Nell’era digitale i criminali informatici abbondano. C’è chi, nascosto dietro lo schermo del proprio PC architetta le truffe più subdole per ingannare ignari cittadini che, come privati utenti, studenti o lavoratori, accedono giornalmente ai loro dispositivi elettronici per le più varie attività. Tra queste c’è anche il controllo quotidiano della posta elettronica che, talvolta, potrebbe riservare un’amara sorpresa.
In quest’ultimo periodo non è affatto raro ricevere una mail in cui il mittente si spaccia per un membro delle forze dell’ordine, come ad es. la Polizia di Stato. Ma nessuna paura o allarme: si tratta di un tentativo di estorsione tramite truffa informatica, ossia un’attività criminosa che – se conosciuta – può essere serenamente ignorata dall’utente del web.
Ecco alcune utili informazioni per non cascare nella rete dei cyber-delinquenti.
Come funziona la truffa della mail della Polizia
Nei maggiori quotidiani nazionali e locali si legge frequentemente di tentativi di raggiro tramite posta elettronica, vere e proprie minacce online che mirano a ottenere illecitamente denaro dalle vittime del reato. Dietro queste macchinazione si cela un pericolosissimo tentativo di furto di identità, con cui il criminale digitale cerca di carpire dati bancari o altre informazioni personali e finanziarie sensibili.
Tramite tecniche come phishing, smishing, spoofing o l’uso di malware la vittima è indotta a fornire credenziali, numeri di carte di credito, codici OTP e non solo. E, una volta ottenute queste informazioni, i truffatori possono accedere al conto corrente online, fare bonifici o acquisti non autorizzati, richiedere prestiti a nome della vittima e anche vendere i dati nel dark web.
Ma come agiscono in concreto i malintenzionati che tentano la truffa della mail della Polizia? Ebbene, al malcapitato utente arriva una comunicazione nella sua casella di posta – qualificabile come una fittizia convocazione giudiziaria per essere processati – da cui è possibile salvarsi soltanto seguendo le istruzioni fornite dal sedicente membro delle forze dell’ordine e versando – quindi – una ingente somma di denaro con bonifico istantaneo entro pochi giorni.
I delinquenti del web cercano di far leva sull’ignoranza e sul conseguente panico delle persone e, gettando una sorta di rete da pesca “virtuale”, cercano di tirare su il maggior numero di “pesci”, ossia ignari utenti che non si rendono conto del tentativo di truffa ed estorsione.
A dire il vero la comunicazione in oggetto è realizzata con dovizia, usando anche il logo delle forze dell’ordine e una firma che pare quella di un’ispettore capo, ma – come è noto o come dovrebbe essere noto a tutti – le vere forze dell’ordine non inviano mai convocazioni giudiziarie via mail, perché le modalità ordinarie sono la notifica formale con ufficiale giudiziario, raccomandata a/r o PEC. E a maggior ragione, la legge non prevede pagamenti di somme di denaro con bonifico, per evitare una convocazione di questo tipo.
Consigli per evitare di essere raggirati dai cybercriminali
Oltre a conoscere questa tipologia di tentativo di truffa digitale, è utile anche applicare alcune raccomandazioni pratiche, per annullare di fatto i rischi di cadere nei tranelli del web, ossia:
- non cliccare mai su link sospetti ricevuti via email o SMS;
- verifica sempre l’indirizzo web prima di inserire dati sensibili;
- attiva l’autenticazione a due fattori quando possibile;
- usa password complesse e modificale spesso;
- non comunicare mai dati personali, informazioni sensibili e dettagli di pagamento tramite mail;
- mantieni aggiornati antivirus e software.
E in ogni caso, in presenza di dubbi o preoccupazione, è sempre preferibile contattare le forze dell’ordine componendo i numeri di emergenza.