L’Azione Azimut ieri in avvio non riusciva a fare prezzo, ha poi aperto in calo di circa 9 punti.
Poi ha ampliato i ribassi fino a essere fermato per eccesso di ribasso a -13,49% a 31,35 euro per azione, sui livelli di fine settembre, infine è tornato in contrattazione con perdite superiori ai 10 punti percentuali. Questo dopo che, su richiesta della Consob, Azimut ha pubblicato una nota che contiene nel dettaglio i rilievi emersi dall’ispezione condotta da Banca d’Italia a integrazione dei comunicati diffusi in precedenza (6 e 10 novembre). A pesare sulle azioni è il fatto che, la Banca d’Italia, al termine dell’ispezione di vigilanza, ha evidenziato carenze nella governance e nell’assetto organizzativo di Azimut Capital Management Sgr per garantire un livello di controllo adeguato e una gestione pienamente conforme agli standard richiesti per un intermediario di tale dimensione.
«Dall’insieme degli elementi acquisiti è emerso un quadro connotato da rilevanti carenze di governance e organizzative», si legge. Motivo per cui è necessario avviare «con tempestività un’incisiva azione di rimedio» per rimuovere le carenze riscontrate e definire «un assetto di governo e di controllo compatibile con la complessità operativa dell’intermediario e del gruppo». Bankitalia ha rilevato che «la situazione aziendale appare inidonea a sostenere la partecipazione della Sgr a operazioni rilevanti». Inoltre, per quanto riguarda il progetto Tnb, la Banca d’Italia richiede un piano di rimedio eliminando tutte le carenze riscontrate e dimostrando l’effettivo superamento delle criticità operative e organizzative: «La piena implementazione del piano di rimedio, richiesto a seguito degli accertamenti ispettivi condotti su Azimut Capital Management Sgr è finalizzata a rimuovere tutte le carenze riscontrate e sarà oggetto di valutazione da parte della Banca d’Italia», si legge nella nota della società.
«I rilievi dalle ispezioni erano già emersi dai comunicati del 6 e 10 novembre ma queste ulteriori precisazioni sono elementi che rendono meno visibili i tempi di realizzazione dello spin off di Tnb che era atteso nel primo trimestre 2026 per dare pieno corso all’operazione. Aspettiamo maggiori dettagli sulle tempistiche e modalità di risposta ai rilievi da parte di Azimut per avere maggiore chiarezza sulle implicazioni», sottolineano gli analisti di Intermonte.