Carige, maxisequestro della Finanza Nel mirino fidi per un miliardo ai soci

Falso in bilancio e appropriazione indebita: queste le ipotesi di reato sul fascicolo per ora contro ignoti aperto dalla Procura di Genova sui fidi facili concessi da Banca Carige. Ieri la Guardia di Finanza su ordine dei pm Nicola Piacente e Silvio Franz ha perquisito la sede della banca e acquisito tutta la documentazione relativa a trentadue destinatari di fidi, in pratica si tratta delle posizioni anomale che gli ispettori di Bankitalia avevano evidenziato nella loro relazione di fine agosto.
Il falso in bilancio si configurerebbe se non avendo fatto emergere — come rilevano gli ispettori di via Nazionale — le situazioni di sofferenza diventate incaglio i bilanci e le informazioni date agli azionisti non risultassero veritieri. Delicata l’ipotesi di reato di appropriazione indebita perché contempla anche l’aver favorito nella concessione di fidi (che non avrebbero avuto le garanzie richieste dai protocolli) soci pattisti. Anche questa pista è stata indicata alla Procura dalla relazione di via Nazionale che critica «l’eccessivo sostegno assicurato a un ristretto novero di posizioni, spesso riconducibili a soci pattisti ai quali sono stati accordati fidi per quasi un miliardo di euro». Ad essere chiamato a rispondere di appropriazione indebita potrebbe essere colui che materialmente firmò le pratiche.
Le osservazioni di Bankitalia si vestono ora di una rilevanza penale che le indagini dei pm dovranno dimostrare: la Guardia di Finanza ha acquisito una quantità considerevole di documenti, tutto l’iter delle pratiche dalla domanda di fido a oggi. Nell’elenco delle trentadue posizioni spiccano quelle di Enrico Preziosi (sia per la Fingiochi che per la squadra del Genoa), la Coopsette, Acquamare di Francesco Caltagirone Bellavista (costruzione del porto di Imperia), Marina Genova Aeroporto, la società Cagliari Elmas, Interporto Vado, GF Group shipping della famiglia Orsero (Raffaella Orsero si è dimessa da vicepresidente di Carisa poche settimane fa), il gruppo Scerni, Andora Mare, Duferco, Higt Tech Genova (riconducibile al progetto del polo tecnologico di Erzelli), gli armatori Messina, l’immobiliare Selfim e Tiziana Traversa, Minimed. Proprio Preziosi e GF Group sono citati da Bankitalia come esempi di «trattamenti di favore in termini di istruttoria, gestione, pricing e classificazione». Gli ispettori rilevano che gli affidamenti «furono sottratti alle competenze consiliari e al parere degli amministratori indipendenti».
Ieri intanto l’assemblea di Carige assicurazioni ha approvato l’avvio dell’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori Ferdinando Menconi e Diego Fumagalli e ha approvato la nomina a ceo di Roberto Laganà.

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