Banche USA, trimestrali contrastanti: JPMorgan e Bank of America deludono le attese
Trimestrali banche USA 2026: JPMorgan e Bank of America sotto le attese. Rallenta l'investment banking, mentre regge il trading azionario.

Le grandi banche americane chiudono il terzo trimestre 2026 con risultati contrastanti. Dopo una prima metà dell’anno positiva, rallentano alcune attività di investment banking, mentre il trading azionario e i ricavi da interessi mostrano una maggiore tenuta.

Trimestrali banche USA: rallenta l’investment banking

La stagione delle trimestrali delle principali banche statunitensi evidenzia un mercato finanziario più complesso rispetto ai primi sei mesi del 2026.

Secondo un’analisi Reuters pubblicata il 15 ottobre, i grandi istituti di Wall Street hanno registrato un rallentamento delle attività sui mercati dei capitali durante il terzo trimestre.

A pesare sono stati soprattutto l’aumento dei rendimenti obbligazionari, le tensioni geopolitiche e i dubbi sulle valutazioni raggiunte dalle società legate all’intelligenza artificiale.

Questi fattori hanno reso più prudenti imprese e investitori, riducendo il numero di alcune operazioni finanziarie.

Fusioni, acquisizioni e nuove quotazioni in Borsa hanno mostrato una dinamica meno favorevole rispetto alle aspettative maturate nella prima parte dell’anno.

Il rallentamento ha inciso sulle commissioni delle divisioni di investment banking, tradizionalmente legate al volume delle operazioni concluse.

Nonostante il quadro meno brillante, i risultati non indicano una crisi generalizzata del sistema bancario americano.

Le performance variano infatti sensibilmente tra istituti e attività.

JPMorgan e Bank of America sotto le aspettative

Tra le banche che hanno deluso le previsioni degli analisti figurano JPMorgan Chase e Bank of America.

JPMorgan ha registrato un utile netto di circa 15,3 miliardi di dollari nel terzo trimestre, ma il risultato è rimasto inferiore alle aspettative di mercato.

La banca ha beneficiato di una buona attività con la clientela, mentre il trading obbligazionario ha mostrato segnali di debolezza.

Più complessa la situazione di Bank of America, che ha comunicato un utile di circa 6,9 miliardi di dollari, in diminuzione rispetto agli 8,3 miliardi dello stesso trimestre del 2025.

Sul risultato ha inciso anche una sanzione regolamentare da 1,2 miliardi di dollari collegata a carenze nei controlli antiriciclaggio.

I ricavi da vendite e negoziazione della banca sono diminuiti del 5%, attestandosi a 5,1 miliardi.

Le commissioni dell’investment banking sono invece scese dell’11%, a 1,8 miliardi.

La debolezza non ha coinvolto uniformemente tutti gli istituti: altre grandi banche hanno superato, seppure in alcuni casi di poco, le stime sugli utili.

Trading azionario e tassi: cosa sostiene i bilanci bancari

Il trimestre ha mostrato una netta differenza tra le varie attività di mercato.

Il trading azionario ha beneficiato di volumi elevati e della volatilità delle Borse, mentre le attività legate a obbligazioni e strumenti a reddito fisso hanno incontrato maggiori difficoltà.

Un altro elemento di sostegno è arrivato dal margine di interesse, cioè dalla differenza tra gli interessi incassati sui finanziamenti e quelli corrisposti sulla raccolta.

Il livello elevato dei tassi ha contribuito a sostenere questa componente dei ricavi per diversi istituti.

La tenuta della spesa dei consumatori e della domanda di credito ha inoltre limitato alcune delle preoccupazioni sulla crescita economica.

Restano però rischi significativi.

Tassi elevati per un periodo prolungato possono aumentare il costo dei finanziamenti, rallentare gli investimenti aziendali e mettere sotto pressione i debitori più vulnerabili.

Per gli investitori, i prossimi trimestri serviranno a verificare se il rallentamento delle operazioni finanziarie sarà temporaneo oppure più persistente.

I conti appena pubblicati mostrano che le grandi banche americane mantengono importanti fonti di redditività, ma devono confrontarsi con un contesto di mercato meno prevedibile rispetto alla prima metà dell’anno.

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