Le banche tagliano il credito? Torna di moda il social lending

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La crisi economica ha avuto, tra gli effetti più evidenti, il taglio del credito da parte delle banche. La mancata erogazione di prestiti ha favorito di fatto la diffusione di uno strumento non totalmente nuovo nel nostro paese: il social lending – ossia la pratica che vede un privato (il prestatore) prestare denaro ad un altro privato (l’utente/debitore/richiedente) attraverso piattaforma web (ossia una società di servizi).

 

Si tratta, in buona sostanza, di piattaforme attraverso le quali si può richiedere un prestito ad un tasso di interessi più basso rispetto agli istituti di credito (normalmente di un paio di punti percentuali) – e con notevole flessibilità nella restituzione.

 

Tali piattaforme offrono la possibilità di guadagnare anche a chi vuole prestare denaro – con un tetto massimo di denaro prestabile pari ad euro 50 mila ed un tasso percentuale di guadagno che va dall’ 1 al 3% del capitale prestato.

 

Un elemento a favore di tali piattaforme è senz’altro rappresentato dalla praticità e comodità. Il tutto avviene infatti online. Occorre compilare la richiesta, indicando le situazioni personali e reddituali richieste, per poi attendere l’esito della medesima.

 

Se la richiesta è accettata viene spedito presso la residenza del richiedente un contratto. Quest’ultimo dovrà sottoscriverlo, sempre se ritiene le condizioni vantaggiose, e rispedirlo – con indicazione del proprio IBAN presso cui erogare la somma richiesta. Normalmente non oltre 3-4 giorni, dopo la ricezione del contratto, il richiedente trova la somma richiesta sul proprio conto corrente.

 

La piattaforma è pensata in maniera intelligente e sicura per chi decide di prestare denaro. Infatti, il prestito erogato, viene suddiviso in piccole quote tra i vari prestatori – in tal modo si fraziona il rischio di insolvenza il quale, ove si verificasse, finisce con l’incidere in maniera poco rilevante per ognuno dei soggetti che presta denaro.

 

Tali società si sono comunque ben attrezzate rispetto al rischio di incappare in cattivi pagatori. Prima di tutto, alla terza rata insoluta, il fascicolo viene trasferito all’area legale. All’interno delle stesse, infatti, viene strutturato uno studio legale specializzato nel recupero del credito.

I risultati ottenuti negli ultimi mesi da tali società sono davvero importanti. Si tratta di uno strumento interessante ed utile – soprattutto in tema di credito al consumo, tenendo presente che gli importi richiedibili non possono superare i 25 mila euro.

 

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