Chi vive nei grandi centri urbani, ma anche chi ama la tranquillità di un paese di campagna o di un piccolo comune di provincia, potrebbe essere preoccupato dei rischi di intrusioni nell’abitazione. I ladri d’appartamento, d’altronde, spesso sono citati nelle notizie di cronaca dei quotidiani nazionali e locali, a riprova di quanto siano diffusi in Italia i reati di furto.
Ebbene, forse non tutti sanno che esiste una specifica agevolazione, il bonus Sicurezza, strumento che consente di avvalersi di una detrazione fiscale per mettere al sicuro la casa. Vediamo insieme gli interventi inclusi nell’iniziativa e cosa sapere per giovarsi dell’installazione “agevolata” di un impianto di videosorveglianza a protezione del proprio immobile.
Bonus sicurezza 2025, lo sconto fiscale previsto dalla legge
In linea generale, il sistema di videosorveglianza è un complesso impianto composto da telecamere fisse o mobili (anche con visione notturna), registratori digitali, salvataggio su cloud, sensori di movimento, app o software per la visualizzazione da cellulare o pc. Tale sistema è molto utile al fine di aumentare la sicurezza e prevenire furti, intrusioni o atti vandalici.
Sulle relative spese d’acquisto documentate e tracciate (bonifico parlante) è oggi possibile far valere una detrazione fiscale, ossia uno sconto Irpef pari al 36% . Tali agevolazioni dipendono strettamente dal tipo di intervento e dalla finalità del sistema e si applicano a un tetto massimo di spesa pari a 48mila euro per ogni unità immobiliare.
In sostanza ciò vuol dire che se ad es. un privato paga 5.000 mila euro per comprare un sistema anti-intrusione, potrà recuperare un totale di 1.800 euro in dieci anni con quote di 180 euro ogni dodici mesi.
Beneficiari e assenza di vincoli
Il bonus appare particolarmente vantaggioso anche perché non distingue tra ceti sociali e tra categorie di coloro che vivono nell’immobile. Tra gli altri, possono infatti accedere alla detrazione fiscale proprietari, inquilini, comodatari e titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), ossia una vasta gamma di contribuenti obbligati al versamento delle imposte sui redditi.
Al bonus, che è possibile far valere acquistando lo strumento antifurto entro il 31 dicembre prossimo, non si applica alcun limite di reddito. Inoltre la detrazione Irpef in oggetto non è legata a interventi di ristrutturazione o riqualificazione edilizia, come lo è invece il bonus mobili, ma è una agevolazione a se stante. Di conseguenza, non occorre sostenere spese preliminari per il restyling dell’immobile, per poterla sfruttare.
Gli interventi per la sicurezza agevolati e come ottenere la detrazione Irpef
Quali sono le singole attività per la messa in sicurezza, coperte dall’applicazione della detrazione fiscale? L’elenco, come intuibile, è assai articolato e comprende ad es. l’installazione di vetri antisfondamento, l’installazione o la sostituzione di porte blindate e saracinesche, l’acquisto di lucchetti, catenacci, grate, spioncini, fotocamere e videocamere, la sostituzione di cancellate, serrature e recinzioni murarie.
Come accennato, per ottenere il bonus Sicurezza 2025 è obbligatorio effettuare il pagamento delle spese per l’impianto con bonifico parlante. Quest’ultimo è un documento che include tutti i dati atti a provare che la spesa è legata proprio all’impianto anti-ladro. Attenzione però, al fine di accedere al beneficio il soggetto chi esegue materialmente il pagamento, deve essere la stessa persona che ha richiesto i lavori di messa in sicurezza, al quale sono intestate le fatture di installazione.
I contribuenti interessati a far valere lo sgravio in oggetto dovranno compilare il modello 730 oppure il modello Redditi PF (ex Unico) in autonomia, oppure affidandosi all’intermediazione di un professionista o del CAF. Nel modello di dichiarazione i dati che dovranno essere obbligatoriamente riportati sono il C.F. del beneficiario della detrazione, la partita IVA oppure il C.F. della ditta dell’installazione, la causale del versamento, il numero e la data delle fatture e l’importo complessivo.
Infine, per eventuali controlli il contribuente farà bene a conservare la documentazione, raccogliendo tutte le ricevute dei pagamenti compiuti, le fatture dei lavori eseguiti e ogni altro elemento utile a giustificare l’assegnazione del bonus sicurezza.