Vola il prezzo della benzina: scontro tra Urso e i dati reali
I prezzi della benzina salgono ancora in tutto lo Stivale. Il prezzo medio della verde in modalità self venduta in autostrada si attesta a 2,019 euro al litro, mentre su molte tratte la benzina in modalità servito sfiora i 2,5 euro al litro. Rialzi che, tra esodo e controesodo, secondo le stime faranno ingrassare le…
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I prezzi della benzina salgono ancora in tutto lo Stivale. Il prezzo medio della verde in modalità self venduta in autostrada si attesta a 2,019 euro al litro, mentre su molte tratte la benzina in modalità servito sfiora i 2,5 euro al litro. Rialzi che, tra esodo e controesodo, secondo le stime faranno ingrassare le casse dello Stati di circa 2,2 miliardi di euro per effetto di accise e Iva sui carburanti.

La Guardia di Finanza dovrà intanto intervenire sul caso della benzina venduta a 2,7 euro lungo l’autostrada A8 Varese-Milano, dopo la denuncia di Assoutenti. “Vogliamo capire come sia possibile vendere un litro di benzina in modalità self a 2,722 euro al litro, e quali siano le motivazioni di un prezzo così astronomico e ben al di sopra della media dei distributori di zona” spiega il presidente dell’associazione Furio Truzzi. Per un pieno ad un’auto di media cilindrata, +2,7 euro al litro significa spendere ben 136,1 euro, “un salasso”. “Questo significa che il distributore in questione applica prezzi più alti del 35% rispetto alla media autostradale”.

Cosa ha detto il ministro Urso sul prezzo della benzina

Dal 1° agosto le Fiamme Gialle hanno già effettuato 1.230 interventi, trovando irregolarità in ben 325 casi e contestando 789 violazioni. Senza contare le truffe alla pompa che hanno fregato moltissimi italiani. I dati reali relativi ai prezzi della benzina, derivati peraltro dai dati MIMIT, cozzano comunque con quelli annunciati dallo stesso ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso: “Il prezzo alla pompa è oggi (ieri, 16 agosto, ndr) rispetto alla giornata di ieri, sostanzialmente stabile e maggiore di 0,02-0,04 euro rispetto alla rilevazione di domenica. Si nota quindi un rallentamento del trend degli aumenti, dovuti alla crescita delle quotazioni internazionali, che si erano osservati nell’ultimo mese”.

Le quotazioni internazionali medie della scorsa settimana, spiega una nota del ministero, mostrano, rispetto al mese precedente, aumenti analoghi a quelli del prezzo alla pompa. In particolare: la quotazione internazionale del gasolio mostra un aumento di circa 12 centesimi rispetto a quattro settimane prima (nello stesso periodo il prezzo alla pompa è aumentato di circa 10 centesimi); la quotazione internazionale della benzina mostra un aumento di circa 6 centesimi rispetto a quattro settimane prima (nello stesso periodo il prezzo alla pompa è aumentato di circa 7 centesimi).

Secondo il MIMIT sarebbe dunque falso quanto affermano alcuni esponenti politici, e cioè che il prezzo di benzina e gasolio sia fuori controllo. Anzi, secondo Palazzo Chigi sarebbe vero il contrario: “L’Italia ha fatto meglio di altri Paesi europei, come Francia e Germania. Peraltro, appare davvero strano che se la prendano con una misura risultata pienamente efficace che ha consentito, in un sistema di mercato, di contrastare la speculazione, dando piena trasparenza e quindi consapevolezza e capacità di scelta al consumatore. Sono contrari anche alla trasparenza?”.

Quanto costa davvero la benzina in Francia e Germania

Come chiarito anche da un’elaborazione di Pagella Politica, secondo i dati più aggiornati della Commissione Ue, 14 Stati membri dell’Ue su 27 hanno un prezzo della benzina al netto delle imposte più basso dell’Italia, mentre per quanto riguarda il diesel, il prezzo rilevato nel nostro Paese è il sesto più basso.

Noi di QuiFinanza siamo andati a spulciare i prezzi della benzina in Francia e Germania in questo momento. Ciò che abbiamo trovato sui siti ufficiali francesi è che oggi il prezzo della benzina a Parigi e nelle altre città raggiunge in media 1,93 euro al litro, secondo i dati di Carbu.com. Dall’inizio dell’anno, il prezzo al litro è letteralmente esploso in alcune città d’Oltralpe, salendo di 27 centesimi tra il 1° gennaio e il 17 agosto, ma, come si vede, rimanendo ancora al di sotto del prezzo medio italiano. Il prezzo medio nel periodo che va dall’8 maggio scorso al 14 agosto è 1,84 euro, con un minimo di 1.79 euro registrato il 10 luglio e un massimo di 1.90 euro il 7 agosto.

