Fatca: le banche italiane si adeguano all’Agenzia delle entrate americana cambio euro dollaro

L’Agenzia delle entrate notificherà tramite posta elettronica certificata le anomalie nelle informazioni inviate al fisco americano, a seguito della segnalazione ricevuta dai «colleghi» dell’Internal revenue service. Per rettificare errori minori e amministrativi, quali per esempio l’invio di dati inesatti o incompleti, gli operatori finanziari avranno tre mesi di tempo dal giorno di ricezione della Pec, mentre ci saranno 16 mesi in caso di grave non conformità (omessa comunicazione, mancata correzione di errori minori, mancata applicazione della ritenuta alla fonte del 30% nei confronti degli intermediari non compliant). È quanto stabilisce un provvedimento firmato ieri dalle Entrate, che integra il provvedimento del 7 agosto 2015 e fornisce le indicazioni per la gestione delle comunicazioni correttive ai fini Fatca.

Gli invii rettificativi viaggeranno tramite l’infrastruttura informatica Sid, anche attraverso l’ausilio di entità sponsor e di fornitori terzi di servizi (la possibilità di affidare in outsourcing tali attività è prevista dall’articolo 8 del dm 6 agosto 2015). Sia in caso di ricezione del file, sia in caso di scarto, l’Agenzia rilascerà una ricevuta digitale entro cinque giorni lavorativi.

Il provvedimento, che lo scorso 7 luglio ha ottenuto l’ok del Garante per la privacy, contiene un nuovo allegato con le istruzioni per la compilazione e la trasmissione dei dati, in sostituzione di quello varato nell’agosto 2015. Le correzioni da parte degli intermediari sono possibili anche in maniera spontanea, senza cioè attendere l’avviso dell’amministrazione.

Si ricorda che l’accordo Fatca, operativo a partire dal 1° luglio 2014, è volto a contrastare tramite scambio automatico di informazioni l’evasione transfrontaliera tra Italia e Stati Uniti. Le informazioni relative ai soggetti di «interesse fiscale» per Washington relative all’anno 2015 dovevano essere trasmesse dagli intermediari italiani entro il 15 giugno 2016, mentre a partire dal prossimo anno si applicherà il termine a regime del 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.

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