TerraPower vuole radicarsi nel mercato britannico nel lungo periodo.
Potrebbe essere uno dei traguardi più importanti raggiunti finora dall’azienda nel percorso, che se avvallato, dovrebbe portare portare alla realizzazione di una futura flotta di impianti.
TerraPower ha dato il via alla prima fase della Generic Design Assessment, ovvero la procedura utilizzata dalle autorità britanniche per esaminare e valutare nuovi progetti nucleari prima di una possibile costruzione. La richiesta era stata presentata nell’ottobre del 2025 e aveva ottenuto l’accettazione formale da parte del Department for Energy Security and Net Zero nel febbraio 2026.
Al centro del progetto c’è la tecnologia Natrium, considerata una delle più avanzate nel settore dei reattori di nuova generazione. Il reattore da 345 MW è stato sviluppato da TerraPower in collaborazione con GE Hitachi, e prevede un sistema di accumulo di energia a base di sali fusi in grado di erogare fino a una potenza di 500 MW per oltre cinque ore e mezza. Questo sistema di accumulo, unico nel suo genere tra i progetti di reattori nucleari avanzati, “consente all’impianto di integrarsi perfettamente con le energie rinnovabili”, ha affermato TerraPower.
Si parla quindi di un modello di reattore moderno che dovrebbe essere in grado di mantenere una produzione stabile durante il funzionamento ordinario e garantire al tempo stesso una risposta rapida ai picchi di domanda della rete elettrica. L’interesse del governo britannico per queste tecnologie è evidente.
Nel frattempo, TerraPower continua a portare avanti il primo impianto Natrium negli Stati Uniti, dove ha recentemente ottenuto l’autorizzazione dalla Nuclear Regulatory Commission per avviare la costruzione. L’esperienza accumulata oltreoceano sarà ora utilizzata anche nel percorso britannico, che servirà a definire eventuali tempistiche e future installazioni sul territorio del Regno Unito. Per adesso queste restano sconosciute, ma si tratta di un primo e importante passo nel nostro continente.