Una forte esplosione è avvenuta all’interno nell’impianto nucleare iraniano di Fordow
L' impianto nucleare iraniano di Fordow, dov'è avvenuta l'esplosione, è considerato uno dei principali impianti di arricchimento dell'uranio della Repubblica islamica e sicuramente quello più impenetrabile.

L’ impianto nucleare iraniano di Fordow, dov’è avvenuta l’esplosione, è considerato uno dei principali impianti di arricchimento dell’uranio della Repubblica islamica e sicuramente quello più impenetrabile.

Il programma nucleare iraniano si sviluppa infatti in diversi siti chiave, con le principali attività di arricchimento e ricerca concentrate a Natanz, Isfahan, Arak e Fordow, appunto. Già colpito da attacchi israeliani nella guerra dei 12 giorni a giugno, l’impianto nucleare sarebbe stato attaccato di nuovo dall’esercito di Israele. 

L’impianto nucleare di Fordow

Nato inizialmente come installazione militare destinata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, il complesso di Fordow è collocato a circa 30 chilometri a nord-est di Qom ed è ritenuto scavato per centinaia di metri all’interno di una montagna, una caratteristica che ne rende difficile l’individuazione e la distruzione. Inizialmente Teheran definì la struttura un “sito di riserva” per proteggersi da un attacco aereo. Solo il 21 settembre 2009 Teheran rese noto all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), l’ente internazionale incaricato della supervisione delle attività atomiche civili, che il sito sarebbe stato trasformato in una struttura nucleare. L’annuncio arrivò dopo che le autorità iraniane avevano scoperto che i servizi di intelligence occidentali erano già venuti a conoscenza dell’esistenza dell’impianto. Pochi giorni più tardi Stati Uniti, Regno Unito e Francia confermarono pubblicamente di essere a conoscenza di un centro clandestino destinato all’arricchimento del combustibile nucleare proprio a Fordow. All’inizio del 2023, sono state rilevate all’intero del sito particelle di uranio arricchito all’83,7%. L’Iran ha replicato parlando di “fluttuazioni involontarie” durante il processo di arricchimento.

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