Trump pronto a imporre dazi del 20% sulle auto importate

Trump fa sul serio e si preparare a varare una misura che imporrà una tassa del 20% su tutte le auto importate negli Stati Uniti. Lo ha ribadito durante la riunione avuta coi maggiori produttori di auto del mondo, nella quale ha anche aggiunto la possibilità di imporre regole più severe sugli standard di emissione per le auto importate, mantenendo un regime più soft per quelle domestiche.

Trump si è rivolto in particolare ai produttori di auto europee, rimproverandoli di non produrre abbastanza auto in America. I funzionari al tavolo sono stati cauti nella loro reazione: “Ringraziamo il Presidente Trump per averci invitati alla Casa Bianca per discutere dell’industria automobilistica. Sappiamo che ha a cuore la nostra industria e apprezziamo il suo interesse e l’impegno condiviso per l’economia e i posti di lavoro in America” hanno detto in una nota condivisa John Bozzella e Mitch Bainwol, a capo rispettivamente dell’associazione dei produttori mondiali di automobili e dell’Alleanza dei produttori di automobili.

Sotto le regole vigenti nel WTO, le auto importate negli Stati Uniti sono soggette a tariffe del 2,5%, con camion soggetti a tariffe del 25%, esclusi eventuali accordi di libero scambio che gli Stati Uniti abbiano con il paese che esporta i veicoli.

All’inizio dell’incontro, il presidente ha esortato le compagnie a costruire più automobili negli Stati Uniti, dicendo che dovrebbero “costruirle qui e spedirle all’estero”. Ha scelto Sergio Marchionne, presidente e CEO di Fiat Chrysler Automobiles NV, lodando i piani della compagnia che intende spostare una struttura in Michigan dal Messico. “Questo è quello che ci piace”, ha detto Trump. “In questo momento, è il mio uomo preferito nella stanza.”

In ogni caso le misure di Trump sembrano avere un obiettivo chiaro: colpire l’industria automobilistica tedesca. Un messaggio al governo di Berlino, un atto concreto per mettere nero su bianco quanto a parole era già stato più volte ribadito. L’amministrazione Trump vuole intervenire sugli squilibri commerciali dell’economia americana e i primi target non possono che essere i due più grandi esportatori al mondo, Cina e Germania.

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