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	<title>Rubriche sono degli spazi fissi accordati ad opinionisti</title>
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	<description>Notizie Myposte bper home banking trn bonifico carta di credito findomestic carta aura www.bper.it banca mps app unicredit non funziona</description>
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	<title>Rubriche sono degli spazi fissi accordati ad opinionisti</title>
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		<title>Esiti mobilità docenti 2026: 59.000 trasferimenti, 47.000 cattedre vacanti nella scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo I.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 09:32:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/esiti-mobilita-docenti-202-trasferimenti-cattedre-vacanti-scuola/"><img title="scuola-2025-assunzioni-docenti-supplenti.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/09/scuola-2025-assunzioni-docenti-supplenti-300x171.jpg" alt="Esiti mobilità docenti 2026: 59.000 trasferimenti, 47.000 cattedre vacanti nella scuola" width="300" height="171" /></a>
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	Con la pubblicazione degli esiti della mobilità dei docenti 2026, arriva la quantificazione dei posti liberi nella scuola per le assunzioni 2026]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/esiti-mobilita-docenti-202-trasferimenti-cattedre-vacanti-scuola/"><img title="scuola-2025-assunzioni-docenti-supplenti.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/09/scuola-2025-assunzioni-docenti-supplenti-300x171.jpg" alt="Esiti mobilità docenti 2026: 59.000 trasferimenti, 47.000 cattedre vacanti nella scuola" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Il ministero dell&#8217;Istruzione e del Merito ha comunicato i dati ufficiali sulla <strong>mobilità nella scuola per il 2026</strong> utili a definire il quadro organizzativo degli organici dei docenti per l&#8217;anno scolastico 2026/2027. I <strong>trasferimenti dei docenti</strong> autorizzati ammontano a oltre 59.000, un dato che riorganizza l&#8217;assetto territoriale del personale in servizio. Al termine di queste operazioni, l&#8217;elaborazione dei numeri ufficiali permette di calcolare con precisione le cattedre rimaste prive di titolare. Le disponibilità complessive, essenziali per pianificare gli inserimenti di insegnanti, si attestano a poco meno di <strong>47.000 posti vacanti</strong> su scala nazionale, distribuiti tra le varie discipline comuni e le attività di sostegno didattico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando saranno pubblicati gli esiti della mobilità 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 29 maggio scorso ha avuto luogo la <strong>pubblicazione dei trasferimenti dei docenti per il 2026</strong> da parte del dicastero dell&#8217;istruzione. I dati diffusi rendono operativo il piano strutturale per il prossimo settembre. I numeri confermano 59.536 movimenti complessivi su tutto il territorio nazionale. La gran parte di questi, precisamente 44.774 trasferimenti, deriva da istanze specifiche del singolo insegnante, mentre gli spostamenti interprovinciali superano la soglia dei 10.900. Il quadro generale evidenzia una lieve flessione rispetto ai dodici mesi precedenti, in cui i passaggi accettati avevano toccato le 72.000 unità. Inoltre, le procedure amministrative proseguono con l&#8217;attesa per l&#8217;inizio di giugno dei dati relativi al personale educativo e al personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dove vedere i trasferimenti docenti 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La visione del <strong>bollettino dei trasferimenti dei docenti per il 2026</strong> può avvenire accedendo alla piattaforma telematica del ministero dell&#8217;Istruzione. Infatti, gli <strong>esiti della mobilità dei docenti del 2026</strong> vengono caricati nell&#8217;area riservata del portale online e notificati all&#8217;indirizzo di posta elettronica in dotazione al dipendente. La verifica degli elenchi permette agli insegnanti di accertare la nuova sede di servizio o l&#8217;avvenuto passaggio di ruolo. Analizzando i flussi per grado di istruzione, la <strong>scuola secondaria di secondo grado</strong> registra la maggiore incidenza, con 22.676 variazioni confermate. Segue la primaria con 16.363 accettazioni, la secondaria di primo grado con 13.597 e, infine, la scuola dell&#8217;infanzia con 6.918 spostamenti autorizzati dagli uffici competenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mobilità docenti 2026, quanti posti sono disponibili?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati delle assegnazioni generano un impatto diretto sulla determinazione degli organici di diritto. Sulla base degli spostamenti territoriali, le <strong>cattedre rimaste scoperte</strong> per l&#8217;anno 2026/2027 risultano esattamente 46.826, calcolate al netto di eventuali esuberi. Questo calcolo segmenta le disponibilità tra posti per discipline comuni e posti per il sostegno, fornendo una base matematica rigorosa per il reclutamento. I numeri risultano cruciali per strutturare le imminenti <strong>novità sulle assunzioni nella scuola</strong>, delineando i margini quantitativi per l&#8217;immissione in ruolo dei candidati presenti nelle graduatorie a esaurimento e negli elenchi di merito, inclusi i bacini regionali formati a seguito dei <strong>concorsi</strong> banditi a partire dal 2020.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mobilità 2026: distribuzione territoriale delle cattedre vacanti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La mappa delle cattedre vacanti risulta frammentata e disomogenea tra i diversi cicli scolastici. I quasi 47.000 posti si distribuiscono concentrandosi in larga parte tra la <strong>scuola primaria e gli istituti superiori</strong>. La quantificazione dei posti liberi necessita dell&#8217;autorizzazione formale del ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, passaggio normativo obbligato per convertire le cattedre vacanti in contratti a tempo indeterminato. Il confronto con l&#8217;anno passato mostra un decremento nel numero dei posti disponibili: infatti, a fronte di <strong>52.000 cattedre scoperte</strong>, nel 2025 vennero autorizzate poco più di 48.000 immissioni in ruolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mobilità docenti 2026 esiti: prospettive per le immissioni in ruolo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Completata l&#8217;analisi delle cifre, gli <strong>uffici scolastici territoriali</strong> devono organizzare le successive fasi di immissione in ruolo. I candidati inseriti nelle liste provinciali e regionali attendono le direttive operative per la selezione telematica della provincia e della sede fisica di servizio. Le procedure avvengono interamente attraverso i sistemi digitali. Pertanto, il totale censito rappresenta una capienza massima, dalla quale andranno sottratti gli ordinari aggiustamenti tecnici in corso d&#8217;opera. La tabella seguente illustra il prospetto analitico delle cattedre vacanti per l&#8217;anno scolastico 2026/2027, classificate per grado di istruzione e tipologia di posto. I dati presentano il totale delle disponibilità accertate a seguito dei movimenti territoriali e integrano una proiezione tecnica relativa all&#8217;assorbimento di tali numeri: le ultime due colonne quantificano la ripartizione stimata per le immissioni in ruolo, divise per norma a metà tra le Graduatorie a Esaurimento (GaE) e le graduatorie di merito dei concorsi. La lettura incrociata dei valori consente di valutare l&#8217;impatto di ciascun ciclo di studi sul totale nazionale, fornendo inoltre le indicazioni temporali per l&#8217;imminente integrazione dei dati riguardanti il personale educativo e amministrativo.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Grado di Istruzione</strong></td><td><strong>Posti Comuni</strong></td><td><strong>Posti di Sostegno</strong></td><td><strong>Totale Disponibilità 2026/2027</strong></td><td><strong>Stima Quota Assunzioni GaE (50%)</strong></td><td><strong>Stima Quota Assunzioni Concorsi (50%)</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td>Scuola dell&#8217;Infanzia</td><td>3.454</td><td>786</td><td><strong>4.240</strong></td><td>2.120</td><td>2.120</td></tr><tr><td>Scuola Primaria</td><td>10.584</td><td>8.215</td><td><strong>18.799</strong></td><td>9.400</td><td>9.399</td></tr><tr><td>Secondaria di I Grado</td><td>6.330</td><td>1.404</td><td><strong>7.734</strong></td><td>3.867</td><td>3.867</td></tr><tr><td>Secondaria di II Grado</td><td>14.997</td><td>1.056</td><td><strong>16.053</strong></td><td>8.026</td><td>8.027</td></tr><tr><td>Personale Educativo</td><td><em>Dati in aggiornamento</em></td><td><em>Dati in aggiornamento</em></td><td><em>In attesa (esiti dal 4 giugno)</em></td><td><em>N/A</em></td><td><em>N/A</em></td></tr><tr><td>Personale ATA</td><td><em>Dati in aggiornamento</em></td><td><em>Dati in aggiornamento</em></td><td><em>In attesa (esiti dal 12 giugno)</em></td><td><em>N/A</em></td><td><em>N/A</em></td></tr><tr><td><strong>Totale Nazionale Docenti</strong></td><td><strong>35.365</strong></td><td><strong>11.461</strong></td><td><strong>46.826</strong></td><td><strong>23.413</strong></td><td><strong>23.413</strong></td></tr></tbody></table></figure>]]></content:encoded>
					
