiede sconti 

“Nonostante i provvedimenti adottati tempestivamente dal Governo – si legge in una nota di Unatras – le imprese continuano infatti a fare i conti ogni giorno con un costo del gasolio stabilmente oltre i 2 euro al litro su gran parte della rete nazionale. Una situazione ormai insostenibile per l’intero comparto del trasporto merci. A questo si aggiunge l’atteggiamento di una parte della committenza che, salvo rare eccezioni, non solo non riconosce gli incrementi dei costi dovuti al carburante, ma arriva addirittura a chiedere ulteriori sconti 
sui servizi di autotrasporto”. 

Misure insufficienti 

Secondo Unatras le proposte arrivate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “si sono rivelate insufficienti” e “non stanno offrendo risposte adeguate alla gravità dell’emergenza in corso”. Un clima di disillusione e tensione si sta sviluppando nella categoria che, secondo Unatras, sta portando molti a chiedere azioni dimostrative. 

Mobilitazioni nelle piazze

“Per questo il Comitato di Presidenza di Unatras presieduto da Paolo Uggè – riporta la nota – ha deciso di avviare una vasta consultazione in 100 presidi e zone d’Italia, con l’obiettivo di raccogliere le legittime preoccupazioni della categoria e definire iniziative comuni di sensibilizzazione e mobilitazione finalizzate a ottenere risposte immediate”, ed evitare azioni autonome che potrebbero risultare fuori controllo. Tra le richieste prioritarie figurano, stanziamento di risorse adeguate a compensare le perdite subite 
dalle imprese
; sospensione e differimento dei versamenti fiscali e contributivi, per garantire liquidità immediata; interventi contro le violazioni delle norme sui costi della sicurezza, a tutela degli operatori nei confronti di committenti e speculatori.

Trasportounito dritto al fermo

Più deciso l’intervento di Trasportounito che si dichiara pronto al fermo nazionale che avrebbe “voluto iniziare ad effettuare sin da subito ma, “in considerazione degli orientamenti procedurali – ha dichiarato il Presidente Nazionale di Trasportounito, Franco Pensiero – è stato proclamato dal 20 al 25 aprile prossimi, nonostante le controindicazioni espresse dalla Commissione Garanzia Sciopero e con l’auspicio che le proposte presentate per uscire dall’emergenza carburante siamo approvate con estrema urgenza”. Tra l’altro, l’associazione avverte che si tratta di un’emergenza assoluta che “incide in modo letale su bilanci già fragilissimi delle imprese di autotrasporto, potrebbe avviare sin d’oggi i fermi dei Tir nelle proprie rimesse e Trasportounito si impegna a sostenere questi atti con il massimo dell’assistenza sindacale”.

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