Banca Popolare di Sondrio, ha chiuso il semestre con un utile netto pari a 336 milioni circa di euro, il migliore risultato semestrale nella storia della banca.
“Anche nel secondo trimestre del 2025 abbiamo conseguito risultati estremamente positivi. Chiudiamo così il migliore semestre nella storia della nostra banca, con un utile netto pari a 336,2 milioni di euro, in rialzo del 28% rispetto allo scorso anno – ha commentato Mario Alberto Pedranzini, Consigliere delegato e Direttore generale di Banca Popolare di Sondrio -. L’impegno delle nostre persone trova riscontro nei ricavi dell’attività bancaria caratteristica, in crescita di oltre il 4%. I livelli elevati degli indicatori di adeguatezza patrimoniale, di liquidità e di qualità degli attivi attestano la solidità della struttura finanziaria, mentre sul piano dell’efficienza siamo in grado di posizionarci ancora una volta ai vertici del sistema bancario italiano”.
I numeri
Di seguito, Di seguito, alcuni dettagli sugli indicatori economico-finanziari di maggior rilievo:
- il risultato di periodo, al netto delle imposte pari a € 156,1 milioni, è positivo per € 336,2 milioni e riflette l’incremento dell’attività bancaria caratteristica i cui proventi si attestano a € 783,2 milioni (+4,3% rispetto al 30 giugno 2024; margine di interesse +3,3% e commissioni nette +7,0%). Tale dato incorpora anche le positive risultanze derivanti dalle attività finanziarie per € 68,2 milioni e beneficia della riduzione delle rettifiche di valore nette che ammontano a € 32,3 milioni (- 68,7%), mentre risente di una crescita dei costi operativi attestatisi a € 332,7 milioni(+4,7%). Il cost-income ratio si posiziona al 38,9% in linea con il valore del 2024. A seguito del raggiungimento a luglio 2024 del livello obiettivo del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, è venuto meno il relativo contributo chiesto alle banche che, nel periodo di confronto, aveva gravato per € 21,3 milioni;
- i ratio patrimoniali1 si confermano su livelli elevati, con ampio margine rispetto ai requisiti regolamentari. In dettaglio, il CET1 si attesta al 15% mentre il Total Capital si colloca al 17,5%. Tali livelli incorporano la componente di autofinanziamento sul presupposto di un payout del 75% e il contributo positivo sul patrimonio della valutazione del portafoglio immobili strumentali a fair value quantificato in circa 50 punti base;
- l’incidenza dei crediti deteriorati lordi, sintetizzata dall’indicatore NPL ratio lordo, si riduce al 2,9% dal 3,8% del 30 giugno 2024. L’incidenza delle esposizioni deteriorate nette, che incorpora l’elevato livello degli accantonamenti, si attesta invece all’1,1%, anch’essa in forte riduzione rispetto al valore del primo semestre 2024, pari all’1,6%;
- i tassi di copertura del credito deteriorato si confermano su livelli particolarmente elevati. Nello specifico, rispetto alla fine del 2024, il coverage ratio del totale crediti non performing si colloca al 63,6% dal 62,3%, il livello di copertura delle inadempienze probabili si attesta al 58,5% e quello riferito alle sole posizioni classificate a sofferenza si attesta all’84,2%. Il tasso di copertura relativo al credito in bonis si attesta allo 0,77%;
- il costo del rischio è pari a 18 punti base, un terzo del valore consuntivato nell’esercizio 2024, pari a 53 punti base, riflettendo pure significative riprese di valore relative ad alcune posizioni deteriorate. Il tasso di decadimento si è posizionato all’1,1%, stabile rispetto al 31 dicembre 2024;
- il Texas ratio, rapporto tra il totale dei crediti deteriorati netti e il patrimonio netto tangibile, scende al 9,2% dal 9,7% di dicembre 2024;
- la raccolta diretta da clientela risulta pari a € 45.034 milioni (+1,2% rispetto a fine 2024). La componente riveniente da investitori istituzionali risulta in incremento, da inizio anno, soprattutto grazie al collocamento di nuovi prestiti obbligazionari, in linea con quanto previsto dal piano di funding; la restante parte della raccolta diretta risulta invece stabile;