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		<title>Now TV  è una delle piattaforme di streaming online di Sky più utilizzate in Italia</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/now-tv-e-una-delle-piattaforme-di-streaming-online-di-sky-piu-utilizzate-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 08:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/now-tv-e-una-delle-piattaforme-di-streaming-online-di-sky-piu-utilizzate-in-italia/"><img title="now" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/10/now_880x495-300x169.avif" alt="now" width="300" height="169" /></a>
	</div>
	Come accade con tutti i servizi digitali, anche con Now possono capitare problemi tecnici che compromettono la visione. ]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/now-tv-e-una-delle-piattaforme-di-streaming-online-di-sky-piu-utilizzate-in-italia/"><img title="now" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/10/now_880x495-300x169.avif" alt="now" width="300" height="169" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Come accade con tutti i servizi digitali, anche con Now possono capitare <strong>problemi tecnici</strong> che compromettono la visione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Errori di riproduzione, blocchi improvvisi, difficoltà di accesso o rallentamenti della connessione sono tra gli inconvenienti più frequenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo i principali problemi che si possono incontrare su NowTV e le relative soluzioni, così da poter tornare a godere dei contenuti senza interruzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="requisiti-minimi-per-usare-nowtv">Requisiti minimi per usare NowTV</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di cercare soluzioni specifiche, è importante assicurarsi che il proprio dispositivo e la propria <strong>tariffa internet casa</strong> rispettino i <strong>requisiti tecnici minimi</strong> richiesti dalla piattaforma.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Connessione Internet</strong>: almeno 2.5 Mbps per contenuti in SD, 3.5 Mbps per contenuti in HD, 10 Mbps per contenuti in Super HD a 1080p e 50 FPS.</li>



<li><strong>Sistema operativo</strong>: Windows 7 o successivi, macOS 11 o successivi.</li>



<li><strong>Browser supportati</strong>: Chrome, Firefox, Edge, Safari (versioni aggiornate).</li>



<li><strong>Dispositivi mobili</strong>: Android da 5 in poi, iOS/iPadOS da 13.</li>



<li><strong>Dispositivi da salotto</strong>: Smart TV compatibili (Samsung dal 2015, LG WebOS, Google TV da Android 8), console di gioco, Chromecast, Apple TV, Fire Stick, NOW Smart Stick e NOW Box.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se uno di questi requisiti non viene rispettato, la piattaforma potrebbe non funzionare correttamente, indipendentemente dalla stabilità della connessione.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="problemi-di-riproduzione-dei-video">Problemi di riproduzione dei video</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei problemi più frequenti su NowTV riguarda l’<strong>impossibilità di avviare o continuare la visione di un contenuto</strong>. Le cause possono essere diverse: browser non aggiornato, cache troppo piena, errori momentanei della piattaforma o account che non si sincronizza correttamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per risolvere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aggiorna il browser alla versione più recente;</li>



<li>chiudi e riapri il browser;</li>



<li>fai <strong>logout e login</strong> dal tuo account;</li>



<li>cancella la cache e i cookie;</li>



<li>se il problema persiste, prova un altro browser o un altro dispositivo.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="rallentamenti-e-blocchi-durante-lo-streaming">Rallentamenti e blocchi durante lo streaming</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molti utenti lamentano&nbsp;<strong>rallentamenti, buffering continuo o immagini di bassa qualità</strong>. In questi casi, la causa principale è quasi sempre la connessione internet. Ecco cosa verificare.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Controlla la <strong>velocità reale</strong> della connessione con uno <strong>speed test</strong>.</li>



<li>Se i valori sono inferiori a quelli minimi richiesti, prova a ottimizzare la rete domestica: cambia il canale Wi-Fi, utilizza un ripetitore di segnale, aggiorna le impostazioni del router.</li>



<li>Se non ottieni miglioramenti, <strong>contatta il tuo</strong> <strong>provider Internet</strong> per verificare eventuali problemi di linea.</li>



<li>Se la connessione è corretta, il malfunzionamento può dipendere da un problema momentaneo dei server di NowTV: in questo caso basta riprovare dopo qualche minuto o cambiare contenuto.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="problemi-di-accesso-da-nuovi-dispositivi">Problemi di accesso da nuovi dispositivi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">NowTV consente di associare&nbsp;<strong>fino a 6 dispositivi per account</strong>. Se provi ad accedere da un nuovo device e ricevi l’avviso “Numero massimo di dispositivi associabili al tuo account”, significa che hai raggiunto il limite. La soluzione è semplice.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Accedi a NowTV da un dispositivo già autorizzato.</li>



<li>Vai su <strong>My Account > Gestisci dispositivi > I miei dispositivi</strong>.</li>



<li>Rimuovi quello che non utilizzi più.</li>



<li>Ricorda che è possibile rimuovere <strong>un solo dispositivo al mese</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="errori-su-smartphone-e-tablet">Errori su smartphone e tablet</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra difficoltà comune riguarda la&nbsp;<strong>riproduzione da app mobile</strong>. Se compare un messaggio di errore, potrebbe trattarsi di un dispositivo con&nbsp;<strong>root (Android)</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>jailbreak (iOS/iPadOS)</strong>. Queste modifiche compromettono la sicurezza e violano le regole di protezione dei contenuti, perciò l’app NowTV blocca automaticamente la riproduzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’unica soluzione è utilizzare uno smartphone o un tablet&nbsp;<strong>non sbloccato</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="problemi-con-i-contenuti-in-hd">Problemi con i contenuti in HD</h2>



<p class="wp-block-paragraph">NowTV supporta la riproduzione fino a&nbsp;<strong>1080p in alta definizione</strong>, ma non tutti i dispositivi riescono a sfruttarla al meglio. Se la qualità risulta inferiore alle aspettative:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>controlla che il dispositivo sia tra quelli compatibili (NOW Stick, NOW Box, console, Smart TV Samsung e LG, Apple TV, Chromecast);</li>



<li>su NOW Smart Stick e NOW Box, vai su <strong>Impostazioni > Risoluzione schermo</strong> e seleziona <strong>1080p;</strong></li>



<li>assicurati che la connessione Internet abbia almeno 10 Mbps stabili.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading" id="rinnovo-automatico-dellabbonamento-indesiderato">Rinnovo automatico dell’abbonamento indesiderato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Può capitare di dimenticare di disattivare un ticket e ritrovarsi con il&nbsp;<strong>rinnovo automatico attivo</strong>. Per evitare addebiti non desiderati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>accedi a <strong>My Account > La mia offerta;</strong></li>



<li>clicca su <strong>Modifica</strong> accanto al ticket che non vuoi rinnovare;</li>



<li>seleziona il motivo della disattivazione e conferma.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La disattivazione è&nbsp;<strong>senza costi</strong>&nbsp;e ti consente di continuare a guardare i contenuti fino alla scadenza naturale del mese già pagato.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="come-contattare-lassistenza-nowtv">Come contattare l’assistenza NowTV</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se nessuna delle soluzioni sopra funziona, puoi sempre rivolgerti al&nbsp;<strong>servizio clienti NowTV</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Chat online</strong>: disponibile ogni giorno dalle 10:00 alle 22:30, direttamente dal sito ufficiale nella sezione Assistenza.</li>



