Intesa Sanpaolo paga il conto più salato

La prima cosa che hanno fatto gli analisti finanziari stamane è stata quella di prendere carta e penna e calcolare l’impatto del raddoppio dell’aliquota fiscale sui capital gain delle quote rivalutate a bilancio di Banca d’Italia. Non era un esercizio difficile ed ecco i risultati. Per Intermonte Sim, le più penalizzate sono ovviamente le due grandi banche. Intesa Sanpaolo e UniCredit vedrebbero le tasse sulla plusvalenza aumentare rispettivamente di circa 360 milioni e 190 milioni. Stime analoghe le ha proposte Mediobanca Securities. Secondo gli analisti della merchant bank italiana, l’impatto sugli utili post-tasse per Intesa vale 36o milioni cioè indicativamente il 16% del monte utili atteso per il 2014. Per UniCredit la valutazione viaggia intorno a 160 milioni di maggior aggravio fiscale con un impatto one off del 7% sui profitti stimati per l’anno in corso. Anche gli analisti di Equita Sim nella loro nota mattutina hanno fatto un po’ di conti. Sulle quotate il prelievo aggiuntivo deciso dal Governo Renzi vale circa 700 milioni sul miliardo previsto. E di questa somma a scalare sono penalizzate Intesa (350-360 milioni); Unicredit su cui la stima è di circa 200 milioni; Generali vedrebbe una limatura di 50 milioni, mentre per Carige il taglio è di circa 30 milioni. L’impatto c’è evidentemente, ma non vanifica di certo i benefici per i possessori delle quote di Bankitalia. Sempre Equita sim ricorda che dall’operazione di rivalutazione, contabilizzata nel quarto trimestre del 2013, il capital gain netto è stato sostanzioso. Intesa ha beneficiato di un guadagno in conto capitale di 2,1 miliardi; UniCredit ha visto un capital gain netto di 1,4 miliardi. Più contenuti i guadagni per Mps che ha beneficiato per 100 milioni e Carige che ha messo a conto economico una plusvalenza da rivalutazione da 200 milioni. Il raddoppio dell’aliquota non fa certo piacere al sistema bancario. Di fatto però taglia di poco meno, poco più di un 10-20% la massiccia rivalutazione delle quote di cui le banche hanno già beneficiato. Il mercato non sembra particolarmente colpito dalla manovra. L’impatto è una tantum e non è certo sul capital gain limato che si decidono in borsa i destini delle banche italiane. Dopo le pesanti pulizie di bilancio di crediti malati e avviamenti, ora si spera che nel 2014 un po’ di redditività ordinaria torni a fare capolino sul settore. È questo che muoverà i titoli sul listino.

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