- la raccolta indiretta, cifra € 54.646 milioni, in aumento rispetto agli € 52.149 milioni di fine 2024 (+4,8%). Il risparmio amministrato ammonta a € 45.724 milioni rispetto agli € 43.837 milioni del 31 dicembre 2024 (+4,3%). Il risparmio gestito risulta pari a € 8.922 milioni rispetto agli € 8.312 milioni di fine 2024 (+7,3%), evidenziando flussi netti in termini di raccolta per circa € 500 milioni in ulteriore crescita rispetto all’andamento, pure positivo, osservato lo scorso esercizio;
- la raccolta assicurativa ammonta a € 2.282 milioni rispetto agli € 2.190 milioni del 31 dicembre 2024 (+4,2%), con flussi netti positivi pari a circa € 90 milioni in
significativa crescita rispetto all’andamento, a sua volta positivo, osservato a giugno 2024; - i finanziamenti verso clientela ammontano a € 36.593 milioni, in incremento rispetto ai livelli di fine 2024 (€ 35.027 milioni; +4,5%). Le erogazioni del periodo hanno mostrato una crescita significativa, attestandosi a circa € 3,7 miliardi,rispetto agli € 2,7 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente (+36,8%);
- gli indicatori di liquidità, sia di breve (Liquidity Coverage Ratio) sia di medio periodo (Net Stable Funding Ratio), continuano a mostrare margini significativi rispetto ai requisiti minimi regolamentari. Il Liquidity Coverage Ratio si è attestato al 170% mentre il Net Stable Funding Ratio al 131%;
- i risultati delle società controllate e collegate si confermano positivi. Di particolare rilievo i risultati economici conseguiti da Factorit e BPS (Suisse) che ammontano a complessivi € 39,4 milioni, in ulteriore significativa crescita rispetto al periodo di confronto (+18,3%).
L’integrazione con Bper
Dati solidi che, come ha sottolineato sempre Mario Alberto Pedranzini testimoniano la mission dell’istituto, cioè quella di “far banca nel miglior modo possibile” e che non hanno risentito di quanto accaduto negli ultimi mesi con la “scalata” di Bper proprio a Bps: “L’Opas – così sempre Pedranzini – ha portato turbative e la struttura poteva disorientarsi, invece ha reagito in modo egregio”.
“A seguito dell’OPAS promossa da BPER Banca siamo ufficialmente entrati a far parte del Gruppo BPER. L’ingresso nel nuovo Gruppo costituisce una novità assoluta per la Banca Popolare di Sondrio, che ha costruito i suoi 154 anni di storia in piena autonomia, senza mai aggregare altre entità, dimostrando di poter crescere per linee interne fino a trasformare la “piccola Popolare” nella settima banca italiana – ha proseguito il direttore generale di Bps -. Gli ultimi anni sono stati intensi, caratterizzati da novità radicali e crisi molto impegnative, dinnanzi alle quali i collaboratori e le collaboratrici della Banca Popolare di Sondrio si sono posti con spirito di servizio e determinazione. La Banca è oggi in piena salute. È una Banca di valore, fatta di Persone capaci che potranno portare alta l’eredità della Popolare di Sondrio e trovare spazio nei progetti e negli sviluppi del Gruppo BPER”.
“Entriamo – queste le conclusioni di Pedranzini – nel terzo gruppo bancario nazionale e il nostro sarà un impegno per dare un contributo reale per permettere a Bper di estrarre le sinergie che vuole estrarre. Dovremo adeguarci a un nuovo modo di fare banca, senza però perdere le nostre peculiarità. Ai posteri l’ardua sentenza. Continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto perché l’integrazione avvenga nel miglior modo possibile. I prossimi saranno mesi duri, perchè al lavoro ordinario si affiancherà quello straordinario legato proprio all’integrazione con Bper, ma come sempre abbiamo dimostrato, sapremo reagire a dovere di fronte alle difficoltà”.