<li><strong>Email</strong>: attraverso l’apposito form, descrivendo il problema in dettaglio. Un operatore risponderà nel più breve tempo possibile.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Quando uno scherzo diventa moneta: la nascita (e l&#8217;ascesa) dei meme coin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 07:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/quando-uno-scherzo-diventa-moneta-la-nascita-e-lascesa-dei-meme-coin/"><img title="dc68f910-2f39-4a44-9baf-64bb9a2b79b3" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/07/dc68f910-2f39-4a44-9baf-64bb9a2b79b3-300x200.jpeg" alt="Quando uno scherzo diventa moneta: la nascita (e l&#039;ascesa) dei meme coin" width="300" height="200" /></a>
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	Dalla faccia di un cane giapponese alla conquista di Wall Street: ecco come i token-parodia hanno fatto breccia nell&#8217;ecosistema cripto e&#8230;]]></description>
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	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/quando-uno-scherzo-diventa-moneta-la-nascita-e-lascesa-dei-meme-coin/"><img title="dc68f910-2f39-4a44-9baf-64bb9a2b79b3" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/07/dc68f910-2f39-4a44-9baf-64bb9a2b79b3-300x200.jpeg" alt="Quando uno scherzo diventa moneta: la nascita (e l&#039;ascesa) dei meme coin" width="300" height="200" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalla faccia di un cane giapponese alla conquista di Wall Street: ecco come i token-parodia hanno fatto breccia nell&#8217;ecosistema cripto e perché, dodici anni dopo, continuano a far parlare di sé.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Era il 2013 quando due sviluppatori si scambiarono qualche tweet ironico. L&#8217;argomento era un possibile Bitcoin un po&#8217; alternativo, con la faccia di un cane. In poco tempo, quell&#8217;idea si trasformò in Dogecoin e divenne il contenitori di un&#8217;intera categoria di criptovalute, note come meme coin. Oggi, con il termine Dogecoin intendiamo migliaia di token che, messi tutti insieme, valgono circa&nbsp;<a href="https://www.barrons.com/articles/with-a-78-billion-market-cap-dogecoin-needs-to-be-taken-a-little-more-seriously-51620432379"><strong>81 miliardi di dollari</strong></a><strong>,</strong>&nbsp;poco più del 2% del mercato cripto totale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I meme coin non sono nati per salvare il mondo, ma per riderci su. La sorpresa? Quel ridere collettivo si è trasformato in un motore economico che continua a portare nuovi utenti verso la blockchain, a volte con delle storie di successo clamorose, altre con delle lezioni altrettanto rumorose. Se vuoi capire da dove arriva questo trend, e perché non accenna a passare, partiamo dal principio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cane che ha dato il via a tutto: Dogecoin</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La scintilla è stata&nbsp;<strong>Dogecoin</strong>, creato da Billy Markus e Jackson Palmer il 6 dicembre 2013 come presa in giro della speculazione sui Bitcoin. Logo? Il cane Shiba Inu del celebre meme &#8220;doge&#8221;, completo di Comic Sans.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che nessuno si aspettava era la rapidità con cui la community si sarebbe affezionata: raccolte fondi per beneficenza, sponsorizzazioni NASCAR, tweet virali di Elon Musk. Dodici anni dopo, Dogecoin resta il padrino dei meme coin con una&nbsp;<strong>capitalizzazione sopra i 35 miliardi di dollari</strong>. Non male per uno scherzo, vero?</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;era dei cloni: Shiba Inu e la forza dei social</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sette anni più tardi è il turno di&nbsp;<strong>Shiba Inu (SHIB)</strong>, lanciato anonimamente nell&#8217;agosto 2020. La ricetta è simile, altro cane, stessa ironia, ma l&#8217;ambizione va oltre. Un ecosistema DeFi, NFT, persino l&#8217;avvio di una propria layer 2, Shibarium. Qui il meme incontra Telegram, TikTok e Reddit in pieno bull‑run 2021 e crea un effetto volano. Inizia a diffondersi l&#8217;idea che chiunque possa trasformare un tweet in un token da miliardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è una seconda ondata di coin ispirati a Doge: Baby Doge, Floki Inu, Kabosu e via dicendo. Se Dogecoin ha dimostrato che l&#8217;umorismo può diventare moneta, Shiba Inu ha dimostrato che l&#8217;umorismo organizzato può diventare un&#8217;azienda decentralizzata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal ranocchio a Trump: l&#8217;esplosione nel biennio 2023‑2025</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;anno di svolta è il 2023 con&nbsp;<strong>Pepe (PEPE)</strong>, un token dedicato al celebre meme della rana. Lanciato il 15 aprile senza un team ufficiale e senza una roadmap, ha superato 5 miliardi di capitalizzazione in meno di un mese. Da lì in poi nascono decine di nuovi meme coin ogni settimana, molti su Solana grazie ai costi di transazione irrisori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo trend ha raggiunto un picco all&#8217;inizio del 2025 con l&#8217;uscita di&nbsp;<strong>Official&nbsp;TRUMP.</strong>&nbsp;In pochi giorni attira migliaia di piccoli investitori,&nbsp;<strong>la maggior parte dei wallet conteneva in media 100 dollari</strong>&nbsp;di token, segno che l&#8217;appeal è più pop che istituzionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se sei tra quelli che monitorano ogni nuovo&nbsp;<a href="https://www.finaria.it/criptovalute/migliori-meme-coin/">meme coin in uscita</a>, sai già che l&#8217;asticella dell&#8217;assurdo si alza di settimana in settimana: pinguini, scoiattoli, politici, persino il gas della rete Ethereum diventano degli spunti per lanciare l&#8217;ennesima moneta‑meme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché continuano a nascere e cosa ci insegnano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è una spiegazione semplice: il meme è un veicolo narrativo potentissimo. I meme coin hanno catturato&nbsp;<strong>il 27,1% dell&#8217;interesse globale degli investitori cripto</strong>, secondi solo al filone AI. Interesse non vuol dire per forza investimento massiccio, ma riflette le ricerche online, i volumi social e la voglia di partecipare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco i motivi principali per cui i meme coin continuano a spuntare come funghi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sono a basso costo:</strong> Si possono comprare miliardi di token per pochi euro.</li>



<li><strong>Community‑first:</strong> Qui il marketing è la community stessa. Se il meme diverte, il prezzo si muove.</li>



<li><strong>On‑chain culture:</strong> Creare pool su piattaforme come Solana o Base è diventato facilissimo.</li>



<li><strong>Speculazione veloce:</strong> Liquidità in arrivo e in uscita in pochi click, perfetto per chi cerca delle emozioni rapide.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri dimostrano che il fenomeno rimane una nicchia rispetto ai colossi BTC ed ETH. Con l&#8217;82% dei meme coin sotto i 100 milioni di market cap, la maggior parte resta confinata a dei gruppi social ristretti e a una volatilità estrema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I meme coin sono nati quasi per caso, ma hanno finito per inventare un modo nuovo, e leggero, di stare nella finanza decentralizzata. Dogecoin ha rotto il ghiaccio, Shiba Inu ha organizzato le truppe. Oggi, con una capitalizzazione di 81 miliardi di dollari e centinaia di nuovi lanci promossi ogni mese, la domanda non è più &#8220;perché sono nati?&#8221;, ma &#8220;quale sarà il prossimo a farci ridere… e magari guadagnare?&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il mito del meme coin ti incuriosisce, ricorda che, in fondo, si parte sempre da un sorriso. Il bello è che, nel mondo cripto, quel sorriso potrebbe valere più di quanto immagini.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Bonus sicurezza 2025, come funziona, destinatari e vincoli: la guida rapida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio G.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 11:15:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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	Chi vive nei grandi centri urbani, ma anche chi ama la tranquillità di un paese di campagna o di un&#8230;]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/bonus-sicurezza-2025-come-funziona-destinatari-e-vincoli-la-guida-rapida/"><img title="salotto di abitazione con finestra.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/05/salotto-di-abitazione-con-finestra.jpeg.jpg" alt="Bonus sicurezza 2025, come funziona, destinatari e vincoli: la guida rapida" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Chi vive nei grandi centri urbani, ma anche chi ama la tranquillità di un paese di campagna o di un piccolo comune di provincia, potrebbe essere preoccupato dei rischi di intrusioni nell&#8217;abitazione. I ladri d&#8217;appartamento, d&#8217;altronde, spesso sono citati nelle notizie di cronaca dei quotidiani nazionali e locali, a riprova di quanto siano diffusi in Italia i reati di furto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbene, forse non tutti sanno che esiste una specifica agevolazione, il <strong>bonus Sicurezza</strong>, strumento che consente di avvalersi di una detrazione fiscale per mettere al sicuro la casa. Vediamo insieme gli interventi inclusi nell&#8217;iniziativa e cosa sapere per giovarsi dell&#8217;installazione &#8220;agevolata&#8221; di un impianto di videosorveglianza a protezione del proprio immobile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bonus sicurezza 2025, lo sconto fiscale previsto dalla legge </h2>