Per quanto riguarda la Germania, sempre nella finestra 8 maggio-14 agosto il prezzo medio della verde è 1,81 euro, con un minimo di 1,77 euro l’8 maggio e un massimo di 1,86 euro il 14 agosto. Il prezzo della Super sta comunque salendo anche in Germania, e ha già superato la soglia di 1,90 euro in molte stazioni di servizio. In media, il carburante in questi ultimi giorni, come oggi, costa 1,858 euro al litro, ovvero 1,5 centesimi in più rispetto alla settimana scorsa. Questo, scrivono i giornali di settore tedeschi, significa che la benzina ad agosto non è ancora così costosa come è capitato in alcuni giorni del 2022, anche se da giugno a oggi c’è stato di nuovo un aumento.

Cosa dicono i gestori degli impianti

La Fegica, la federazione italiana dei gestori degli impianti, sostiene che per il 17esimo giorno consecutivo in Italia i prezzi medi dei carburanti comunicati dal Mimit hanno subito un aumento. “I prezzi dei carburanti sono ormai allo livello di quando il governo Draghi decise di tagliare le accise. Lo stesso attuale governo ha inserito una clausola ‘taglia accise’ collegata però ad un livello di prezzo troppo alta per essere funzionale nelle presenti condizioni di emergenza”.

“Il cartello dei prezzi medi, imposto ai distributori dal governo, nulla ha potuto, né ha mai avuto alcuna possibilità di farlo, contro gli aumenti dei prezzi dovuti ai valori in ascesa dei mercati internazionali dei prodotti”. Al contrario, spiega Fegica, “si può cominciare ad intravedere il concretizzarsi di quel pericolo di cui l’Antitrust aveva a più riprese informato il governo: l’esposizione dei prezzi medi non è solo inutile, ma rischia di essere controproducente”.

Servono quindi interventi seri sia in prospettiva, con una riforma strutturale del settore, sia nell’immediato, evidenziano. Mentre le opposizioni e le associazioni di tutela dei consumatori attaccano da settimane il governo, il ministro Urso difende a spada tratta l’operato dell’Esecutivo. “Grazie alle misure del governo in Italia il prezzo industriale di benzina e gasolio, depurato quindi dalle accise (che ricordiamo il governo però non ha abolito, ndr), è stabilmente più basso di Germania, Francia e Spagna. Ci siamo riusciti. La misura introdotta dal governo dal 1° agosto, l’esposizione sul tabellone che indica ogni distributore il prezzo medio praticato in quel giorno, ha consentito al consumatore in piena consapevolezza di scegliere dove rifornirsi al prezzo più basso”, ha spiegato.

L’attacco delle opposizione al ministro Urso

Le parole di Urso suonano però parecchio stonate. “Le dichiarazioni del ministro Urso sulla situazione dei prezzi dei carburanti che sarebbe migliore di quella degli altri Paesi europei e sulla presunta ‘piena efficacia’ dei cartelloni con il prezzo medio di benzina e gasolio sono del tutto fuori dalla realtà” replica il senatore e responsabile economico del Pd Antonio Misiani. “La verità è che le misure contro il caro carburanti varate in pompa magna dal governo Meloni si sono rivelate un buco nell’acqua, come era stato ampiamente previsto sin dalla discussione parlamentare del decreto legge sulla trasparenza dei prezzi”.

Servono azioni efficaci davvero, insomma. I dem propongono da tempo di utilizzare l’extra gettito derivante da accise e Iva per rifinanziare il buono per il trasporto pubblico, introdotto dal governo Draghi su proposta dell’allora ministro del lavoro Orlando, lo stesso ridimensionato dall’attuale governo, che ha ridotto lo stanziamento e previsto criteri di accesso più restrittivi. “Investire sul trasporto pubblico è il modo migliore per reagire al caro carburanti. Le risorse destinate a questa misura sono pressoché esaurite – prosegue Misiani – e servono nuovi fondi per evitare il blocco dell’erogazione dei buoni. È inoltre opportuno riportare la platea degli aventi diritto al livello previsto inizialmente, innalzando nuovamente la soglia di reddito da 20mila a 35mila euro”.

“La politica italiana è quel posto dove un ministro può dire che il prezzo della benzina sarebbe anche basso, se non fosse per le accise. Che però mette lui. E che nell’ultima Legge di bilancio ha pure alzato” scrive su Twitter Luigi Marattin.

Anche Europa Verde e Alleanza Verdi e Sinistra tuona contro Urso: “Durante la campagna elettorale, la presidente Meloni e la sua coalizione avevano promesso montagne d’oro, tra cui il taglio delle accise sulla benzina. Dopo quasi un anno di governo e una lunga serie di promesse tradite, ci troviamo di fronte a un aumento senza precedenti dei prezzi dei carburanti fossili, che pesa enormemente sulle tasche dei cittadini e delle famiglie italiane” dichiara in una nota Angelo Bonelli. “Pane, pasta, frutta, verdura: beni essenziali diventati quasi inaccessibili per molti a causa di questa spirale di rincari. E quale sarebbe la risposta del governo? Elargire bonus per l’autotrasporto di merci e persone, una soluzione superficiale e di breve respiro che non affronta il vero cuore del problema”.

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