Lavoro e stop all’iva, ecco le vie della ripresa

Ogni anno si cerca la giusta via per portare l’Italia fuori dalla crisi che da anni ha represso l’attività di ogni cittadino. Anche quest’anno verranno introdotte alcune novità per cercare di tappare alcuni buchi e arginare l’evasione con l’introduzione della fatturazione elettronica

Il cantiere della legge di bilancio, la manovra d’autunno, viaggia sui 15 miliardi divisi nella crescita riguardante i giovani e il lavoro. Sono tante le misure dove si sta cercando una soluzione. Per quanto riguarda il cuneo fiscale si parla di un abbattimento del 50% dei contributi per le assunzioni stabili dei giovani per una durata di due o tre anni. In manovra dovrebbe entrare il taglio permanente del cuneo. Secondo l’ipotesi su cui si sta lavorando, invece di pagare una contribuzione del 33%, le imprese per i giovani neo assunti pagheranno circa il 17% per una durata di due o tre anni. Superati i due o tre anni si pensa di ridurre la contribuzione di tre punti per sempre. Si parla anche di antievasione iva. Il progetto è quello di estendere l’obbligo di fatturazione elettronica. Oggi è in vigore solo per i fornitori della Pubblica Amministrazione. L’intenzione è quella di estenderla a tutti  i privati. La misura ha bisogno di una deroga da parte della commissione alle regole Iva, che oggi vieta l’obbligo generalizzato di e-fattura. La misura dovrebbe portare 1,5-2 miliardi per poi salire negli anni successivi. Sarà inoltre previsto un possibile intervento sulle tax expenditures. Il dossier della revisione degli sconti fiscali potrebbe essere riaperto con la nuova legge di bilancio. Sono due le ipotesi fino ad ora prese in considerazione: un taglio selettivo sulle agevolazioni non più efficaci salvaguardando quelle delle famiglie oppure un intervento di tipo redistributivo, riducendo gli sconti per chi guadagna di più e salvaguardando le fasce più povere. Dopo gli investimenti sulle imprese si passerà agli investimenti sul capitale umano, detto lavoro 4.0. La manovra dovrebbe contenere un nuovo schema di incentivi che ruota intorno ad un bonus fiscale: un credito d’imposta sulle spese di formazione legate alla digitalizzazione dei sistemi produttivi fissato nella misura del 50% fino a 20 milioni di euro. A beneficiarne sarebbero le imprese che hanno già investito nelle nuove tecnologie e quelle che vogliono formare i propri addetti in vista del successivo salto tecnologico. Infine, in cima all’agenda il nuovo stop agli aumenti delle aliquote Iva. Senza disinnescare le clausole di salvaguardia, l’aliquota agevolata (oggi al 10%) salirebbe all’11,5% mentre l’aliquota ordinaria(ora al 22%) salirebbe addirittura al 25%. A completare il quadro della manovra ci sono poi una serie di misure obbligate per chiudere una serie di partite sospese. La prima è quella del rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici. Non potrà di certo mancare le spese indifferibili dalle missioni all’estero ai finanziamenti per le ferrovie che dovrebbero attenersi intorno ai 2 miliardi.

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