<p class="wp-block-paragraph">In linea generale, il <strong>sistema di videosorveglianza </strong>è un complesso impianto composto da telecamere fisse o mobili (anche con visione notturna), registratori digitali, salvataggio su cloud, sensori di movimento, app o software per la visualizzazione da cellulare o pc. Tale sistema è molto utile al fine di aumentare la sicurezza e prevenire furti, intrusioni o atti vandalici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulle relative spese d&#8217;acquisto documentate e tracciate (bonifico parlante) è oggi possibile far valere una <strong>detrazione fiscale</strong>, ossia uno <strong>sconto Irpef pari al 36%</strong> . Tali agevolazioni dipendono strettamente dal tipo di intervento e dalla finalità del sistema e si applicano a un tetto massimo di spesa pari a <strong>48mila euro per ogni unità immobiliare</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In sostanza ciò vuol dire che se ad es. un privato paga 5.000 mila euro per comprare un sistema anti-intrusione, potrà recuperare un totale di 1.800 euro in dieci anni con quote di 180 euro ogni dodici mesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Beneficiari e assenza di vincoli</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il bonus appare particolarmente vantaggioso anche perché non distingue tra ceti sociali e tra categorie di coloro che vivono nell&#8217;immobile. Tra gli altri, possono infatti accedere alla <strong>detrazione fiscale </strong>proprietari, inquilini, comodatari e titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), ossia una vasta gamma di  contribuenti obbligati al versamento delle imposte sui redditi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al bonus, che è possibile far valere acquistando lo strumento antifurto entro il 31 dicembre prossimo, non si applica alcun limite di <strong>reddito</strong>. Inoltre la detrazione Irpef in oggetto non è legata a interventi di ristrutturazione o riqualificazione edilizia, come lo è invece il bonus mobili, ma è una agevolazione a se stante. Di conseguenza, non occorre sostenere spese preliminari per il restyling dell&#8217;immobile, per poterla sfruttare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli interventi per la sicurezza agevolati e come ottenere la detrazione Irpef</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quali sono le singole <strong>attività per la messa in sicurezza</strong>, coperte dall&#8217;applicazione della detrazione fiscale? L&#8217;elenco, come intuibile, è assai articolato e comprende ad es. l&#8217;installazione di vetri antisfondamento, l&#8217;installazione o la sostituzione di porte blindate e saracinesche, l&#8217;acquisto di lucchetti, catenacci, grate, spioncini, fotocamere e videocamere, la sostituzione di cancellate, serrature e recinzioni murarie. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come accennato, per ottenere il <strong>bonus Sicurezza 2025</strong> è obbligatorio effettuare il pagamento delle spese per l&#8217;impianto con <strong>bonifico parlante</strong>. Quest&#8217;ultimo è un documento che include tutti i dati atti a provare che la spesa è legata proprio all&#8217;impianto anti-ladro. Attenzione però, al fine di accedere al beneficio il soggetto chi esegue materialmente il pagamento, deve essere la stessa persona che ha richiesto i lavori di messa in sicurezza, al quale sono intestate le fatture di installazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>contribuenti </strong>interessati a far valere lo sgravio in oggetto dovranno compilare il <strong>modello 730</strong> oppure il <strong>modello Redditi PF </strong>(ex Unico) in autonomia, oppure affidandosi all&#8217;intermediazione di un professionista o del CAF. Nel modello di dichiarazione i dati che dovranno essere obbligatoriamente riportati sono il C.F. del beneficiario della detrazione, la partita IVA oppure il C.F. della ditta dell&#8217;installazione, la causale del versamento, il numero e la data delle fatture e l&#8217;importo complessivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, per eventuali controlli il contribuente farà bene a conservare la documentazione, raccogliendo tutte le ricevute dei pagamenti compiuti, le fatture dei lavori eseguiti e ogni altro elemento utile a giustificare l&#8217;assegnazione del bonus sicurezza.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Bonifiche con il contagocce, l&#8217;ultimo report svela i rischi economici per l&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio G.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 11:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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	C&#8217;è un altro pezzo di Italia che sta mancando di rispettare le promesse ai cittadini e gli obiettivi del PNRR.&#8230;]]></description>
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	<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un altro pezzo di Italia che sta mancando di rispettare le promesse ai cittadini e gli obiettivi del PNRR. Lo indica il report &#8220;Le bonifiche in stallo&#8221;, presentato dalle associazioni al termine della campagna &#8220;Ecogiustizia subito: in nome del popolo inquinato&#8221;. Acli, Agesci, Arci, Azione Cattolica, Legambiente e Libera, segnalano infatti &#8220;gravi ritardi negli iter amministrativi&#8221; e &#8220;una media bassissima di <strong>ettari bonificati</strong> all&#8217;anno&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>bonifiche </strong>consistono in un insieme di<strong> interventi tecnici, ambientali e infrastrutturali</strong> mirati a rendere un<strong> terreno utilizzabile, </strong>soprattutto per scopi agricoli, edilizi o ambientali. In pratica, serve a trasformare aree non coltivabili, degradate o pericolose in <strong>spazi sani, produttivi e sicuri</strong>. Ebbene su questo punto, l&#8217;Italia non è allineata all&#8217;agenda ambientale del PNRR, e i numeri e le percentuali offerte dal citato report lo dimostrano chiaramente. Vediamo allora più da vicino e proviamo a chiarire quali sono i rischi per il tessuto economico italiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri delle mancate bonifiche sul suolo italiano nell&#8217;ultimo report delle associazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Idraulica, agraria, bellica, ambientale o industriale: le bonifiche assumono varie forme e hanno tutte in comune l&#8217;obiettivo di rendere, in qualche modo, produttivo un terreno. Nel dettaglio, dei 148.598 ettari di aree a terra inquinate &#8211; compresi in ben 41 siti di interesse nazionale &#8211; esclusivamente il 6% (7.972 ettari) è stato oggetto di attività di <strong>bonifica </strong>e soltanto il 5% (6.188 ettari) ha il <strong>progetto di bonifica o di messa in sicurezza</strong> approvato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo. Ad essere in stallo sono anche le attività di <strong>caratterizzazione ambientale </strong>ossia quelle comprese in una fase preliminare e tecnica dell&#8217;intervento, in cui viene studiato e analizzato il terreno per capire che tipo di inquinanti sono presenti e quanto estesamente si sono diffusi nel suolo (e talvolta anche nelle acque sotterranee). L&#8217;attività in oggetto è &#8211; quindi &#8211; fondamentale per progettare un intervento di bonifica adeguato. Ebbene, il suolo finora caratterizzato non va oltre il 24% del totale da analizzare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il report offre percentuali impietose anche sotto altri aspetti. Si pensi alle <strong>falde</strong>: solo il 23% delle acque sotterranee ha il piano di caratterizzazione svolto, e pur si tratta di riserve sotterranee essenziali all&#8217;approvvigionamento idrico (potabile, agricolo o industriale). Solo il 7% ha il progetto di bonifica o di messa in sicurezza approvato e cala ancora &#8211; al 2% &#8211; la percentuale che vede il procedimento di bonifica terminato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se queste falde vengono contaminate da sostanze inquinanti presenti nel suolo (ad esempio idrocarburi, metalli pesanti, solventi, pesticidi), l&#8217;acqua può diventare impropria al consumo o all&#8217;uso agricolo, con gravi rischi per la salute. Quindi i rischi delle mancate attività sono più che evidenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Reati ambientali e rischi per il tessuto economico nazionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le associazioni esprimono preoccupazione anche per i <strong>reati di omessa bonifica</strong>. Tra il 2015 e il 2023, su 241 controlli, ne sono emersi 35. La media è quella di un reato ogni 6,8 controlli, con 50 denunce e 7 arresti. Il non invidiabile &#8220;podio&#8221; della classifica per regione vede al primo posto la Sicilia, in testa con 17 reati, seguita, a forte distanza, da Lazio e Lombardia, a quota 5 reati a testa. Al terzo posto la Calabria con 3 reati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;utilità o la necessità della bonifica non va affatto sottovalutata. Si tratta &#8211; infatti &#8211; di attività spesso necessarie prima di edificare edifici, avviare coltivazioni, riqualificare aree urbane o restituire ambienti naturali alla collettività. In mancanza di <strong>bonifica</strong>, può aversi il blocco di aree produttive e la mancata valorizzazione del territorio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si pensi  alle <strong>aree contaminate ex-industriali</strong> che restano inutilizzabili per decenni. Senza recupero, tali aree non possono essere riconvertite in zone industriali moderne, spazi verdi, abitazioni o infrastrutture e ciò provoca una tangibile perdita di valore immobiliare e, in un effetto a catena, lo stop a investimenti potenziali, soprattutto nel <strong>Mezzogiorno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo. Contenziosi legali, costi pubblici elevati (se il responsabile dell&#8217;inquinamento non viene individuato), rischi sanzioni europee per l&#8217;inerzia negli interventi, aumento della spesa sanitaria per l&#8217;inquinamento persistente (aria, suolo, falde) &#8211; con conseguente perdita di produttività per malattie e assenze dal lavoro &#8211; sono tutti fattori che si sommano ai <strong>danni economici </strong>diretti al settore agricolo e agroalimentare, legati a quei terreni che non possono essere coltivati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scenario ostacola la diffusione dell&#8217;economia circolare e della green economy e compromette l&#8217;immagine di qualità del <strong>Made in Italy</strong>, con effetti negativi su investimenti, esportazioni e turismo enogastronomico. Di mezzo c&#8217;è quella transizione ecologica, che per Bruxelles è criterio fondamentale d&#8217;accesso ai fondi europei. Infine le bonifiche a rilento contrastano direttamente con gli obiettivi del PNRR italiano, che &#8211; come è noto &#8211; punta anche a riqualificare il territorio e rilanciare l&#8217;economia sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Governo: in arrivo 629 milioni di euro per cittadini e imprese delle telecomunicazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio G.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 13:29:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/governo-in-arrivo-629-milioni-di-euro-per-cittadini-e-imprese-delle-telecomunicazioni/"><img title="antenna e cielo.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/04/antenna-e-cielo.jpeg.jpg" alt="Governo: in arrivo 629 milioni di euro per cittadini e imprese delle telecomunicazioni" width="300" height="171" /></a>
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	Il Governo ha deciso di varare un nuovo piano di interventi a supporto del settore delle telecomunicazioni, con un investimento&#8230;]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/governo-in-arrivo-629-milioni-di-euro-per-cittadini-e-imprese-delle-telecomunicazioni/"><img title="antenna e cielo.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/04/antenna-e-cielo.jpeg.jpg" alt="Governo: in arrivo 629 milioni di euro per cittadini e imprese delle telecomunicazioni" width="300" height="171" /></a>
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	<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Governo </strong>ha deciso di varare un nuovo piano di interventi a supporto del settore delle <strong>telecomunicazioni</strong>, con un investimento complessivo pari a 629 milioni di euro. Ecco perché il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, insieme alla ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha illustrato alle associazioni di categoria e ai sindacati le nuove misure che coinvolgeranno cittadini, imprese e infrastrutture digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo pacchetto di incentivi si inserisce in una strategia più ampia per potenziare la digitalizzazione, promuovere la ricerca e innovare le <strong>infrastrutture nel settore TLC</strong>, oggi quanto mai strategico per l&#8217;economia del paese. Vediamo più da vicino qual è la linea dell&#8217;Esecutivo in materia e quali sono le prime anticipazioni sui prossimi interventi infrastrutturali ed economici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bonus TLC per cittadini, PMI e grandi imprese: gli stanziamenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La digitalizzazione delle infrastrutture TLC è riconosciuta da tutti i principali programmi nazionali ed europei &#8211; si pensi ad es. al PNRR &#8211; come una delle leve strategiche per la crescita economica. Senza reti veloci, affidabili e moderne, è impossibile sostenere l&#8217;innovazione nei settori produttivi, amministrativi, educativi e sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ben si spiegano allora i <strong>contributi diretti a cittadini e imprese</strong>, con una parte rilevante delle risorse &#8211; di importo ben superiore al mezzo miliardo di euro &#8211; destinata direttamente agli operatori e agli utenti finali, tramite distinti canali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>201 milioni di euro</strong> destinati alle grandi imprese per sostenere progetti di ricerca e sviluppo nei settori delle telecomunicazioni, dei cavi sottomarini, delle tecnologie quantistiche e delle realtà aumentata e virtuale;</li>



