ISTAT: A marzo 2022 cresce l’occupazione
L'ISTAT comunica che dall’inizio dell’anno in Italia il numero degli occupati è di quasi 170 mila e si concentra soprattutto tra i dipendenti.
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L’ISTAT comunica che dall’inizio dell’anno in Italia il numero degli occupati è di quasi 170 mila e si concentra soprattutto tra i dipendenti. Rispetto allo stesso mese dell’anno scorso ci sono 800 mila occupati in più, ma in oltre la metà dei casi si tratta di dipendenti a termine, la cui stima raggiunge i 3 milioni 150 mila, il valore più alto dal 1977. Il tasso di occupazione si attesta al 59,9% (record dall’inizio delle serie storiche), quello di disoccupazione all’8,3% (-0,2%, sui livelli del 2010) ma sale al 24,5% tra i giovani (+0,3%) e il tasso di inattività, ossia la quota di chi non ha lavoro e non lo cerca, scende  al 34,5%, quindi ai livelli precedenti la pandemia da Covid-19.

Nel dettaglio, l’aumento dell’occupazione (+0,4%, pari a +81 mila) coinvolge le donne, i dipendenti e le persone con più di 24 anni di età, l’occupazione rimane sostanzialmente stabile tra gli uomini, mentre diminuisce tra gli autonomi e i più giovani (15-24 anni). Il tasso di occupazione sale al 59,9% (+0,3 punti). Il calo del numero di persone in cerca di lavoro (-2,3%, pari a -48 mila unità rispetto a febbraio) si osserva per le donne e nelle classi d’età centrali. 

Confrontando il primo trimestre 2022 con quello precedente si registra un aumento del livello di occupazione pari allo 0,6%, per un totale di 133 mila occupati in più. La crescita dell’occupazione registrata nel confronto trimestrale si associa alla diminuzione sia delle persone in cerca di lavoro (-6,0%, pari a -136mila unità) sia degli inattivi (-0,4%, pari a -54mila unità). Il numero di occupati a marzo 2022 è superiore a quello di marzo 2021 del 3,6% (+804mila unità); l’aumento è trasversale per genere, età e posizione professionale. Il tasso di occupazione è più elevato di 2,8 punti percentuali. Rispetto a marzo 2021, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-16,6%, pari a -412 mila unità) e il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-5,5%, pari a -747 mila).

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