Settembre interrompe la corsa delle Borse europee. Nonostante il tentativo di recupero registrato nell’ultima seduta del mese, i principali listini del continente si avviano a chiudere in negativo dopo sei mesi consecutivi di rialzi. A pesare sono soprattutto rendimenti obbligazionari, petrolio e timori sull’inflazione.
Borse europee verso un settembre negativo
Lo STOXX Europe 600, indice che raccoglie alcune delle principali società quotate del continente, si avvia a terminare settembre con una perdita mensile di circa l’1,5%.
Si tratterebbe del primo mese negativo dopo una serie di sei rialzi mensili consecutivi, segnale di una maggiore cautela da parte degli investitori dopo la fase positiva registrata sui mercati europei.
Nell’ultima seduta di settembre le Borse hanno comunque provato a recuperare parte delle perdite. Il mercato resta però condizionato da uno scenario macroeconomico diventato più complesso nelle ultime settimane.
Uno dei principali elementi di pressione è rappresentato dall’aumento dei rendimenti obbligazionari. Quando i titoli di Stato offrono rendimenti più elevati, infatti, una parte degli investitori può essere incentivata a ridurre l’esposizione verso le azioni e a spostarsi su strumenti considerati meno rischiosi.
Petrolio e inflazione preoccupano i mercati
A complicare il quadro contribuisce anche il forte aumento del prezzo del petrolio. Le quotazioni del greggio sono tornate sopra quota 100 dollari al barile, alimentando nuove preoccupazioni sull’andamento dell’inflazione.
L’aumento dei costi energetici può avere conseguenze dirette sulle imprese europee, soprattutto nei settori caratterizzati da consumi energetici elevati. Allo stesso tempo, benzina, trasporti ed energia più costosi possono incidere sui bilanci delle famiglie e ridurre le risorse disponibili per altri consumi.
Il rischio per i mercati è che una nuova accelerazione dell’inflazione costringa le banche centrali a mantenere i tassi d’interesse elevati più a lungo del previsto.
Questo scenario potrebbe rendere più costoso l’accesso al credito per famiglie e aziende e, allo stesso tempo, frenare investimenti e crescita economica.
Cosa osservare sui mercati nelle prossime settimane
Gli investitori guardano ora soprattutto alle prossime indicazioni provenienti dalla Banca Centrale Europea e dalla Federal Reserve.
L’andamento dell’inflazione sarà determinante per capire quale direzione potranno prendere i tassi d’interesse nei prossimi mesi. Particolare attenzione sarà riservata anche ai prezzi dell’energia e ai rendimenti dei titoli di Stato, diventati due fattori centrali per l’andamento dei mercati.
Il bilancio negativo di settembre non cancella comunque i guadagni accumulati dalle Borse europee nei mesi precedenti. La fine della serie di sei rialzi consecutivi mostra però come il sentiment degli investitori sia diventato più prudente.
Per capire se si tratta soltanto di una pausa dopo diversi mesi positivi oppure dell’inizio di una fase più difficile sarà necessario osservare l’evoluzione dello scenario macroeconomico nelle prossime settimane.