<li><strong>150 milioni di euro</strong> saranno riservati alle PMI, che potranno usufruire di voucher coprendo il 50% degli investimenti in servizi cloud e sistemi di sicurezza informatica;</li>



<li><strong>140 milioni di euro</strong> saranno utilizzati per fornire ai cittadini voucher fino a 200 euro per l’attivazione della fibra ottica.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, <strong>54 milioni di euro</strong> saranno assegnati al comparto broadcasting per migliorare le infrastrutture e aggiornare le tecnologie esistenti. Da notare che il piano del Governo punta anche a potenziare le opportunità lavorative e di accrescimento professionale nel settore delle telecomunicazioni. Previste infatti misure per sollecitare la formazione professionale e attivare efficaci politiche del lavoro, mirate anche a riqualificare le competenze della forza lavoro in sinergia con il percorso di transizione digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ulteriori iniziative indirette per rinnovare le infrastrutture strategiche</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo appena visto la rete di incentivi diretti, ma l&#8217;intervento del <strong>Governo </strong>è di ampio respiro perché si sostanzierà anche in investimenti indiretti e orientati a sollecitare la digitalizzazione a livello locale e il rafforzamento delle infrastrutture strategiche. In particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>42,7 milioni di euro</strong> saranno destinati al miglioramento delle reti pubbliche di fibra ottica, con nuove installazioni e il rinnovo dei diritti d&#8217;uso delle reti private;</li>



<li><strong>35 milioni di euro</strong> sosterranno la digitalizzazione di 4.300 Comuni con popolazione al di sotto dei 50mila residenti;</li>



<li><strong>3 milioni di euro</strong> saranno investiti nella digitalizzazione del sistema NUE 112, il numero unico europeo per le emergenze, al fine di potenziare l&#8217;efficienza della risposta operativa;</li>



<li><strong>2 milioni di euro</strong> saranno erogati per potenziare il SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture), con specifica attenzione alla mappatura dei cavi sottomarini, data center e aree industriali;</li>



<li><strong>1,5 milioni di euro</strong> saranno impiegati per l&#8217;aggiornamento del Catasto nazionale degli impianti e il monitoraggio delle sorgenti radioelettriche.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Concludendo, innovare le <strong>infrastrutture TLC </strong>significa potenziare il backbone tecnologico dell&#8217;Italia, favorendo non soltanto la vita quotidiana di cittadini e imprese, ma anche lo sviluppo di settori strategici come la sanità digitale, l&#8217;industria 4.0, la cybersecurity, l&#8217;AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore delle telecomunicazioni è oggi un pilastro essenziale per l&#8217;economia moderna: basti pensare che la generalità dei servizi online, la PA digitale, l&#8217;e-commerce, il lavoro da remoto, l&#8217;automazione industriale, la gestione delle emergenze (come NUE 112) dipendono da infrastrutture TLC solide e al passo con i tempi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Concorso 350 funzionari Entrate, prova, stipendio e come candidarsi: la guida rapida</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio G.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2025 13:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/concorso-350-funzionari-entrate-prova-stipendio-e-come-candidarsi-la-guida-rapida/"><img title="donna-che-usa-calcolatrice.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/04/donna-che-usa-calcolatrice.jpeg.jpg" alt="Concorso 350 funzionari Entrate, prova, stipendio e come candidarsi: la guida rapida" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	Nuove opportunità di lavoro fisso nel settore pubblico grazie al concorso per 350 funzionari tributari, profilo giuridico-tributario, bandito dall&#8217;Agenzia delle&#8230;]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/concorso-350-funzionari-entrate-prova-stipendio-e-come-candidarsi-la-guida-rapida/"><img title="donna-che-usa-calcolatrice.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/04/donna-che-usa-calcolatrice.jpeg.jpg" alt="Concorso 350 funzionari Entrate, prova, stipendio e come candidarsi: la guida rapida" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Nuove opportunità di lavoro fisso nel settore pubblico grazie al <strong>concorso per 350 funzionari</strong> <strong>tributari</strong>, profilo giuridico-tributario, bandito dall&#8217;<strong>Agenzia delle Entrate</strong>. Sono previste riserve di posti per operatori del servizio civile universale, forze armate e categorie protette e i vincitori saranno assegnati alle attività collegate all&#8217;adempimento collaborativo e alla fiscalità internazionale nelle sedi centrali di Roma e Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per candidarsi c&#8217;è tempo fino al prossimo 22 maggio, usando l&#8217;apposito servizio messo a disposizione dal portale dei concorsi inPA e previa autenticazione con SPID, CIE, CNS o eIDAS. Ecco in sintesi le principali informazioni in materia, di sicuro interesse per coloro che ambiscono alla firma di un contratto stabile con l&#8217;Amministrazione finanziaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Titolo di studio richiesto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla cittadinanza italiana, all&#8217;idoneità fisica, al pieno godimento dei diritti civili e politici e alla posizione regolare nei confronti degli obblighi militari, i partecipanti dovranno possedere il diploma di laurea. In particolare il <strong>titolo di studio </strong>dovrà essere uno tra i seguenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>laurea in giurisprudenza, economia e commercio (vecchio ordinamento);</li>



<li>oppure laurea magistrale/specialistica in Giurisprudenza (22/S o LMG-01), Scienze dell’economia (64/S o LM-56), Scienze economico-aziendali (84/S o LM-77);</li>



<li>oppure titolo di studio conseguito all&#8217;estero o titolo estero conseguito in Italia, riconosciuto equipollente ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Una sola prova selettiva</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La procedura di selezione del <strong>concorso per 350 funzionari tributari</strong> ha una sola prova scritta, superabile con un punteggio minimo di 21/30 e articolata in tre distinte fasi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>domande a risposta multipla su diritto tributario e teoria dell’imposta, diritto civile e commerciale, diritto amministrativo, contabilità aziendale, elementi di diritto penale tributario;</li>



