Intesa Sanpaolo ha approvato il resoconto al 30 settembre 2015

I risultati vedono un utile netto di 2.726 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto ai 1.203 milioni dei primi nove mesi 2014: si tratta del dato sui nove mesi più elevato dal 2008. L’utile netto del terzo trimestre 2015 è risultato invece in flessione a 722 milioni rispetto ai 940 milioni del secondo trimestre, comunque quasi raddoppiato rispetto ai 483 milioni di un anno fa.

Nell’ambito del conto economico i proventi operativi netti si attestano a 13.602 milioni di euro (+7,1% a/a) dopo un terzo trimestre da 4.197 milioni (-9,6% trim/trim, +0,9% a/a), con gli interessi netti in calo (5.859 milioni, -7,0% a/a e -3,2% trim/trim) e le commissioni nette a 5.578 milioni (+12,6% a/a ma -9,8% trim/trim – comunque il dato sui nove mesi più elevato dalla costituzione di Intesa Sanpaolo) spinte soprattutto dalle commissioni da attività di gestione, intermediazione e consulenza (+26% a/a), mentre il risultato dell’attività di negoziazione è in netta crescita a 977 milioni di euro (+48,0% a/a) così come il risultato dell’attività assicurativa a 866 milioni di euro (+16,1% a/a); infine gli altri proventi di gestione sono pari a 227 milioni di euro, rispetto a 12 milioni dei nove mesi 2014, e includono un importo di 211 milioni inerente una vertenza.

Gli oneri operativi ammontano invece a 6.326 milioni di euro (+1,3% a/a) dopo un terzo trimestre da 2.080 milioni (-2,3% trim/trim, stabile rispetto al 2014), con le spese del personale a quota 3.830 milioni (+1,9% a/a, -1,1% trim/trim), le spese amministrative a 1.963 milioni (-1,1% a/a, -5,3% trim/trim) e gli ammortamenti a 533 milioni (+6,0% a/a, +1,1% trim/trim). Conseguentemente, il risultato della gestione operativa ammonta a 7.276 milioni di euro (+12,8% a/a), con un cost/income al 46,5%rispetto al 49,2% dei nove mesi 2014.
In forte calo infine, a tutto beneficio della redditività della banca, il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette, pari a 2.927 milioni di euro rispetto ai 3.919 milioni dei nove mesi 2014, con le rettifiche nette su crediti a 2.383 milioni (-32,4% a/a) – il valore sui nove mesi più basso dal 2011 -dopo un terzo trimestre da 769 milioni (-9,2% trim/trim e -38,8% a/a) per un costo del credito annualizzato in calo a 92 bps (rispetto ai 139 bps dei nove mesi 2014).

Per quanto riguarda lo stato patrimoniale, al 30 settembre 2015 i crediti verso la clientela risultano pari a 345 miliardi di euro (+1,8% Ytd e +2,4% a/a, ma -1,4% a/a se si considerano i volumi medi anziché quelli di fine periodo). Il complesso dei crediti deteriorati netti ammonta invece a 34.176 milioni di euro (+2,6% Ytd). In quest’ambito, i crediti in sofferenza crescono a 14.484 milioni di euro rispetto ai 14.218 milioni del 31 dicembre 2014, con un’incidenza sui crediti complessivi del 4,2% (in linea con il 31 dicembre 2014) e un grado di copertura al 62,8% (in linea con fine 2014).

Le attività finanziarie della clientela risultano pari a 837 miliardi di euro (+1,3% Ytd, +0,7% a/a). In quest’ambito la raccolta diretta bancaria si attesta a 359 miliardi (-0,3% Ytd, -3,9% a/a), mentre la raccolta indiretta totalizza 477 miliardi (+2,5% Ytd, +4,3% a/a); l’ammontare di risparmio gestito cresce a 321 miliardi (+6,6% Ytd, +10,5% a/a) e la raccolta amministrata è in calo a 156 miliardi (-5,0% Ytd, -6,5% a/a).
Infine, a livello di coefficienti patrimoniali, il Common Equity ratio pro-forma Basilea 3 a regime si attesta al13,4% (rispetto al 13,3% del 31 dicembre 2014), mentre il CET1 ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2015 si conferma al 13,4% rispetto al 13,6% di fine 2014.

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