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Nel secondo trimestre 2022 c’è stato un rilancio della produzione industriale nella provincia di Como. Accanto a una crescita del fatturato totale del 8,4% e a ordini interni che registrano il +2,5%, si presenta positiva la dinamica sui mercati esteri: +7,7% per il fatturato e +4,1% per gli ordinativi. Il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 66,1%.

“La nostra economia continua a dare confortanti segnali di ripresa – sottolinea il presidente Mauro Gola – grazie alla crescita del mercato interno e, soprattutto, alle commesse estere che, nei primi sei mesi dell’anno, hanno raggiunto valori complessivi mai toccati in precedenza. Il “sistema Cuneo” deve però confrontarsi con tanti fattori esogeni negativi e le nostre imprese sono chiamate ad affrontare sfide difficili che possono essere vinte soltanto grazie a politiche e strategie condivise a livello europeo”.

Nel II trimestre 2022 la produzione in tutti i comparti mostra un segno positivo, in particolare nel tessile-abbigliamento-calzature con il +6,4%, nelle altre industrie manifatturiere (+3,5%), seguiti da metalmeccanica con il +2,6% mentre l’alimentare registra una crescita più contenuta (+3,4%).
Analizzando i dati per classe di addetti emerge come, in termini di output prodotto, tutte le imprese abbiano riportato un incremento, con risultati non necessariamente più positivi al crescere della dimensione aziendale. La variazione tendenziale della produzione industriale registra, infatti, il +4,8% per le medie imprese (50-249 addetti), il +3,2% per le micro imprese (0-9 addetti), il +2,8% per le piccole imprese (10-49 addetti) e il +1,2% per le realtà di maggiori dimensioni (oltre 250 addetti).

Dall’indagine monografica condotta da Unioncamere sul campione di 249 imprese cuneesi e focalizzata su logistica e infrastrutture è emerso come oltre l’80% degli intervistati reperisca materie prime sul territorio nazionale e che per tre su quattro gli articoli prodotti siano destinati al mercato interno, il cui trasporto viene affidato a ditte esterne che, per la quasi totalità, viaggiano su gomma. 
Per ciò che concerne l’accessibilità del territorio in cui si inserisce l’azienda, rispetto alla rete infrastrutturale complessiva, meno della metà delle imprese locali intervistate afferma risulti sufficiente, mentre per un terzo di loro il trasporto su rotaia è da considerarsi insufficiente. Il 60% ritiene sia utile completare in tempi rapidi gli interventi avviati e il 16% suggerisce di potenziare l’intermodalità ferro-gomma-mare. Otto imprese su dieci ritengono che il principale problema riscontrato nel trasporto di merci sia l’aumento dei costi del trasferimento delle materie prime.

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