<li>domande in lingua inglese su casi pratici tributari;</li>



<li>verifica delle conoscenze dell&#8217;uso degli strumenti informatici.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In verità, la valutazione dei candidati da parte della commissione riguarderà anche le capacità di problem solving e di comunicazione, come pure l&#8217;abilità di gestione del lavoro in autonomia e in team. È infatti previsto un<strong> periodo di prova</strong> di un quadrimestre, in cui saranno valutate le capacità tecniche e organizzative del neoassunto dopo il concorso per 350 funzionari Entrate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto si guadagna</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stipendio mensile sarà pari a circa 1.600 euro netti, per un lordo annuo che si avvicina ai 28mila euro, inclusivo della tredicesima a fine anno. Sono comunque previste progressioni economiche in corso di carriera. Al candidato è però richiesta la volontà di restare nella sede di prima destinazione per almeno un quinquennio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricordiamo infine che il calendario della prova scritta sarà pubblicato il prossimo 23 giugno sul sito web ufficiale dell&#8217;Amministrazione finanziaria e sul Portale inPA. L&#8217;interessato alla selezione del <strong>concorso per 350 funzionari tributari </strong>dovrà disporre di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) personale e dovrà versare un contributo di partecipazione pari a 10 euro per candidarsi validamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Settimana corta, la Ragioneria dello Stato dice no alla proposta di legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio G.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 09:54:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/settimana-corta-ragioneria-stato-proposta-legge/"><img title="calendario-e-occhiali.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/04/calendario-e-occhiali.jpg" alt="Settimana corta, la Ragioneria dello Stato dice no alla proposta di legge" width="300" height="171" /></a>
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	Chi auspicava il via libera alla settimana corta in Italia, dovrà ricredersi. Non ci sono i soldi per finanziare un&#8230;]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/settimana-corta-ragioneria-stato-proposta-legge/"><img title="calendario-e-occhiali.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/04/calendario-e-occhiali.jpg" alt="Settimana corta, la Ragioneria dello Stato dice no alla proposta di legge" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Chi auspicava il via libera alla <strong>settimana corta</strong> in Italia, dovrà ricredersi. Non ci sono i soldi per finanziare un così significativo cambiamento dell&#8217;orario di lavoro, o almeno questo è l&#8217;autorevole parere della <strong>Ragioneria dello Stato</strong>, un organo tecnico avente il compito di verificare la compatibilità finanziaria delle iniziative legislative e amministrative delle istituzioni statali, con particolare riferimento al rispetto degli equilibri di finanza pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Recentemente avanzata dai partiti di opposizione, la<strong> proposta di legge </strong>in materia ha ricevuto &#8211; quindi &#8211; una ufficiale bocciatura. Per la <strong>Ragioneria di Stato</strong> l&#8217;iniziativa per la riduzione dell’orario di lavoro &#8211; conservando la stesso importo di stipendio &#8211; porterebbe a costi indefiniti per la Pubblica Amministrazione e a troppo pesanti sgravi ai privati. Insomma, un&#8217;agevolazione per i lavoratori dal pur lodevole fine, ma dai mezzi non sostenibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4 giorni di lavoro invece che 5, i contenuti della proposta e le potenzialità della nuova organizzazione del lavoro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra potenzialità dello smart working, nuove frontiere dell&#8217;AI e necessità di recupero di un miglior equilibrio tra lavoro e vita privata, il dibattito sulla settimana corta è aperto da tempo. La proposta finita sotto la lente della <strong>Ragioneria dello Stato</strong>, prevedeva l&#8217;introduzione di 4 giorni di lavoro invece che 5, senza &#8211; dicevamo &#8211; alcuna decurtazione in <strong>busta paga</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I partiti che avevano lanciato questa proposta miravano a potenziare la produttività e a migliorare il benessere dei lavoratori, dando loro più ore disponibili per stare con la famiglia, per il tempo libero o per il più semplice relax e recupero psico-fisico. L&#8217;idea di fondo era &#8211; quindi &#8211; quella di dare primario rilievo alla valutazione delle attività lavorative, intese come <em>performance </em>e obiettivi raggiunti, senza basarsi &#8211; solamente &#8211; sulle ore lavorative stabilite nel contratto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sostegno di questa nuova idea di lavoro ci sono vari studi. Si pensi ad es. a un rapporto dell&#8217;<em>Associazione 4 Day Week Global</em>, secondo il quale la <strong>settimana corta</strong> <strong>o di 4 giorni </strong>permetterebbe di incrementare la concentrazione e la motivazione sul lavoro, con un tangibile e conseguente aumento della produttività, maggior soddisfazione dei lavoratori e un minor rischio di <em>burnout</em>. Al contempo, la riduzione di ore servirebbe ad attirare nuovi talenti in ufficio, comportando un non irrilevante vantaggio competitivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre, recentemente, nel<strong> Regno Unito</strong> un’indagine dell&#8217;Università di Cambridge ha studiato l’impatto dell’introduzione della settimana corta, giungendo alla conclusione per cui circa il 71% dei lavoratori coinvolti nell&#8217;indagine ha dichiarato di avere livelli più bassi di <em>burnout </em>e il 39% ha dichiarato di essere meno stressato, rispetto all’inizio dello studio. Mentre i giorni di malattia sono calati di ben il 65% e le dimissioni dalle aziende coinvolte nello studio sono scese del 57%, in proporzione allo stesso periodo dell’anno anteriore. Insomma, i benefici del taglio di un giorno di lavoro sarebbero oggettivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per la Ragioneria dello Stato non ci sono le coperture finanziarie</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La bocciatura della Ragioneria dello Stato parrebbe è senza appello, o almeno la bocciatura dei contenuti della proposta avanzata da PD, M5S e AVS: l’attuazione di tale modello implicherebbe, infatti, un incremento notevole dei costi, correlati alla necessità di compensare le ore non lavorate con <strong>nuove assunzioni</strong> (ad es. in sanità, scuola, trasporti, servizi della PA) o l&#8217;applicazione di <strong>straordinari</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, se è vero che nel nostro paese alcune aziende e datori di lavoro, in particolare nel settore privato e tecnologico, hanno già varato la <strong>settimana corta</strong>, è altrettanto vero che &#8211; sul piano nazionale &#8211; il lancio strutturale appare una scelta al momento &#8220;avventurosa&#8221;, se non accompagnata da una organica, lungimirante e avveduta riforma del sistema produttivo e organizzativo. La settimana corta per tutti &#8211; spiega l&#8217;ufficio della Ragioneria &#8211; condurrebbe a un impatto economico e le cui conseguenze per il <strong>bilancio pubblico </strong>potrebbero essere assai negative: a più<strong> spesa pubblica </strong>non conseguirebbe &#8211; automaticamente &#8211; l&#8217;aumento di produttività o entrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E anche se il cambiamento fosse introdotto solo nel settore privato lo Stato potrebbe dover sostenere economicamente le imprese, almeno in una fase di transizione, con <strong>incentivi o sgravi fiscali</strong>. Un grande impegno che costerebbe non poco al paese, con la conseguenza per cui &#8211; spiega la Ragioneria &#8211; la settimana corta porterebbe a minori entrate per le casse pubbliche di oltre 8 miliardi annui, a fronte degli incentivi riconosciuti ai datori privati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, con l&#8217;introduzione della settimana corta non poche incognite si paleserebbero all&#8217;orizzonte, tanto da aver spinto alla bocciatura di una proposta pur sostenuta da buona parte del mondo del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Buco contributivo per 6,6 miliardi di euro: lo Stato è costretto a finanziare Inps</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio G.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 09:48:02 +0000</pubDate>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/contributi-previdenziali-finanziamento-stato-inps/"><img title="uomo-che-conta-soldi.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/04/uomo-che-conta-soldi.jpg" alt="Buco contributivo per 6,6 miliardi di euro: lo Stato è costretto a finanziare Inps" width="300" height="171" /></a>
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	Nuovi problemi sul fronte della tenuta finanziaria dei conti dell&#8216;Inps. Lo spiega l&#8217;istituto di previdenza tramite il suo Consiglio di&#8230;]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/contributi-previdenziali-finanziamento-stato-inps/"><img title="uomo-che-conta-soldi.