Logistica e trasporti tra investimenti esteri, imprese pugliesi operative in tutta Europa, rete infrastrutturale adeguata e in crescita, formazione qualificata.
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BARI – Crescono gli investimenti esteri nella logistica pugliese, settore di punta della regione con 9.100 imprese registrate ed oltre 58mila addetti, favorito dalla collocazione geografica che ne fa una piattaforma logistica al centro del mar Mediterraneo, proiettata verso i Balcani, i paesi dell’ampia area Mena (Middle East – North Africa) ed oltre. 

La città capoluogo ne è un esempio plastico: dopo il fondo australiano Cromwell Group Property, un altro, questa volta inglese, Panattoni, punta su Bari per sviluppare una piattaforma di logistica avanzata.Per gli australiani l’investimento di 40 milioni è più avanti: a settembre di quest’anno inizio dei lavori, conclusione nei 10 mesi successivi e messa in esercizio con 150 occupati nel 2024. Nel secondo caso l’iter è agli inizi: l’investimento, per non meno di 20 milioni di euro, dovrebbe essere finalizzato entro dicembre 2023. E c’è un terzo investimento, quello dello studio di architettura e urbanistica The Blossom Avenue Management (Bam) che opera a livello internazionale (sedi a Milano e New York), che sviluppa progetti di logistica avanzata e che punta su Bari per un sito di logistica robotizzata e magazzini just in time di almeno 70.000 mq. coperti. Questi investimenti esteri, in corso e attesi, sono gli ultimi in ordine di tempo per l’area metropolitana di Bari che registra sempre più richieste, al netto delle aree disponibili, sempre meno, di nuovi insediamenti appunto in logistica e servizi, oltre che nel manifatturiero tradizionale. 

Altri investimenti – a confermare la dinamicità del settore logistica e trasporti non solo a Bari – sono  quelli di Dhl Express Italy  (10mila spedizioni al giorno nel capoluogo regionale, 200 collaboratori tra diretti ed indiretti) che punta a servire al meglio  Pmi pugliesi con un piano di 4 milioni di euro per un nuovo polo a Lecce, l’ammodernamento della sede di Bari  nell’Interporto, lo spostamento del polo logistico da Foggia Trani, van elettrici al 100% e 20 nuove colonnine di ricarica. E ancora la Gls, multinazionale della logistica attiva in oltre 40 paesi europei con quasi 1.000 filiali, che investe ancora sulla Puglia con risorse per 12 milioni di euro per dare il via nel capoluogo regionale , entro fine anno, alla realizzazione, di una piattaforma logistica di 10.000 mq. da realizzare nella zona industriale, finanziata da mezzi propri e per il 60% dai fondi Pia gestiti da Puglia Sviluppo. Anche nella provincia barese, a Corato, la Gls Italy investe nel raddoppio degli spazi (oggi pari a circa 1500 mq.) con l’acquisizione di una sede attigua, oltre a 400 mq. di uffici, un investimento funzionale allo sviluppo in direzione del nord barese ed in particolare dei comuni di Ruvo, Molfetta, Bisceglie. Gli investimenti nuovi e consolidati si legano a doppio filo al dinamismo economico dell’area metropolitana di Bari – in tutto 41 comuni – ed in particolare a quello dell’agglomerato di Bari-Modugno del consorzio Asi  che, da solo, conta – secondo l’indagine del Cesdim, (il Centro studi e documentazione sull’industria nel Mezzogiorno dell’università di Bari) – 300 siti in esercizio  fra stabilimenti industriali, aziende artigiane,imprese edili, etc., con circa 12.000 occupati diretti e nell’indotto, senza contare i centri commerciali di grandi e piccole dimensioni che da soli movimentano flussi di trasporto e di logistica molto importanti.

Il colosso Gts holding, treni merci  da Bari a Londra e nel Benelux

Il comparto trasporti e logistica ha raggiunto nel 2021 nell’area economica più dinamica della regione, Bari appunto, dove si concentrano porto, aeroporto, interporto, rete autostradale – secondo i dati Cerved  riportati nell’indagine Cesdim curata dal prof. Federico Pirro – un fatturato di  418,6 milioni di euro, con 906 occupati , il 2% del totale di tutta la città metropolitana. Numeri che dicono del peso che, ancora minimo in termini relativi rispetto ai comparti classici (agroalimentare, metalmeccanica, chimica,etc.), è tuttavia in crescita con alcuni gruppi di tutto rispetto. Per fare un esempio da Bari si muove per svilupparsi fino al Nord Europa, Regno Unito e Benelux compresi, la rete di trasporto su ferro lungo le direttrici nord-sud e sud-nord Europa della Gts Holding del gruppo Muciaccia che, nel 2021, ha raggiunto ricavi per 147,1 milioni di euro e che conta circa 100 addetti. Insieme a 15 locomotori motrici e 330 carri ferroviari la società

conta su un bacino di utenza anche domestica alimentata dalla dinamicità dell’area metropolitana di Bari. Nell’interporto regionale di Bari è poi operativa un’altra presenza di rilievo, in fatto di logistica, trasporti e distribuzione, quella di Soa Corporate di Alberobello (sede legale), un gruppo di 7 aziende, 40 addetti e 111,5 milioni di euro fatturato (2021), e che, specializzata nella logistica del freddo, da 2 anni è entrata anche nel comparto del fresco.

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