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Il provvedimento, che non ha subito modifiche rispetto la testo licenziato dalla Camera, con modifiche, il 28 aprile è stato approvato con 141 sì, 35 no e 42 astenuti.
Le novità, introdotte dal Montecitorio, riguardavano l’introduzione di princìpi e criteri specifici di delega per il recepimento di alcuni atti dell’Unione europea e l’inserimento di ulteriori direttive e atti dell’Unione europea da attuare nell’ordinamento nazionale.

Il Ddl è composto da 21 articoli e detta le disposizioni di delega per il recepimento di: 15 direttive europee, una raccomandazione Cers (Comitato europeo per il rischio sistemico) e una decisione quadro. Il Governo inoltre è delegato ad adeguare la normativa nazionale a dodici regolamenti.
L’articolo 10 (con la delega ad attuare la raccomandazione Cers 2011/3) prevede la creazione di un Comitato nazionale ad hoc per le politiche macroprudenziali cui parteciperanno Bankitalia, Consob, Ivass e Covip. Il Comitato avrà specifiche funzioni di indirizzo e raccomandazione alle Autorità che vi prendono parte e poteri di richiesta di informazioni a soggetti pubblici e privati con sanzioni in caso di inottemperanza.
In tema di giustizia, è stata conferita al Governo la delega per l’attuazione della decisione quadro 2003/568/Gai relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato.
In tema di antiriciclaggio l’articolo 15 prevede una delega per attuare la quarta direttiva Ue anti-riciclaggio (2015/849) e adeguare le norme interne al regolamento Ue 2015/847 che completa la normativa anti-riciclaggio con riferimento ai dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi. L’obiettivo è quello di graduare i controlli e le procedure in funzione del rischio. Le misure prevedono anche misure per accrescere la trasparenza di persone giuridiche e trust e il rafforzamento degli strumenti di salvaguardia della riservatezza e della sicurezza dei segnalanti in caso di operazioni sospette.
L’approvazione della legge sulla delegazione europea aiuta il nostro paese a chiudere diverse infrazioni.
“Nel 2016 abbiamo registrato il 34% in meno di procedure di infrazione – sottolinea il senatore Roberto Cociancich, responsabile Europa del Pd”. L’Italia sta dimostrando di essere un paese virtuoso che, come evidenziato dall’ultimo rapporto della Commissione Europea, ha registrato la migliore performance passando dalle 119 procedure del 2014 alle 78 del 2016.

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