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/04/uomo-che-conta-soldi.jpg" alt="Buco contributivo per 6,6 miliardi di euro: lo Stato è costretto a finanziare Inps" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Nuovi problemi sul fronte della tenuta finanziaria dei conti dell<strong>&#8216;Inps</strong>. Lo spiega l&#8217;istituto di previdenza tramite il suo <strong>Consiglio di Indirizzo e Vigilanza</strong>: un buco da <strong>6,6 miliardi di euro </strong>generato dai contributi non pagati dai datori di lavoro e che deve essere colmato non da &#8220;ravvedimenti&#8221; di questi ultimi ma da una iniziativa <em>ad hoc</em> dello Stato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio così: saranno le<strong> casse pubbliche</strong> a doversi far carico di questo vuoto dovuto al mancato versamento dei soldi necessari al funzionamento del sistema previdenziale, i cui conti pensionistici sono già significativamente gravati da vari fattori strutturali che complicano l’equilibrio tra entrate (contributi versati) e uscite (pensioni pagate). Si pensi ad es. al calo delle nascite,  all&#8217;invecchiamento della popolazione oppure al mercato del lavoro caratterizzato da fragilità, precarietà e da moltissimi casi di carriere discontinue e contributi bassi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ora per l&#8217;Inps l&#8217;allarme è anche sui contributi non versati dalle aziende. Vediamo più da vicino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">6,6 miliardi di euro di contributi non versati, la voragine da colmare a spese dello Stato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come è noto, l&#8217;Erario garantisce il buon funzionamento del<strong> sistema pensionistico</strong>, perché &#8211; attraverso il bilancio pubblico &#8211; le istituzioni intervengono per garantire l&#8217;erogazione dei <strong>trattamenti previdenziali</strong> a chi ha maturato il relativo diritto. E ciò vale con particolare riferimento alle situazioni in cui le entrate contributive dell’Inps non sono sufficienti a coprire tutte le uscite. In pratica, lo Stato interviene o può intervenire con<strong> fondi pubblici </strong>per coprire il disavanzo, tutte le volte in cui i contributi da lavoro non bastano, assicurando così la continuità dei pagamenti delle pensioni a milioni di cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbene, proprio questo è il punto: lo <strong>Stato </strong>dovrà trovare nei prossimi anni le risorse per coprire le ricadute sul sistema previdenziale dello <strong>stralcio dei crediti contributivi fino al 2015</strong>, dovuti all&#8217;Inps perché questi ultimi costituivano oggetto di un obbligo di pagamento gravante sulle <strong>aziende</strong>. Ma alcuni provvedimenti parlamentari, emessi tra il 2018 e il 2022, hanno &#8211; di fatto &#8211; cancellato le cartelle contributive e quindi i debiti previdenziali dei datori di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per colmare il buco generato dai mancati versamenti, lo Stato si farà carico di <strong>oneri aggiuntivi </strong>e sarà costretto ad attingere alla<strong> fiscalità generale</strong>, cioè userà le tasse pagate da tutti i cittadini (imposte, IVA, accise, ecc.) per finanziare il sistema pensionistico e fronteggiare questa emergenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Di fatto il paese sarà obbligato a questa linea d&#8217;azione perché per i dipendenti vige il <strong>principio di automaticità delle prestazioni</strong>, secondo cui questi contributi &#8211; anche se non versati dal datore di lavoro e poi stralciati o rottamati &#8211; sono comunque parte del montante contributivo e &#8211; quindi &#8211; sono inclusi e sono calcolati per stabilire l&#8217;importo della futura pensione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza Inps ha spiegato che i contributi in oggetto sono &#8220;<em>figurativi</em>&#8221; e non materialmente versati, rimarcando che di tale impegno occorrerà tener conto: &#8220;<em>nel momento in cui saranno determinati gli importi dei trasferimenti dal bilancio dello Stato all&#8217;Inps nelle prossime annualità</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono mancate le critiche. La <strong>Cgil </strong>ha apertamente accusato i provvedimenti di condono e stralcio delle cartelle contributive adottati fino al 2015, i quali &#8211; si stima &#8211; comportano la cancellazione di ben 16,4 miliardi di euro, con un impatto negativo di 13,7 miliardi sul rendiconto generale 2024 di Inps. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>AI padrona dell&#8217;uomo? Un nuovo studio lancia l&#8217;allarme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio G.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2025 09:43:52 +0000</pubDate>
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	Se in questi giorni il Ministero del Lavoro ha avviato una consultazione pubblica mirata a integrare, modificare e arricchire le&#8230;]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/ai-padrona-delluomo-un-nuovo-studio-lancia-lallarme/"><img title="intelligenza-artificiale-rappresentazione-grafica.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/04/intelligenza-artificiale-rappresentazione-grafica.jpg" alt="AI padrona dell&#8217;uomo? Un nuovo studio lancia l&#8217;allarme" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Se in questi giorni il <strong>Ministero del Lavoro</strong> ha avviato una <strong>consultazione pubblica </strong>mirata a integrare, modificare e arricchire le linee guida per l&#8217;implementazione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, nella volontà di configurare sempre lo strumento digitale come una sorta di &#8220;braccio operativo&#8221; dell&#8217;uomo, è però vero che c&#8217;è chi &#8211; in merito al futuro <strong>rapporto uomo-macchina </strong>la pensa diversamente e in modo assai pessimistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo uno studio &#8211; dall&#8217;emblematico titolo &#8220;AI 2027&#8221; svolto con la collaborazione di <strong>Daniel Kokotajlo</strong>, un cervellone ed ex ricercatore di<strong> OpenAI</strong>, tra qualche anno i tempi saranno maturi per il <strong>miglioramento automatico dei modelli di AI</strong>. In sostanza, non servirà più l&#8217;uomo a decidere della loro &#8220;evoluzione&#8221;, ma saranno gli stessi modelli che provvederanno da soli, rendendo realtà quella che potrebbe essere la trama di un film di fantascienza. Cerchiamo di capire meglio perché.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro dell&#8217;AI nel nuovo studio e il 2027 come anno &#8220;svolta&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio concreto per Kokotajlo è quello di vivere in una società in cui le <strong>intelligenze artificiali </strong>più avanzate penseranno esclusivamente ai propri interessi, talvolta anche mentendo nelle relazioni con l&#8217;uomo. E anzi con la possibilità che l&#8217;uomo stesso, da &#8220;creatore&#8221;, sia considerato &#8220;impostore&#8221; o una sorta di ostacolo alla loro crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ex ricercatore ha individuato una mappa cronologica di quello che succederà, e considerate le sue conoscenze in campo tecnico, si tratta di una prefigurazione da non sottovalutare, o almeno non ora. Nell&#8217;autunno 2027 &#8211; spiega Kokotajlo &#8211; l&#8217;AI sarà così avanzata che il genere umano si troverà innanzi a due scelte opposte: una positiva &#8211; il rallentamento o il blocco dell&#8217;evoluzione dell&#8217;AI &#8211; e l&#8217;altra negativa &#8211; la libera espansione delle sue potenzialità, anche e soprattutto per parificare la spinta espansionistica del colosso cinese. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un bivio, insomma, tra una civiltà futura basata su armonia e pace e un avvenire instabile, dove il rischio del dominio delle macchine sarà alto. In questo secondo scenario la <strong>superintelligenza artificiale </strong>non sarà più governabile dall&#8217;alto da parte dell&#8217;uomo, ma in grado di fare tutto da sola. E pensare &#8211; quindi &#8211; al proprio esclusivo benessere ed &#8211; eventualmente &#8211; a quello delle altre macchine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Kokotajlo ha lasciato OpenAI e l&#8217;intelligenza artificiale &#8220;autoreferenziale&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se ci si chiede del perché lo scienziato abbia lasciato una fiorente società come <strong>OpenAI</strong>, la risposta è forse facilmente intuibile: nel 2024 aveva abbandonato il suo ruolo perché aveva &#8211; queste le sue parole: &#8220;<em>perso la fiducia sul fatto che OpenAI si comporterà in modo responsabile</em>&#8220;. In particolare, dopo avere chiesto al boss <strong>Sam Altman</strong> di concentrare l&#8217;attenzione dell&#8217;azienda sulla sicurezza dei sistemi di AI, ha scelto di lasciare la propria posizione quando si è reso conto OpenAI si stava dirigendo verso la direzione opposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anzi è proprio la scalata nel mondo della ricerca e scienza da parte di questa società americana &#8211; nello studio chiamata &#8220;fantasiosamente&#8221; <strong>OpenBrain </strong>&#8211; a essere la minaccia attuale e dei prossimi anni. Lo sviluppo di una serie di <strong>modelli di intelligenza artificiale </strong>ideati meramente per scopi di ricerca e sviluppo si trasformerà in un processo con potenzialità tangibili nei più svariati campi: politica, realizzazione armi, programmazione, hacking e tanto altro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E proprio questa smodata espansione contiene il rischio che l&#8217;AI si opponga alla volontà delle persone, non rispettando più direttive, regole di comportamento e obiettivi fissati dall&#8217;essere umano, per andare alla ricerca di una &#8220;soddisfazione personale&#8221;, anche ingannando quest&#8217;ultimo per ottenere ricompense o una posizione di maggior vantaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché &#8211; secondo le conclusioni dello studio &#8220;AI 2027&#8221; &#8211; andrebbe frenata la sfrenata corsa allo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale: la probabilità che la situazione sfugga di mano, in modo definitivo e senza via di fuga, è già ora abbastanza alta da imporre condizionamenti alle ricerche scientifiche in materia.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il ricordo dell’Olocausto in occasione della Giornata della memoria unisce le comunità di tanti paesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 09:21:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/il-ricordo-dellolocausto-in-occasione-della-giornata-della-memoria-unisce-le-comunita-di-tanti-paesi/"><img title="giornata della memoria" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/01/https___cdn.cnn_.com_cnnnext_dam_assets_150126102625-01-auschwitz-liberation-0126-300x169.jpg" alt="giornata della memoria" width="300" height="169" /></a>
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	Quest'anno ricorre l’ottantesimo anniversario dalla liberazione dei campi di sterminio.]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/il-ricordo-dellolocausto-in-occasione-della-giornata-della-memoria-unisce-le-comunita-di-tanti-paesi/"><img title="giornata della memoria" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/01/https___cdn.cnn_.com_cnnnext_dam_assets_150126102625-01-auschwitz-liberation-0126-300x169.jpg" alt="giornata della memoria" width="300" height="169" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;anno ricorre l’ottantesimo anniversario dalla liberazione dei campi di sterminio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lunedi 27 Gennaio 2025 sarà la giornata della memoria , si celebra il giorno in cui i cancelli di Auschwitz vennero abbattuti dalla 60esima armata dell&#8217;esercito sovietico.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Zorro Amore e Vendetta, ci sarà una seconda stagione?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 10:38:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[zorro amore e vendetta seconda stagione]]></category>
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	Si conclude in anticipo la serie televisiva spagnola trasmessa da Canale5 Zorro Amore e Vendetta, i dieci episodi sarebbero dovuti andare in onda in quattro puntate formate da due e tre episodi ciascuno ed invece con drastico e repentino cambiamento Mediaset ha deciso di trasmettere gli ultimi quattro episodi non in due ma in un’unica puntata in onda ieri sera.]]></description>
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	<p class="wp-block-paragraph">Si conclude in anticipo la <strong>serie televisiva spagnola trasmessa da Canale5 Zorro Amore e Vendetta</strong>, i dieci episodi sarebbero dovuti andare in onda in quattro puntate formate da due e tre episodi ciascuno ed invece con drastico e repentino cambiamento Mediaset ha deciso di trasmettere gli ultimi quattro episodi non in due ma in <strong>un’unica puntata in onda ieri sera.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">E dunque un primo freno al fatto che <strong>Zorro 2 Amore e Vendetta si farà </strong>sono sicuramente gli ascolti non entusiasmanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima puntata andata in onda il 7 gennaio è stata seguita da 2.161.000 spettatori con il 13.7% di share mentre la seconda è scesa ulteriormente venendo vista da soli 1.513.000 spettatori raggiungendo uno share pari al 10.4%. Tali numeri hanno fatto in modo non solo che la fiction spagnola finisse prima del previsto con una maratona di ben quattro episodi di seguito ma anche che qualora dalla Spagna si decida che <strong>Zorro 2 Amore e Vendetta si farà</strong> è improbabile che Canale5 decida di trasmetterla. La serie tv meritava un destino migliore, tenuta nel cassetto per oltre un anno con poco preavviso e con ancora meno pubblicità è andata a sbattersi con gli ottimi prodotti Rai de Leopardi Il poeta dell’infinito prima e Blackout 2 Le verità nascoste poi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Zorro 2 si farà? Silenzio dalla Spagna: dubbi e possibili risvolti di trama</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per sapere con certezza se&nbsp;<strong>Zorro 2 Amore e Vendetta si farà</strong>&nbsp;occorre dare un’occhiata anche a cosa succede in Spagna. Al momento la casa di produzione e gli attori stessi non hanno ancora confermato il ritorno del leggendario eroe mascherato e sicuramente in buona parte la scelta dipenderà dagli ascolti che si otterranno nei vari Paesi in cui è distribuita. Per quando riguarda, invece, i possibili risvolti sulla trama delle&nbsp;<strong>anticipazioni Zorro 2 Amore e Vendetta</strong>&nbsp;non ci sono dubbi che la storia si presta benissimo ad un proseguo.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Matteo Renzi testimonia nell’ambito del processo per la morte di Giulio Regeni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 09:24:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[regeni]]></category>
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	La versione di Matteo Renzi al processo di Giulio Regeni appare in contrasto con le testimonianze dell’allora ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/matteo-renzi-testimonia-nellambito-del-processo-per-la-morte-di-giulio-regeni/"><img title="renzi-genitori.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/08/renzi-genitori-300x171.jpg" alt="renzi-genitori.jpg" width="300" height="171" /></a>
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	<p class="wp-block-paragraph">La versione di Matteo Renzi al processo di Giulio Regeni appare in contrasto con le testimonianze dell’allora ministro degli Esteri,<strong> Paolo Gentiloni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Vengo informato il 31 gennaio dalla Farnesina e <strong>mi dissero che qualcosa era accaduto qualcosa di grave a un nostro ricercatore</strong>. Se mi fosse stato chiaro da subito avremmo potuto attuare qualcosa in più ma il comportamento della Farnesina è stato legittimo. Noi mettiamo in campo tutti i nostri strumenti perché c’era crescente preoccupazione da parte degli apparati che, come è fisiologico, erano già a conoscenza della vicenda. <strong>Se dal 26 al 31 gennaio 2016</strong> la Farnesina ha ritenuto di tenere bassa una vicenda così complessa avrà fatto una sua valutazione, conosceva i rapporti con Al Sisi. Poi il 31, quando lo sento, era molto pessimista”. È la dichiarazione, come testimone, del senatore di Italia Viva ed ex premier <strong>Matteo Renzi</strong> nell’ambito del processo per la morte di Giulio Regeni. Le domande all’ex premier sono state formulate dal procuratore di Roma, <strong>Francesco Lo Voi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il giallo sulle date –</strong> Una versione già data da Renzi che nel 2020 apparve in contrasto con le testimonianze dell’allora ministro degli Esteri,<strong> Paolo Gentiloni</strong>, dell’allora Segretario Generale della Farnesina, <strong>Elisabetta Belloni</strong>. Ed è per questo che <strong>Alessandra Ballerini</strong>, legale dei genitori di Giulio Regeni, prima dell’udienza del processo a carico di quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell’omicidio di Regeni ha detto prima dell’udienza: “È una udienza importante: <strong>Renzi e Minniti</strong> ci racconteranno quando e come hanno saputo, cosa hanno fatto allora e dopo per avere verità e giustizia per Giulio. Sarebbe bello aver<strong>e chiarezza da Renzi sulle date</strong> anche se è stato detto che se avesse saputo dal 31 gennaio del 2016 avrebbe potuto salvarlo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gentiloni alla commissione aveva dichiarato che l’ambasciatore in Egitto fu informato il 25 gennaio e il diplomatico si attivò il giorno dopo. Tra il 26 gennaio e il 2 febbraio “numerosi passi” furono fatti, la struttura della Farnesina informò Gentiloni il 26 gennaio. Belloni nella sua audizione ricorda che Massari informò immediatamente il referente dell’intelligence. La&nbsp;<strong>denuncia da parte dell’ambasciata</strong>&nbsp;viene formalizzata tra il 26 e il 27 gennaio. Sono giornate e nottate in cui tutti i possibili referenti istituzionali e di intelligence vengono sollecitati dall’ambasciatore per avere notizie: tutti negano. Gentiloni il 31 gennaio interloquisce con il suo omologo egiziano e parte la nota ufficiale sulla sparizione del ricercatore. Durante l’audizione il presidente della Commissione&nbsp;<strong>Erasmo Palazzotto&nbsp;</strong>aveva chiesto all’ex presidente del Consiglio Renzi come mai lui ebbe notizia della scomparsa di Giulio Regeni solo il 31 gennaio, se a quella data, la Farnesina si era già attivata da 5 giorni. “Io dico la verità ne venni a sapere solo il 31 gennaio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Se ci fosse stata allerta rossa&nbsp;<strong>nulla avrebbe impedito all’ambasciatore di chiamarmi, aveva il mio numero di cellulare –&nbsp;</strong>afferma l’ex premier Matteo Renzi – Io – aggiunge – con l’ambasciatore parlo il 31, non prima e lo chiamo io, e lui mi dice che è una vicenda drammatica e temeva epilogo drammatico. In questa vicenda l’Italia è voluta andare fino in fondo e non ha fatto come gli inglesi che, a mio avviso, non hanno detto tutta la verità e mi riferisco all’università inglese che avrebbe dovuto collaborare di più. Io chiesi all’allora primo ministro Teresa May massima collaborazione.&nbsp;<strong>L’Italia non poteva fare di più</strong>, non abbiamo messo le relazioni diplomatiche davanti alla morte di un cittadino italiano ed è chiaro che la morte di Giulio Regeni è avvenuta per mano egiziana”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Quando accade questo delitto efferato noi reagimmo arrivando al richiamo dell’ambasciatore. Io dopo la tragica vicenda di Giulio incontrai Al Sisi al G20 in Cina il 6 settembre del 2016. Lo incontrai per esprimere delusione. In quell’occasione Al Sisi mi chiese di rimandare l’ambasciatore italiano in Egitto ed io gli risposi di no e gli dissi subito che non avremmo mai accettato verità di comodo. A marzo del 2016 l’Egitto ci diede una verità di comodo che noi respingemmo” ha poi detto Renzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Minniti –</strong>&nbsp;Dopo Renzi è stato il momento della testimonianza Marco Minniti, all’epoca dei fatti sottosegretario alla Presidenza del Consigli e all’autorità delegata per la sicurezza: “Ho avuto la sensazione che la banda&nbsp;<strong>di finti rapinatori fatti ritrovare uccisi</strong>&nbsp;fu un modo per darci una finta verità, un metodo già usato con altri stranieri uccisi in Egitto che aveva funzionato. Un francese fu massacrato di botte in commissariato e la magistratura francese accettò la versione fornita dal Cairo. Noi invece mettemmo in chiaro che non avremmo accettato azioni di depistaggio” ha affermato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il teste il depistaggio, messo in atto dopo il suo primo incontro con Al Sisi l’8 marzo del 2016, “fu un modo per coprire i Servizi egiziani e vista la mancanza di collaborazione decidemmo di richiamare l’ambasciatore. Siamo un grande Paese e un grande Paese non dimentica i propri cittadini che muoiono all’estero. Fui avvisato dopo alcuni giorni perché in Egitto so<strong>no frequenti i ‘fermi non ufficiai’ì di cittadini stranieri</strong>. Il mio convincimento è che sono stati gli apparati egiziani ad uccidere Giulio e gli imputati sono i responsabili”.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>A Novara il primato nella logistica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 10:12:14 +0000</pubDate>
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	Nell’area 59 strutture. In arrivo nuovi magazzini da 240mila metri a ridosso dell’interporto. Ma il comune di Galliate dice “no” Source]]></description>
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	<p>Nell’area 59 strutture. In arrivo nuovi magazzini da 240mila metri a ridosso dell’interporto. Ma il comune di Galliate dice “no”<br />
<br /> <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/novara-scommette-logistica-AGcFG1I" target="_blank" rel="noopener">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Vetro, in calo produzione ed export nel 2023, ma il 2024 segna la ripresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 19:11:22 +0000</pubDate>
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	Assovetro: «Pesano crisi geopolitiche e fattore energia». Calo del 5,3% per il vetro cavo, del 7,7% per il vetro piano e del 21% per le fibre Source]]></description>
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	<p>Assovetro: «Pesano crisi geopolitiche e fattore energia». Calo del 5,3% per il vetro cavo, del 7,7% per il vetro piano e del 21% per le fibre<br />
<br /> <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/vetro-calo-produzione-ed-export-2023-ma-2024-segna-ripresa-AFhx0ZXC" target="_blank" rel="noopener">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
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